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Termine Essenziale

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75 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Inadempimento contratto preliminare: le conseguenze
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di inadempimento contratto preliminare, confermando la decisione dei giudici di merito. Una promittente venditrice non aveva trasferito l'immobile libero da pesi e ipoteche entro il termine essenziale pattuito. Di conseguenza, il recesso del promissario acquirente e la sua richiesta di restituzione del doppio della caparra sono stati ritenuti legittimi. Il ricorso della venditrice è stato dichiarato inammissibile, in quanto mirava a un riesame dei fatti non consentito in sede di legittimità.
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Responsabilità socio uscente: quando si estingue?
In un caso di inadempimento di un contratto preliminare di vendita, la Corte di Cassazione chiarisce i limiti della responsabilità del socio uscente di una società di persone. La Corte ha stabilito che la responsabilità per un'obbligazione sociale sorge nel momento in cui questa diventa esigibile e viene violata, non quando viene contratta. Pertanto, il socio che ha lasciato la compagine sociale prima della scadenza dell'obbligazione non risponde del successivo inadempimento della società.
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Termine essenziale nel contratto: quando il ritardo basta
La Corte di Cassazione conferma la risoluzione di un contratto preliminare di vendita immobiliare a causa del mancato rispetto di una scadenza. La Corte ha stabilito che il mancato rispetto di un termine essenziale, ovvero la stipula del rogito entro 30 giorni, costituisce un inadempimento grave che giustifica la risoluzione del contratto e la condanna alla restituzione del doppio della caparra, a prescindere dalla qualificazione del contratto come preliminare o definitivo.
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Ritardo contratto preliminare: non è inadempimento
Una coppia ha citato in giudizio la venditrice per un ritardo nella stipula del rogito definitivo, come previsto da un contratto preliminare. Nonostante il rogito sia stato firmato dopo l'inizio della causa, la Corte di Cassazione ha confermato che il ritardo nel contratto preliminare non costituiva un inadempimento grave. La Corte ha ritenuto che il termine non fosse essenziale e che il posticipo fosse stato di fatto concordato tra le parti, anche per la necessità degli acquirenti di ottenere un mutuo. Di conseguenza, le richieste di risarcimento danni e di pagamento della penale sono state respinte.
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Risarcimento danni ipoteca: quando spetta?
Un'errata iscrizione ipotecaria da parte di un agente della riscossione ha causato la tardiva cancellazione della formalità, impedendo a un cittadino di vendere un immobile. Questa mancata vendita ha reso impossibile l'acquisto di un'altra proprietà entro un termine essenziale, causando la perdita di una caparra di 50.000 euro. La Corte di Cassazione ha confermato il diritto al risarcimento danni per l'ipoteca illegittima, riconoscendo il nesso causale tra l'errore dell'agente e il danno subito, pur correggendo la data di decorrenza per il calcolo di interessi e rivalutazione.
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Garanzia immobili da costruire: quando è valida?
Un acquirente si è visto negare l'escussione della polizza fideiussoria perché il contratto preliminare era stato risolto prima del fallimento del costruttore. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, stabilendo che i giudici devono interpretare la norma secondo la sua finalità protettiva. La semplice risoluzione anticipata non esclude automaticamente l'operatività della garanzia immobili da costruire, ma richiede un'analisi del caso specifico per tutelare effettivamente l'acquirente.
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Contratto preliminare: quando il termine non è essenziale
La Corte di Cassazione conferma che la scadenza in un contratto preliminare non è automaticamente essenziale. Se l'acquirente dimostra interesse all'acquisto anche dopo il termine, e l'inadempimento del venditore (mancata regolarizzazione catastale) non è grave, non ha diritto alla risoluzione del contratto e alla restituzione del doppio della caparra. La risoluzione è invece addebitabile all'acquirente che si rifiuta ingiustificatamente di stipulare il definitivo.
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Contratto preliminare: privilegio perso, la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un promissario acquirente, confermando che il privilegio speciale sul credito derivante da un contratto preliminare non opera se, alla data del fallimento del venditore, il contratto si era già risolto per la scadenza di un termine essenziale e gli effetti della trascrizione erano cessati. La coesistenza di un contratto valido e degli effetti della trascrizione è un requisito indispensabile per la tutela del creditore.
