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Termine Di Impugnazione

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32 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Termine di impugnazione: mesi o giorni? La Cassazione decide
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione della Commissione Tributaria Regionale che aveva dichiarato tardivo un suo appello contro una società contribuente. La controversia riguardava avvisi di rettifica per imposta di registro. La CTR aveva calcolato il termine di impugnazione contando 180 giorni anziché i 6 mesi previsti dalla legge, oltre alla sospensione feriale. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Ufficio, chiarendo che il termine di impugnazione si calcola ex nominatione dierum (scadenza nel giorno corrispondente del mese) e non contando i singoli giorni. Di conseguenza, l'appello era tempestivo. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio.
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Termine di impugnazione: il ritardo che salva il Fisco
Una società ha impugnato un accertamento induttivo per maggiori ricavi Ires, Irap e Iva, scaturito dalla mancata esibizione del prospetto delle rimanenze finali. Dopo il rigetto nei primi due gradi di giudizio, la contribuente ha proposto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile poiché proposto oltre il termine di impugnazione semestrale. La sentenza d'appello era stata depositata il 21 febbraio 2019 e il termine scadeva il 23 settembre 2019. I giudici hanno escluso l'applicazione della sospensione speciale di nove mesi (prevista dal d.L. 119/2018) poiché la scadenza non rientrava nel periodo agevolato, così come la sospensione emergenziale COVID-19, intervenuta quando il termine era già ampiamente decorso. Di conseguenza, la società ha perso la causa ed è stata condannata al pagamento delle spese processuali.
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Ricorso tardivo: appello perso e condanna a 3000€ di multa
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile l'appello di un imputato perché presentato oltre i termini di legge. Il caso riguarda un **ricorso tardivo** contro una sentenza del Tribunale. La Corte ha rilevato che il termine di 45 giorni per l'impugnazione non era stato rispettato, rendendo l'atto irricevibile senza nemmeno entrare nel merito della questione. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione di 3.000 euro. La decisione riafferma il principio della perentorietà dei termini processuali e le conseguenze economiche per chi non li rispetta.
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Decreto pagamento non notificato? L’impugnazione scade in 6 mesi
Un avvocato ottiene un decreto di pagamento per un'attività svolta in gratuito patrocinio. La Procura della Repubblica si oppone, sostenendo di non aver ricevuto la comunicazione formale dell'atto. La Cassazione interviene per chiarire un punto fondamentale sul termine impugnazione decreto di pagamento: anche in assenza di una notifica formale, l'opposizione non può essere proposta all'infinito. Si applica il 'termine lungo' di sei mesi dalla pubblicazione del provvedimento. Poiché la Procura ha agito oltre questo termine massimo, il suo ricorso è stato dichiarato inammissibile e il compenso dell'avvocato definitivamente confermato.
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Termine di impugnazione: regole per i compensi legali
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un'opposizione proposta dalla Procura della Repubblica contro un decreto di liquidazione dei compensi per un difensore impegnato nel patrocinio a spese dello Stato. Il Tribunale aveva dichiarato l'opposizione inammissibile per tardività, ritenendo superato il termine di 30 giorni. La Suprema Corte ha confermato il rigetto del ricorso, precisando che, anche qualora non vi sia stata una comunicazione formale del provvedimento, si applica il termine di impugnazione lungo di sei mesi previsto dall'art. 327 c.p.c. Poiché l'opposizione era stata presentata quasi due anni dopo l'emissione del decreto, il diritto alla contestazione è decaduto.
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Termine di impugnazione: il sabato non sposta l’inizio
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per tardività, stabilendo che il **termine di impugnazione** non subisce proroghe se il giorno iniziale cade di sabato. La controversia, originata da una divisione immobiliare, ha visto i ricorrenti impugnare una sentenza di appello oltre il termine di sessanta giorni dalla notifica via PEC. La Suprema Corte ha chiarito che la proroga prevista per il sabato opera solo se questo coincide con la scadenza del termine, non influenzando il calcolo se il sabato è il giorno di partenza o un giorno intermedio.
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Termine impugnazione: l’impatto della Riforma Cartabia
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Corte d'Appello che aveva erroneamente dichiarato inammissibile un appello per tardività. Applicando il nuovo termine impugnazione introdotto dalla Riforma Cartabia (art. 585 c. 1-bis c.p.p.), la Cassazione ha ritenuto l'appello tempestivo. Tuttavia, poiché l'appello era ammissibile, il tempo trascorso ha fatto maturare la prescrizione, portando all'estinzione del reato e all'annullamento senza rinvio della sentenza.
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Termine impugnazione appello: come si calcola?
La Corte di Cassazione ha annullato una decisione della Corte d'Appello che aveva erroneamente dichiarato un appello inammissibile per tardività. La Suprema Corte ha chiarito che per i giudizi iniziati prima della riforma del 2009, il termine impugnazione appello rimane di un anno e non di sei mesi. Inoltre, per il calcolo della sospensione feriale, si deve applicare la durata di 46 giorni per i periodi antecedenti al 2015. La corretta applicazione del diritto transitorio è fondamentale per determinare la tempestività del gravame.
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Termine impugnazione fallimento: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione stabilisce che per un fallimento iniziato prima della riforma del 2009, il termine di impugnazione del decreto di chiusura è di un anno e non di sei mesi. La decisione si basa sul principio che la fase di reclamo è parte integrante del procedimento principale. La Corte ha inoltre accolto il ricorso per la liquidazione delle spese legali, ritenute inferiori ai minimi inderogabili.
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Termine impugnazione: ricorso tardivo è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso in materia penale a causa del mancato rispetto del termine di impugnazione. L'appello, presentato quasi un anno dopo la scadenza, è stato rigettato senza esame del merito, con condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di 3.000 euro.
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Termine impugnazione sequestro: unico per indagato e difensore
La Corte di Cassazione ha confermato che il termine per l'impugnazione di un sequestro preventivo è unico sia per l'indagato che per il suo difensore. Il ricorso, basato su una presunta incostituzionalità della norma per violazione del diritto di difesa, è stato rigettato. La Corte ha stabilito che il termine di dieci giorni decorre dalla conoscenza del sequestro da parte dell'interessato, non dalla notifica al legale. Questa scelta legislativa è giustificata dalla necessità di celerità nelle procedure cautelari reali e non lede il diritto di difesa.
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Termine impugnazione: quando decorre per sentenze online
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un lavoratore, confermando che il termine lungo di impugnazione di una sentenza telematica decorre dalla data della sua pubblicazione nel sistema informatico della cancelleria. Questo momento coincide con il deposito telematico, l'inserimento nell'elenco cronologico e l'attribuzione di un numero identificativo, rendendo il provvedimento legalmente conoscibile a prescindere da successive comunicazioni. L'appello del lavoratore era stato quindi correttamente dichiarato inammissibile perché tardivo.
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