La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per spaccio di droga. La decisione si fonda sul fatto che le argomentazioni del ricorrente erano mere contestazioni dei fatti, non ammesse in sede di legittimità. Gli elementi decisivi che hanno confermato l'intento di spaccio, e non di uso personale, sono stati l'ingente quantità di cocaina (25,20 grammi), l'elevata purezza (82,2%), il numero di dosi ricavabili (oltre 120), il luogo del controllo (noto per lo spaccio) e un precedente specifico.
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