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Stessa Indole

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33 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Tenuità del fatto esclusa per evasione abituale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per la violazione degli obblighi connessi a una misura di prevenzione. La Corte ha confermato la decisione della Corte d'Appello, escludendo l'applicabilità della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto a causa della pericolosità sociale del ricorrente, dimostrata da precedenti condanne per evasione, reato considerato della stessa indole. Di conseguenza, la condotta è stata ritenuta abituale, ostacolando il riconoscimento del beneficio.
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Recidiva reiterata: la Cassazione sui presupposti
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi di due imputati condannati per associazione a delinquere. La sentenza chiarisce i presupposti per l'applicazione della recidiva reiterata, stabilendo che non è necessaria una precedente dichiarazione formale di recidiva semplice. È sufficiente che, al momento del nuovo reato, l'imputato abbia già riportato più condanne definitive che manifestino una maggiore pericolosità sociale, adeguatamente motivata dal giudice.
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Abitualità del comportamento: quando esclude il 131-bis
La Corte di Cassazione conferma la condanna per detenzione di munizioni, negando l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.). La sentenza stabilisce che l'abitualità del comportamento, che osta al beneficio, sussiste anche in presenza di due precedenti condanne per reati (nella specie, rapina e minaccia) considerati 'della stessa indole', in quanto espressione di violenza contro la persona. La Corte ha ritenuto provata la consapevolezza della detenzione e ha confermato la decisione del giudice di non sostituire la pena detentiva in ragione della proclività a delinquere dell'imputato.
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Abitualità del comportamento: no a tenuità del fatto
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per violazione delle misure di prevenzione. La Corte ha negato l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto a causa della sua abitualità del comportamento, dimostrata da precedenti condanne irrevocabili per reati della stessa indole, come l'evasione.
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Particolare tenuità del fatto: no se il fine è elusivo
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per false dichiarazioni. La richiesta di applicazione della particolare tenuità del fatto è stata respinta perché il motivo era generico riguardo ai precedenti penali e perché la Corte di merito aveva correttamente valutato la gravità dell'offesa, considerando anche il 'fine elusivo' del reato.
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Revoca sospensione condizionale: quando è automatica?
Un individuo si è visto revocare il beneficio della sospensione condizionale della pena dopo aver commesso un nuovo delitto entro il periodo di prova di cinque anni. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, dichiarando il ricorso inammissibile. La sentenza chiarisce che la revoca della sospensione condizionale è automatica se il condannato commette un nuovo delitto, indipendentemente dalla sua natura, respingendo l'argomentazione difensiva basata sulla necessità di una "stessa indole" tra i reati.
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Estinzione reato patteggiato: quando si applica
La Corte di Cassazione ha stabilito che, ai fini dell'estinzione del reato patteggiato, la commissione di un qualsiasi nuovo delitto entro cinque anni impedisce il beneficio. Il requisito della "stessa indole" si applica solo alle contravvenzioni e non ai delitti. La sentenza analizza il caso di un soggetto che, dopo un patteggiamento per lesioni e resistenza, ha commesso un delitto in materia di immigrazione, vedendosi negata l'estinzione del primo reato.
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Notifica al difensore: quando è valida per l’imputato
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imputato condannato per simulazione di reato e appropriazione indebita. La Corte ha stabilito la validità della notifica al difensore, poiché l'imputato, giudicato in assenza, non aveva eletto domicilio e si era dichiarato 'senza fissa dimora'. È stata inoltre confermata la recidiva, ritenendo irrilevante l'estinzione di una pena precedente e generiche le contestazioni sulla natura dei reati, respingendo così anche la richiesta di prescrizione.
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Revoca sospensione condizionale: quando è automatica?
La Corte di Cassazione chiarisce che la revoca della sospensione condizionale della pena è un atto dovuto e obbligatorio quando il condannato commette un nuovo delitto, a prescindere dalla sua natura. Il requisito della 'stessa indole' è previsto solo per le contravvenzioni. L'ordinanza conferma la decisione del tribunale, dichiarando inammissibile il ricorso dell'imputato.
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Particolare tenuità del fatto: no se c’è abitualità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Corte ha confermato la decisione di merito, sottolineando che la presenza di due precedenti reati della stessa indole configura un comportamento abituale, ostativo al riconoscimento del beneficio.
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Particolare tenuità del fatto: quando è esclusa?
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per porto abusivo di un coltello, negando l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La decisione non si è basata sull'abitualità del reato, avendo l'imputato un solo precedente, ma sulla concreta offensività della condotta, ovvero portare un coltello nei pressi di un campo sportivo. La sentenza sottolinea che la valutazione sulla particolare tenuità del fatto deve basarsi sulla gravità oggettiva del comportamento.
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Revoca pena sospesa: nuovo delitto e stessa indole
La Corte di Cassazione chiarisce che per la revoca della pena sospesa, la commissione di un nuovo delitto entro 5 anni è sufficiente, indipendentemente dalla sua natura. La Corte ha annullato la decisione del Giudice dell'esecuzione che richiedeva erroneamente che il nuovo reato fosse della 'stessa indole' del precedente, un requisito previsto dalla legge solo per le contravvenzioni e non per i delitti.
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Comportamento abituale: niente non punibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato, confermando la sua condanna. La Corte ha stabilito che la presenza di numerosi precedenti penali per reati della stessa indole qualifica un comportamento abituale, escludendo così la possibilità di applicare la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto prevista dall'art. 131-bis del codice penale.
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