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209 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Confisca di prevenzione: onere della prova e indici ISTAT
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un decreto di confisca di prevenzione. La Corte ribadisce che, provata la sproporzione tra beni e redditi, spetta al proposto l'onere di allegare la provenienza lecita dei beni. Afferma inoltre la legittimità dell'uso degli indici ISTAT per calcolare le spese familiari e la necessità di un'analisi attuale della pericolosità sociale per le misure personali.
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Revocatoria fallimentare transazione: quando è valida?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una procedura fallimentare volto a revocare una transazione. La Corte ha stabilito che, per valutare la sproporzione delle prestazioni in una revocatoria fallimentare transazione, non si deve guardare solo a quanto scambiato nell'accordo, ma all'intero valore delle reciproche concessioni, incluse le pretese risarcitorie a cui una parte ha rinunciato. In questo caso, la rinuncia a cospicui danni per mancato guadagno e indennità di occupazione ha giustificato la ritenzione della caparra da parte del venditore, escludendo la sproporzione.
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Confisca di prevenzione: la pericolosità non cessa
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi contro un decreto di confisca di prevenzione. La sentenza stabilisce un principio fondamentale: la pericolosità sociale di un soggetto non cessa automaticamente solo perché l'attività illecita è stata interrotta da un intervento dell'autorità giudiziaria, come un sequestro. Per superare la presunzione di pericolosità, è necessaria una prova di un cambiamento di vita autonomo e non forzato da eventi esterni.
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Confisca di prevenzione: i beni dei familiari
La Corte di Cassazione ha annullato una decisione riguardante una confisca di prevenzione. Il caso verteva su beni, tra cui immobili e aziende, formalmente intestati a familiari ma ritenuti nella disponibilità di soggetti considerati socialmente pericolosi. La Corte ha giudicato insufficiente la motivazione del giudice di merito, in particolare sulla prova della 'disponibilità indiretta' dei beni e sulla valutazione della sproporzione tra patrimonio e reddito. Il processo è stato rinviato per un nuovo esame che applichi correttamente i principi legali, distinguendo l'accertamento sulla disponibilità dei beni dall'analisi patrimoniale.
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Confisca per sproporzione: il ricorso è infondato
La Corte di Cassazione ha confermato un provvedimento di confisca per sproporzione a carico di immobili intestati alla moglie di un soggetto ritenuto socialmente pericoloso. La Corte ha rigettato i motivi di ricorso basati su presunti vizi procedurali, come la tardività delle conclusioni del Procuratore, e ha ribadito che la valutazione della sproporzione tra redditi e patrimonio è un giudizio di fatto non sindacabile in sede di legittimità se adeguatamente motivato. I ricorsi del marito e del figlio sono stati dichiarati inammissibili per carenza di interesse.
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Confisca allargata: beni del coniuge e onere prova
La Corte di Cassazione conferma la confisca allargata di un immobile formalmente intestato alla moglie di un soggetto condannato. Nonostante l'acquisto legittimo del terreno, la successiva costruzione, finanziata con proventi illeciti, ha giustificato il sequestro dell'intera proprietà a causa della sproporzione tra il reddito familiare e il valore dell'edificio. La Corte ha rigettato il ricorso della moglie, considerata un'intestataria fittizia.
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Confisca per sproporzione: quando il ricorso è generico
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso contro un'ordinanza di confisca per sproporzione di 42.300 euro. Il motivo del rigetto risiede nella genericità dell'impugnazione, che non si confrontava specificamente con le motivazioni del provvedimento impugnato, basato sulla sproporzione tra la somma e i redditi leciti dell'imputato.
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Sequestro preventivo: quando è legittimo per usura
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un sequestro preventivo per usura. La sentenza chiarisce la legittimità del sequestro di beni sproporzionati al reddito e la natura non perentoria dei termini per la trasmissione degli atti al Tribunale del Riesame. Viene ribaltato sull'indagato l'onere di provare la provenienza lecita dei beni una volta accertata la sproporzione.
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Confisca per equivalente: no senza arricchimento
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Procuratore Generale, confermando la revoca di una confisca per equivalente. La sentenza stabilisce un principio fondamentale: per procedere a tale misura ablativa non è sufficiente una mera sproporzione tra redditi e tenore di vita, ma è necessario dimostrare un effettivo e ingiustificato arricchimento patrimoniale. Nel caso di specie, l'acquisto di un'autovettura è stato ritenuto giustificabile da risparmi e redditi precedenti, facendo venir meno il presupposto per la confisca.
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Confisca di prevenzione e prova della sproporzione
La Corte di Cassazione conferma la confisca di beni nei confronti di un soggetto ritenuto socialmente pericoloso e della moglie. La sentenza chiarisce i limiti temporali della pericolosità sociale ai fini della confisca di prevenzione e i criteri per la valutazione della sproporzione tra redditi e patrimonio, legittimando l'uso di dati statistici per le spese familiari. Viene inoltre precisato che il terzo interessato può contestare solo la titolarità dei beni, non la pericolosità del proposto.
