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Termine Decadenziale

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123 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Termine contestazione illecito: Cassazione chiarisce
Un consigliere di amministrazione di una banca viene sanzionato dall'Autorità di vigilanza per informazioni omesse in un prospetto. La Corte d'Appello annulla la sanzione, ritenendo superato il termine di contestazione dell'illecito. La Cassazione ribalta la decisione, chiarendo che il termine decorre non dalla conoscenza dei primi indizi, ma dalla conclusione dell'attività di accertamento. La valutazione sulla necessità degli atti istruttori va fatta 'ex ante', riconoscendo la discrezionalità dell'Autorità nel condurre indagini complesse.
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Indebito pensionistico: i termini per la restituzione
La Corte di Cassazione chiarisce i termini per la richiesta di restituzione dell'indebito pensionistico. Il termine per l'INPS decorre non dall'anno di produzione del reddito, ma dal momento in cui l'ente ne viene a conoscenza tramite la dichiarazione dei redditi, avendo poi tempo fino alla fine dell'anno successivo per avviare il recupero. Nel caso di specie, la richiesta di restituzione per somme percepite nel 2008, conosciute dall'INPS nel 2009, è stata ritenuta tempestiva perché inviata nel 2010.
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Scadenza polizza fideiussoria: il termine è diverso
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28559/2024, ha chiarito un punto cruciale in materia di contratti di garanzia. Il caso riguardava una compagnia assicurativa che rifiutava di onorare una polizza fideiussoria, sostenendo che la richiesta di pagamento (escussione) fosse avvenuta dopo la data di scadenza della polizza. La Corte ha rigettato il ricorso, affermando il principio secondo cui la scadenza della polizza fideiussoria definisce solo il periodo in cui deve verificarsi l'inadempimento, ma non coincide con il termine di decadenza, ovvero il tempo limite per il creditore per far valere il proprio diritto. Far coincidere i due termini renderebbe eccessivamente difficile l'esercizio del diritto, violando l'art. 2965 c.c.
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Liquidazione compenso gratuito patrocinio: c’è un termine?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33114/2025, ha stabilito un principio fondamentale sulla liquidazione compenso gratuito patrocinio. La richiesta di pagamento da parte dell'avvocato può essere presentata anche dopo la conclusione del giudizio. La norma che suggerisce di farlo contestualmente alla decisione finale ha uno scopo di efficienza (acceleratorio) e non impone un termine di decadenza, pena la perdita del diritto al compenso. La Corte ha quindi cassato la decisione del tribunale che aveva respinto l'istanza del difensore perché tardiva.
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Opposizione atti esecutivi: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un'opposizione atti esecutivi proposta contro un'ordinanza del giudice dell'esecuzione. La decisione si fonda su due motivi: la natura meramente preparatoria e non decisoria dell'atto impugnato, che conteneva semplici istruzioni per l'ausiliario, e la tardività della sua proposizione, avvenuta oltre il termine perentorio di legge.
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Ricusazione del giudice: termini e doveri del magistrato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso riguardante la ricusazione del giudice, confermando che l'istanza deve essere presentata entro il termine perentorio della fine dell'udienza in cui è sorta la causa. La Corte ha inoltre chiarito che il dovere di un giudice di trasmettere atti al pubblico ministero per una notizia di reato non costituisce un valido motivo di ricusazione, in quanto è un'attività processuale obbligatoria e non un segno di parzialità.
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Notifica atto fiscale: valida senza data sulla copia?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la notifica di un atto fiscale è valida anche se la copia consegnata al contribuente è priva della data di notifica. Ciò che conta è che la data sia presente sull'originale della relata di notifica conservato dall'ente e che il contribuente sia stato messo in condizione di esercitare il proprio diritto di difesa. Secondo la Corte, l'omissione non causa la nullità dell'atto, ma può al massimo incidere sulla verifica dei termini per l'impugnazione.
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Risarcimento detenuto: la continuità esecutiva spiegata
La Corte di Cassazione ha stabilito che il riconoscimento del 'reato continuato' tra una pena già espiata e una in corso non unifica i periodi di detenzione. Di conseguenza, la richiesta di risarcimento detenuto per condizioni inumane relative a periodi di carcerazione passati e conclusi con una scarcerazione deve rispettare i termini di decadenza, non potendo beneficiare della continuità esecutiva.
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Opposizione atti esecutivi: termini e conseguenze
Un contribuente impugnava una cartella di pagamento per vizi formali e di merito. L'agente della riscossione eccepiva la tardività dell'azione per i vizi formali. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'agente, dichiarando l'opposizione agli atti esecutivi inammissibile perché proposta oltre il termine perentorio di 20 giorni, ribaltando la decisione del tribunale e sottolineando l'importanza del rispetto dei termini processuali.
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Rescissione del giudicato: l’onere della prova
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una donna condannata in via definitiva. La sua richiesta di rescissione del giudicato è stata ritenuta tardiva perché non ha fornito la prova rigorosa del momento in cui ha avuto conoscenza della sentenza. La Corte ha chiarito che il termine di 30 giorni decorre dalla conoscenza dell'esistenza del provvedimento, non dalla ricezione della sua copia integrale, e che l'onere di dimostrare la tempestività grava sull'istante.
