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Termine Di Decadenza

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166 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Equa riparazione: il termine decorre dal decreto finale
La Corte di Cassazione ha stabilito che il termine di sei mesi per richiedere l'equa riparazione per l'irragionevole durata di una procedura fallimentare decorre dalla data in cui il decreto di chiusura del fallimento diventa definitivo e non più impugnabile. La Corte ha chiarito che la data di soddisfacimento del credito, tramite il riparto dell'attivo, non è rilevante per calcolare la decorrenza di questo termine, ma solo per quantificare il danno. La decisione riforma il decreto della Corte d'appello che aveva erroneamente dichiarato tardiva la domanda basandosi sulla data del riparto.
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Opposizione decreto penale: la PEC tempestiva vale
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di inammissibilità riguardante una opposizione decreto penale. Il giudice di merito aveva erroneamente dichiarato l'atto tardivo, non considerando una prima presentazione tempestiva inviata tramite Posta Elettronica Certificata (PEC). La Suprema Corte ha ribadito la validità del deposito telematico tempestivo, rinviando gli atti al tribunale per il proseguimento del giudizio.
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Credito e confisca: il termine di 180 giorni è fatale
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società creditrice, confermando l'inammissibilità della sua domanda di ammissione al passivo in una procedura di confisca di prevenzione. La Corte ha ribadito che il termine di 180 giorni per presentare la domanda decorre dalla data in cui la confisca diventa definitiva e ha natura perentoria. L'avviso ai creditori pubblicato dall'Agenzia nazionale per i beni confiscati ha una funzione meramente informativa e non può modificare tale scadenza.
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Ammissione credito tardiva: avviso ANBSC non basta
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità di una domanda di ammissione credito presentata oltre il termine di 180 giorni dalla data in cui la confisca di prevenzione è divenuta definitiva. La Corte ha chiarito che l'avviso ai creditori pubblicato dall'Agenzia Nazionale per i beni confiscati (ANBSC) ha una funzione puramente informativa e non può modificare o posticipare il termine perentorio stabilito dalla legge. Nel caso di specie, il creditore era a conoscenza del procedimento, pertanto il suo ritardo non era giustificabile.
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Restituzione nel termine: la tardività è fatale
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un'istanza di restituzione nel termine per proporre ricorso, poiché depositata oltre il termine di decadenza di dieci giorni. La difesa, venuta a conoscenza del deposito della sentenza il 14 marzo, ha presentato l'istanza solo il 2 maggio, rendendola tardiva. Un malfunzionamento del registro informatico della cancelleria, pur costituendo caso fortuito, non giustifica il ritardo nella presentazione della richiesta di restituzione nel termine.
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Credito confisca prevenzione: il termine perentorio
La Cassazione chiarisce il termine perentorio per l'insinuazione del credito su beni soggetti a confisca di prevenzione. La conoscenza del procedimento da parte del creditore fa scattare l'onere di diligenza, rendendo irrilevante la comunicazione di un termine diverso da parte dell'Agenzia per i beni confiscati. La domanda tardiva è inammissibile.
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Termine di decadenza equa riparazione: da quando decorre?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 545/2024, ha stabilito un principio cruciale in materia di equa riparazione per irragionevole durata del processo. Il caso riguarda una cittadina che, dopo aver ottenuto un indennizzo ma non il pagamento, ha dovuto avviare sia un'esecuzione forzata che un successivo giudizio di ottemperanza. La Corte ha chiarito che il termine di decadenza di sei mesi per richiedere un nuovo indennizzo per la lentezza della fase esecutiva decorre dalla conclusione dell'ultimo rimedio esperito, e non dal primo, qualora quest'ultimo non abbia portato all'effettivo soddisfacimento del credito. Questa decisione rafforza la tutela del creditore contro l'inerzia della Pubblica Amministrazione.
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Termine di decadenza: quando inizia a decorrere?
La Cassazione chiarisce che il termine di decadenza di 120 giorni per impugnare la mancata iscrizione negli elenchi dei lavoratori agricoli decorre dalla definitività del provvedimento amministrativo, indipendentemente dal tipo di ricorso esperito o da eventuali errori informativi dell'Ente Previdenziale. L'appello della lavoratrice è stato respinto.
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Termine di decadenza elenchi agricoli: la Cassazione
Una lavoratrice agricola ha impugnato il suo diniego di reiscrizione negli elenchi professionali e la richiesta di restituzione dell'indennità di disoccupazione. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di merito, stabilendo che il termine di decadenza per l'impugnazione era decorso, considerando valida la pubblicazione telematica degli elenchi sul sito dell'Ente Previdenziale come momento di decorrenza. Tuttavia, ha accolto il motivo relativo alle spese di lite, dichiarandole non ripetibili ai sensi della legge.
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Ricorso cautelare licenziamento: salva la decadenza
Un lavoratore impugnava il licenziamento. Dopo il fallimento del tentativo di conciliazione, depositava un ricorso cautelare licenziamento entro il termine di 60 giorni. I giudici di merito ritenevano tardiva l'azione, sostenendo fosse necessario depositare il ricorso ordinario. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, affermando che il deposito del ricorso cautelare è un atto idoneo a impedire la decadenza, in linea con i principi espressi dalla Corte Costituzionale per garantire una tutela rapida ed efficace al lavoratore.