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Confisca allargata: legittimo il sequestro per sproporzione
La Corte di Cassazione ha confermato il sequestro di un'autovettura ai fini di confisca allargata. Il bene, sebbene intestato alla moglie di un indagato per traffico di stupefacenti, è stato ritenuto a lui riconducibile. L'appello della donna è stato respinto perché la Corte ha ritenuto provata una sproporzione economica costante e significativa del nucleo familiare su un lungo arco temporale, rendendo irrilevante la provenienza specifica dei fondi usati per l'acquisto e confermando la legittimità del provvedimento.
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Sequestro per sproporzione: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un indagato contro il sequestro per sproporzione di un'autovettura di lusso. L'indagato sosteneva di poter giustificare l'acquisto con redditi leciti e una vincita, ma la Corte ha stabilito che tali argomentazioni sono questioni di fatto, non riesaminabili in sede di legittimità, dove si possono sollevare solo violazioni di legge.
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Pericolosità sociale: quando si confisca un bene
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro la confisca di un immobile. La decisione si basa sulla conclamata pericolosità sociale del ricorrente, provata da reati di spaccio, e sulla sproporzione tra i redditi leciti e il valore del bene, acquistato con proventi illeciti e intestato fittiziamente alla moglie.
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Confisca beni terzi: l’appello del proposto è valido?
La Corte di Cassazione ha analizzato un caso di confisca beni terzi nell'ambito di un procedimento di prevenzione. La Corte ha stabilito che l'appello del soggetto 'proposto' è ammissibile se non contesta l'intestazione fittizia a un familiare, ma mira a dimostrare la provenienza lecita dei fondi usati per l'acquisto. La sentenza della Corte d'Appello, che aveva dichiarato l'inammissibilità, è stata annullata con rinvio per un nuovo esame nel merito.
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Confisca allargata: beni acquistati dopo la condanna
La Corte di Cassazione ha confermato un provvedimento di confisca allargata su beni (immobili, veicoli e quote societarie) acquistati da un condannato e da sua moglie dopo la sentenza di condanna. La decisione si fonda sulla marcata sproporzione tra i redditi leciti del nucleo familiare e il valore dei beni, elemento che fa presumere l'utilizzo di proventi illeciti accumulati in precedenza. La sentenza ribadisce che la confisca allargata può colpire anche acquisti successivi alla condanna, se finanziati con risorse di provenienza ingiustificata.
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Confisca beni familiari: quando è legittima?
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della confisca beni familiari (un'auto e libretti di risparmio) intestati alla moglie e alla figlia di un soggetto ritenuto socialmente pericoloso. La decisione si fonda sulla perdurante pericolosità dell'individuo, dedita al traffico di stupefacenti, e sulla manifesta sproporzione tra il valore dei beni e i redditi leciti dichiarati dal nucleo familiare, ritenendo i beni nella sua disponibilità indiretta.
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Confisca allargata: limiti e onere della prova
La Corte di Cassazione conferma la confisca allargata a carico di un imprenditore condannato per concorso esterno in associazione mafiosa. La sentenza chiarisce i criteri per la valutazione della sproporzione tra patrimonio e redditi, includendo anche i proventi da evasione fiscale, e definisce l'ambito della 'ragionevolezza temporale' per presumere l'origine illecita dei beni. Il ricorso è stato rigettato poiché la difesa non ha fornito una prova credibile della provenienza lecita del patrimonio accumulato.
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Confisca di prevenzione: la Cassazione decide sui beni
La Corte di Cassazione ha esaminato un ricorso contro una confisca di prevenzione disposta nei confronti di un nucleo familiare. La Corte ha confermato la confisca per i genitori, ritenendo provata la sproporzione tra i redditi leciti e il patrimonio accumulato. Ha però annullato la confisca di un motociclo intestato al figlio, poiché il suo acquisto era giustificato sia dal reddito da lavoro che da un finanziamento, dimostrando come l'analisi della provenienza dei beni debba essere specifica e rigorosa.
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Confisca allargata: quando è legittimo il sequestro?
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di sequestro preventivo di 40.000 euro finalizzato alla confisca allargata. Dopo l'annullamento di un primo sequestro per ricettazione, ne è stato disposto un secondo per reati di droga, a seguito della scoperta di un ingente quantitativo di stupefacenti. La Corte ha ritenuto legittimo il nuovo provvedimento, superando l'eccezione di 'ne bis in idem' grazie alla presenza di nuovi elementi investigativi e di una diversa ipotesi di reato. È stata inoltre confermata la sussistenza del 'periculum in mora' data la sproporzione tra la somma e il reddito dell'indagato, giustificando la misura ablativa.
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Intestazione fittizia beni: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha confermato la confisca di beni (immobile, auto, azienda) formalmente intestati a familiari di un soggetto ritenuto socialmente pericoloso. La decisione si fonda sul principio dell'intestazione fittizia beni, evidenziata dalla grave sproporzione tra i redditi dichiarati dai familiari e il valore dei beni, e da prove che riconducevano la reale disponibilità al soggetto principale. I ricorsi dei familiari sono stati dichiarati inammissibili.
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