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Tardivo

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43 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Ricorso inammissibile: termini e rito camerale
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile poiché presentato oltre i termini stabiliti dalla legge. La ricorrente sosteneva di poter beneficiare della proroga di quindici giorni prevista per i processi celebrati in assenza, ma la Suprema Corte ha chiarito che tale estensione non si applica ai procedimenti camerali non partecipati in cui non sia stata richiesta la presenza dell'imputato. Di conseguenza, il termine ultimo per l'impugnazione, calcolato includendo la sospensione feriale, era già scaduto al momento del deposito.
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Ricorso tardivo: i termini in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso presentato oltre i termini legali, confermando la natura di ricorso tardivo. Il ricorrente aveva impugnato una sentenza d'appello depositando l'atto il 20 dicembre, nonostante la scadenza fosse fissata al 19 novembre. La Suprema Corte ha inoltre chiarito che l'aumento di quindici giorni previsto per l'imputato giudicato in assenza non si applica nei casi di procedimento camerale non partecipato in appello, qualora non sia stata presentata istanza di partecipazione. Oltre all'inammissibilità, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile per tardività: una lezione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile perché presentato oltre il termine di 45 giorni previsto dalla legge. Il ricorrente, condannato per lesioni colpose, si è visto confermare la sentenza in via definitiva e condannare al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende. La decisione sottolinea l'importanza cruciale del rispetto dei termini procedurali per evitare la decadenza dal diritto di impugnazione.
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Ricorso tardivo: inammissibilità e termini perentori
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso perché presentato oltre i termini di legge. L'analisi del caso sottolinea l'importanza del rispetto del termine di quindici giorni per l'impugnazione, confermando che un ricorso tardivo non può essere esaminato nel merito.
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Termini impugnazione: ricorso tardivo è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata contro un'ordinanza della Corte d'Appello. Il motivo è la tardività del ricorso stesso, presentato ben oltre i 15 giorni previsti dalla legge a partire dalla notifica del provvedimento al difensore. La decisione sottolinea l'importanza cruciale del rispetto dei termini di impugnazione, la cui violazione impedisce l'esame nel merito della questione e comporta la condanna alle spese e a una sanzione pecuniaria.
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Sospensione termini appello: quando è valido l’atto?
Un contribuente si vede dichiarare inammissibile l'appello perché tardivo. La Cassazione ribalta la decisione, chiarendo che la speciale sospensione termini appello di sei mesi prevista dal D.L. 50/2017 non ferma il decorso, ma si cumula al termine ordinario, prorogandolo. L'appello, notificato prima della nuova scadenza, è quindi valido.
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Ricorso tardivo: le conseguenze dell’inammissibilità
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32896/2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso perché depositato oltre il termine di 15 giorni. Il caso sottolinea l'importanza cruciale del rispetto dei termini processuali. A causa del ricorso tardivo, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Termine impugnazione e straniero: da quando decorre?
La Corte di Cassazione rigetta il ricorso di un imputato straniero, il cui appello era stato dichiarato inammissibile per tardività. La Corte chiarisce che il termine impugnazione decorre dal momento in cui la traduzione della sentenza viene depositata in cancelleria, e non dalla successiva notifica all'imputato, a meno che la difesa non fornisca prove documentali contrarie, nel rispetto del principio di autosufficienza del ricorso.
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Ricorso tardivo: quando è inammissibile in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso avverso una misura di prevenzione della sorveglianza speciale. La decisione si fonda sulla natura di ricorso tardivo, in quanto presentato oltre il termine perentorio di dieci giorni dalla notifica del provvedimento impugnato. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso tardivo: quando l’appello è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una condanna per furto. La decisione si fonda sulla tardività dell'impugnazione, presentata oltre il termine perentorio di 45 giorni previsto dalla legge. Di conseguenza, l'appellante è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di quattromila euro. Il caso sottolinea l'importanza cruciale del rispetto dei termini processuali nel sistema penale.
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Ricorso tardivo: inammissibilità e conseguenze
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso tardivo contro una sentenza per reati ambientali. L'appello è stato depositato oltre la scadenza del termine, con conseguente condanna del ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Termine per impugnare: quando il ricorso è tardivo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso avverso una condanna per reati legati agli stupefacenti, in quanto presentato tardivamente. La decisione chiarisce il calcolo del termine per impugnare: questo decorre dalla scadenza del periodo che il giudice si riserva per il deposito delle motivazioni. In questo caso, il termine di 45 giorni è iniziato a decorrere 90 giorni dopo la pubblicazione della sentenza, rendendo il ricorso, depositato quasi un mese dopo la scadenza, irricevibile.
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Ricorso Tardivo: quando l’appello è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso avverso una condanna per rapina aggravata, poiché presentato oltre i termini di legge. La sentenza sottolinea come un ricorso tardivo impedisca l'esame nel merito delle questioni sollevate, confermando la condanna e aggiungendo il pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Sostituzione pena detentiva: tardività e inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso in cui la richiesta di sostituzione pena detentiva con una pena pecuniaria era stata avanzata tardivamente, solo nelle conclusioni scritte dell'appello. La Corte sottolinea che tale richiesta deve essere un motivo specifico dell'atto di impugnazione e non può essere introdotta in una fase successiva, ribadendo inoltre la necessità di motivare adeguatamente l'istanza.
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Ricorso tardivo: quando è inammissibile in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per cassazione poiché tardivo. L'impugnazione è stata depositata oltre il termine di 45 giorni previsto dalla legge, che decorreva dal deposito della motivazione della sentenza d'appello. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Termini impugnazione penale: il ricorso tardivo è K.O.
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso avverso una condanna per furto con strappo perché depositato un giorno dopo la scadenza. Questa decisione sottolinea l'importanza inderogabile del rispetto dei termini impugnazione penale, la cui violazione comporta la condanna alle spese processuali e al pagamento di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso tardivo: quando l’appello è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso perché presentato oltre i termini di legge. L'analisi del caso evidenzia come un ricorso tardivo precluda ogni esame nel merito e comporti la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Termini impugnazione penale: ricorso tardivo?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso perché depositato un solo giorno dopo la scadenza. L'ordinanza analizza il calcolo dei termini di impugnazione penale, confermando che il mancato rispetto, anche minimo, del termine perentorio comporta la reiezione dell'atto e la condanna dell'imputato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso tardivo: quando è inammissibile in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per diffamazione perché presentato oltre i termini di legge. L'ordinanza sottolinea come il mancato rispetto delle scadenze procedurali, in questo caso un ricorso tardivo, porti a una declaratoria di inammissibilità senza esame nel merito, con condanna della ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso terzo interessato: tardivo e senza procura
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un terzo interessato in un procedimento di prevenzione. L'impugnazione è stata ritenuta tardiva, in quanto depositata oltre il termine di 15 giorni, e priva della necessaria procura speciale al difensore, requisito essenziale per chi agisce a tutela di interessi civilistici in tale contesto. Di conseguenza, la parte ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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