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Indennità di mobilità: la domanda è obbligatoria
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33705/2024, ha ribadito un principio fondamentale in materia di indennità di mobilità: la semplice iscrizione nelle apposite liste non è sufficiente per ottenere il beneficio economico. È indispensabile presentare una specifica domanda all'ente previdenziale entro il termine di decadenza di 60 giorni. La Corte ha chiarito che tale termine non viene sospeso o interrotto neppure in pendenza di un contenzioso giudiziario volto a far riconoscere il diritto all'iscrizione stessa.
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Acquisizione sanante: prescrizione e non decadenza
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10077/2025, ha stabilito un principio fondamentale in materia di espropriazione. In caso di acquisizione sanante di un bene illegittimamente occupato dalla Pubblica Amministrazione, il proprietario ha dieci anni di tempo (prescrizione) per contestare l'indennizzo, e non il breve termine di 30 giorni (decadenza) previsto per le espropriazioni legittime. La Corte ha cassato la decisione della Corte d'Appello che aveva erroneamente dichiarato inammissibile il ricorso dei proprietari.
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Accertamento induttivo per dichiarazioni non fatturate
Un professionista ha contestato un avviso di accertamento basato sul metodo dell'accertamento induttivo. L'Amministrazione finanziaria aveva presunto l'esistenza di redditi non dichiarati basandosi sulla trasmissione di 580 dichiarazioni fiscali per le quali non risultavano emesse fatture. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, affermando che l'invio massivo di dichiarazioni costituisce una presunzione grave e precisa di onerosità della prestazione. La Corte ha inoltre confermato la tempestività della notifica dell'atto, in virtù di una specifica proroga dei termini di decadenza.
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Azione di spoglio: quando scatta il termine annuale?
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di azione di spoglio relativo a un passaggio interpoderale. I ricorrenti lamentavano la costruzione di un muro che impediva il transito, ma la Corte ha confermato la decisione d'appello, ritenendo l'azione tardiva. La motivazione si basa sul fatto che un ostacolo preesistente (una rete metallica) era stato installato più di un anno prima dell'azione legale, facendo così decorrere il termine di decadenza da quel primo atto. La Suprema Corte ha chiarito che la valutazione delle prove spetta al giudice di merito e non c'è stata inversione dell'onere probatorio.
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Termine di decadenza: Cassazione chiarisce la polizza
Una società acquirente ha richiesto l'escussione di una fideiussione bancaria a seguito dell'inadempimento della società venditrice. La Corte di Cassazione ha chiarito che la data indicata nella polizza era un termine di efficacia della garanzia e non un termine di decadenza per l'esercizio del diritto. La Suprema Corte ha annullato la decisione della Corte d'Appello, stabilendo che la scadenza della polizza non comporta la perdita del diritto di escuterla per inadempimenti verificatisi durante la sua validità.
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Termine di decadenza garanzia: la parola alla Cassazione
Una banca ha richiesto l'attivazione di una garanzia a una società finanziaria oltre il termine previsto. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione della Corte d'Appello, stabilendo che un termine di decadenza può essere considerato tale anche se non esplicitamente definito, qualora la sua natura sia desumibile dalla finalità complessiva dell'accordo, come la gestione prudente di fondi pubblici. L'interpretazione del giudice di merito, se logicamente motivata, non è sindacabile in sede di legittimità.
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Acquisizione sanante: termine e valore del bene
Un comune contesta l'indennità stabilita per un'acquisizione sanante di terreni privati. La Corte di Cassazione respinge il ricorso, affermando un principio fondamentale: per l'opposizione alla stima dell'indennizzo derivante da acquisizione sanante (art. 42-bis TUE), non si applica il termine di decadenza di 30 giorni, bensì quello di prescrizione ordinario. La Corte ha inoltre validato il metodo di stima utilizzato per determinare il valore dei beni.
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Agevolazioni prima casa: unificazione e catasto
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 25866/2025, ha stabilito un principio fondamentale in materia di agevolazioni prima casa. Nel caso di acquisto di due unità immobiliari adiacenti da unificare, per mantenere il beneficio fiscale non è necessaria la fusione catastale entro il termine di tre anni. Ciò che conta è l'effettiva unificazione strutturale e funzionale degli immobili in un'unica abitazione entro tale periodo, la cui prova spetta al contribuente.
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Detrazione IVA: requisiti sostanziali e termini
La Corte di Cassazione ha chiarito che, per la detrazione IVA, non è sufficiente dimostrare i soli requisiti sostanziali dell'operazione (come l'effettivo acquisto di beni). Se il contribuente ha omesso gli adempimenti formali, come la tenuta delle scritture contabili e la presentazione della dichiarazione, deve anche provare di aver esercitato il diritto alla detrazione entro il termine di decadenza previsto dalla legge. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio perché il giudice di merito, pur avendo accertato l'esistenza dei requisiti sostanziali, non aveva verificato la tempestività dell'esercizio del diritto.
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Termine di decadenza: quando inizia per le sanzioni?
Un esponente di un istituto di credito, sanzionato dall'autorità di vigilanza per violazioni nelle prestazioni di servizi di investimento, aveva ottenuto l'annullamento della sanzione in appello. La Corte territoriale aveva ritenuto superato il termine di decadenza di 180 giorni per la contestazione. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, chiarendo che il termine non decorre dalla mera conoscenza di possibili irregolarità, ma dal completamento dell'istruttoria necessaria a definire l'illecito. La sentenza distingue tra la 'constatazione del fatto' e l''accertamento', conferendo a quest'ultimo una natura elastica per garantire l'efficacia dell'azione di vigilanza.
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