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Termine decadenziale contributi: la Cassazione decide
Una professionista si è opposta a una richiesta di pagamento di contributi previdenziali. La sua domanda per un versamento ridotto era stata respinta per superamento del termine decadenziale. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione precedente, stabilendo che il termine decadenziale imposto dall'ente previdenziale era illegittimo perché rendeva eccessivamente difficile l'esercizio del diritto della contribuente, violando l'articolo 2965 del Codice Civile. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Termine decadenziale indennità: quando si applica?
La Corte di Cassazione chiarisce che, in assenza di una stima definitiva dell'indennità di esproprio, il diritto di richiederne la determinazione giudiziale non è soggetto al breve termine decadenziale di 30 giorni, ma al termine di prescrizione ordinario di dieci anni. La sentenza sottolinea che l'estinzione di un precedente giudizio non impedisce la riproposizione della domanda, purché avvenga entro i termini di prescrizione.
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Agevolazioni fiscali edilizia: la proroga non salva
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9425/2024, ha chiarito che le proroghe legislative dei termini per usufruire delle agevolazioni fiscali edilizia non possono 'resuscitare' un termine già scaduto. Nel caso specifico, un'azienda sanitaria aveva perso il beneficio fiscale per non aver completato una costruzione entro il termine quinquennale, nonostante questo fosse stato posticipato per cause di forza maggiore. La Corte ha stabilito che una successiva proroga, non espressamente retroattiva, si applica solo ai termini ancora in corso e non a quelli già spirati, confermando la revoca del beneficio da parte dell'Agenzia delle Entrate.
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Rescissione giudicato: decorrenza dei termini
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità di una richiesta di rescissione del giudicato perché presentata oltre il termine di 30 giorni. La Corte ha stabilito che il termine decorre dal momento in cui il condannato acquisisce conoscenza degli elementi essenziali della sentenza, anche solo tramite la consultazione del certificato del casellario giudiziale, e non dalla successiva ricezione di tutti gli atti.
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Termine decadenziale: Cassazione sulla concessione
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso riguardante la regolarizzazione di un'opera idraulica e la concessione per un impianto idroelettrico. Due Comuni si opponevano a un Consorzio di Bonifica e alla Regione, lamentando violazioni procedurali e il mancato rispetto di un termine decadenziale. La Corte ha respinto la maggior parte dei motivi, chiarendo la differenza tra termini ordinatori e perentori, ma ha accolto il ricorso sul punto decisivo del termine decadenziale per la presentazione dei progetti, cassando la sentenza precedente e rinviando la causa al Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche per una nuova valutazione.
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Autotutela tributaria: limiti e poteri dell’Agenzia
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 809/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di autotutela tributaria. Il caso riguardava un avviso di accertamento parzialmente annullato dall'Agenzia delle Entrate dopo la scadenza dei termini per l'accertamento. La Corte ha chiarito che il potere dell'amministrazione di ridurre o annullare un proprio atto impositivo a favore del contribuente non è soggetto agli stessi termini di decadenza previsti per l'emissione dell'atto stesso. Un annullamento parziale non costituisce una nuova pretesa, ma una semplice revoca della pretesa originaria, e può quindi essere legittimamente esercitato anche fuori termine.
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Agevolazioni fiscali agricoltura: certificato o le perdi
La Corte di Cassazione conferma la revoca delle agevolazioni fiscali per l'acquisto di terreni agricoli a un contribuente che non ha prodotto il certificato definitivo entro il termine di tre anni. La sentenza chiarisce che la scadenza è perentoria e la decadenza dal beneficio è automatica, a meno che il ritardo non sia imputabile esclusivamente all'inerzia della Pubblica Amministrazione. Viene inoltre negata la possibilità di richiedere un'agevolazione diversa dopo la decadenza da quella originariamente richiesta.
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Termine decadenziale Consob: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un esponente di una SGR sanzionato dall'Autorità di vigilanza finanziaria. Il caso verteva sul momento di decorrenza del termine decadenziale Consob per la contestazione degli illeciti. La Corte ha stabilito che, in presenza di indagini complesse e del coinvolgimento di altre autorità, il termine non decorre dalla prima acquisizione di informazioni, ma dal momento in cui l'Autorità acquisisce un quadro fattuale e giuridico completo, sufficiente a formulare una contestazione. È stata quindi ritenuta legittima l'attesa degli esiti degli accertamenti condotti da un'altra autorità prima di procedere.
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Rescissione del giudicato: quando scatta il termine?
Un uomo, condannato in assenza, ha richiesto la rescissione del giudicato dopo essere stato notificato di un ordine di esecuzione. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che il termine di 30 giorni per la richiesta decorre dal momento della conoscenza effettiva della sentenza, fornita dall'ordine di esecuzione, e non dalla consultazione completa del fascicolo processuale. La richiesta è stata quindi giudicata tardiva.
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Restituzione dei termini: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un'istanza di restituzione dei termini per impugnare una sentenza di condanna. La decisione si fonda sulla tardività della richiesta, poiché l'imputato l'ha presentata ben oltre il termine perentorio di 30 giorni decorrente dal momento in cui aveva avuto effettiva conoscenza del provvedimento, come dimostrato da una precedente istanza depositata mesi prima.
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