Una lavoratrice, stabilizzata come Operatore Tecnico, ha richiesto l'inquadramento superiore come Collaboratore Tecnico basandosi sullo svolgimento di mansioni superiori. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che nelle procedure di stabilizzazione precari basate su criteri oggettivi, prevale l'inquadramento contrattuale formale e non le mansioni di fatto svolte. Un contratto di soli 11 giorni nel profilo superiore è stato ritenuto insufficiente a soddisfare i requisiti.
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