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Termine essenziale: quando non causa la risoluzione
La Corte di Cassazione ha stabilito che la dicitura 'termine essenziale' in un contratto preliminare di vendita immobiliare non comporta automaticamente la risoluzione del contratto in caso di scadenza. Se le parti, con il loro comportamento successivo, dimostrano di avere ancora interesse all'affare, il termine perde la sua essenzialità. Nel caso specifico, la colpa dell'inadempimento è stata attribuita ai promissari acquirenti, legittimando il recesso dei venditori e la ritenzione della caparra.
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Impossibilità sopravvenuta: matrimonio e Covid-19
La Corte d'Appello ha stabilito che l'annullamento di un ricevimento di nozze a causa delle restrizioni per il Covid-19 costituisce un caso di impossibilità sopravvenuta della prestazione, non di eccessiva onerosità. Di conseguenza, i futuri sposi hanno diritto alla restituzione integrale dell'acconto versato, poiché la data del ricevimento era un termine essenziale e l'offerta di un voucher o di un rinvio non soddisfa l'interesse originario delle parti. La sentenza ha riformato la decisione di primo grado, condannando la società organizzatrice al rimborso totale.
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Termine essenziale nel preliminare: le conseguenze
La Corte d'Appello riforma una sentenza di primo grado, stabilendo che il mancato rispetto del termine essenziale in un contratto preliminare di vendita immobiliare costituisce un inadempimento grave. La promissaria acquirente, costretta a trovare un'altra sistemazione, non ha rinunciato a far valere i suoi diritti. La Corte ha dichiarato la risoluzione del contratto per colpa della promittente venditrice, che non aveva ottenuto in tempo l'autorizzazione alla vendita per le quote dei figli minori, e dell'agenzia immobiliare, per non aver informato correttamente l'acquirente. Entrambe sono state condannate in solido a restituire caparra e provvigioni e a risarcire i danni.
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Recesso per inadempimento: doppio della caparra
Il Tribunale di Torino ha stabilito che la mancata regolarizzazione urbanistica e catastale di un immobile da parte del venditore costituisce un grave inadempimento. Tale mancanza giustifica il recesso per inadempimento da parte dell'acquirente, che ha diritto alla restituzione del doppio della caparra confirmatoria versata, anche se il termine per la stipula non era 'essenziale' nel suo interesse.
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Ritardo pagamento canone: risoluzione del contratto
Una società locatrice ha richiesto la risoluzione di un contratto di locazione per il sistematico ritardo nel pagamento del canone da parte del conduttore. In primo grado, la domanda era stata respinta, attribuendo rilevanza al comportamento collaborativo del conduttore e a una mancanza del locatore. La Corte d'Appello ha riformato la decisione, stabilendo che il ritardo nel pagamento del canone, sebbene per pochi giorni ma reiterato nel tempo, costituisce un inadempimento grave che altera l'equilibrio contrattuale e giustifica la risoluzione del contratto. Le altre richieste economiche del locatore sono state respinte per carenza di prova.
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Preliminare vendita immobile e vendita a terzi
Una sentenza della Corte d'Appello di Salerno stabilisce un principio fondamentale in materia di preliminare vendita immobile. Anche se il promittente venditore vende l'immobile a un terzo prima della data del rogito, non si configura un inadempimento automatico. Il promissario acquirente, per far valere i propri diritti, ha sempre l'onere di convocare formalmente la controparte davanti al notaio per la stipula del contratto definitivo. In assenza di tale convocazione, la richiesta di risarcimento o di restituzione del doppio della caparra viene respinta.
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Contratto preliminare: valido senza agibilità?
Una parte acquirente ha citato in giudizio la venditrice per ottenere la nullità o la risoluzione di un contratto preliminare, lamentando difformità urbanistiche e la mancata consegna del certificato di agibilità al momento della firma. Il Tribunale di Roma ha respinto le domande, stabilendo che la sanzione della nullità non si applica ai contratti preliminari, ma solo a quelli definitivi. Inoltre, ha escluso un grave inadempimento, poiché il termine per il rogito non era essenziale e le irregolarità sono state sanate successivamente con l'ottenimento dell'agibilità, confermando la validità del contratto.
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