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Strepitus Fori

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25 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Ingiusta detenzione: risarcimento e clamore mediatico
La Corte di Cassazione conferma un risarcimento maggiorato per ingiusta detenzione, stabilendo che anche una diffusione mediatica a livello locale ('strepitus fori') è sufficiente per aggravare il danno morale e giustificare un aumento dell'indennizzo. Il Ministero dell'Economia, che contestava la portata non nazionale della notizia, ha visto il suo ricorso respinto. La Corte ha ribadito che la quantificazione del danno non è un mero calcolo matematico, ma deve tenere conto delle specifiche sofferenze patite, inclusa la lesione alla reputazione causata dalla stampa.
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Ingiusta detenzione: risarcimento e danno d’immagine
Un imprenditore, dopo essere stato assolto, ha richiesto un risarcimento per ingiusta detenzione, lamentando gravi danni economici e reputazionali. La Corte di Cassazione ha parzialmente accolto il suo ricorso. Pur negando il risarcimento per le perdite aziendali, ritenute non direttamente collegate alla detenzione, ha stabilito che il danno all'immagine causato dalla copertura mediatica, anche se solo locale, deve essere risarcito. La Corte ha annullato la precedente decisione su questo punto, rinviando il caso alla Corte d'Appello per una nuova valutazione del danno reputazionale.
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Sospensione cautelare avvocato: l’appello non la ferma
Un avvocato, condannato per esercizio abusivo della professione, ha chiesto la revisione della sentenza sostenendo che il suo ricorso contro il provvedimento disciplinare avesse effetto sospensivo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, specificando la natura della sospensione cautelare avvocato: si tratta di una misura amministrativa immediatamente esecutiva, finalizzata a tutelare la dignità della professione, e non di una sanzione disciplinare. Pertanto, l'appello non ne sospende l'efficacia.
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Riparazione ingiusta detenzione: il danno risarcibile
Un professionista, custode giudiziario, viene arrestato e poi assolto con formula piena. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 29507/2025, ha stabilito che la riparazione ingiusta detenzione deve comprendere non solo il danno morale e da 'strepitus fori' (lesione della reputazione), ma anche il lucro cessante, ovvero la perdita di guadagni derivante dalla revoca degli incarichi professionali a seguito dell'arresto. La Corte ha inoltre affermato il diritto al rimborso delle spese legali sostenute per il procedimento di riparazione, annullando la precedente decisione della Corte d'Appello e rinviando per una nuova quantificazione del danno.
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Riparazione ingiusta detenzione: oltre il calcolo
La Cassazione annulla un'ordinanza che liquidava la riparazione per ingiusta detenzione basandosi solo su un criterio matematico. Il giudice deve valutare i danni specifici e provati, come la perdita del lavoro e il danno reputazionale, che non possono essere considerati automaticamente inclusi nella sofferenza della detenzione stessa. È necessaria una personalizzazione dell'indennizzo.
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