Un Lavoratore, nato in Nigeria, ha presentato ricorso contro una sentenza che lo ha condannato per spaccio di sostanze stupefacenti. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno ritenuto che il fatto non fosse di "particolare tenuità", escludendo quindi l'applicazione della causa di non punibilità prevista dall'articolo 131-bis del Codice Penale. La condotta criminosa, inserita in un contesto di spaccio e con l'aggravante di aver ostacolato l'identificazione di un altro soggetto, è stata giudicata grave. La Corte ha confermato la corretta valutazione dei fatti da parte dei giudici precedenti, condannando il Lavoratore al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.
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