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Spese Forfettarie

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63 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Estinzione del giudizio: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio in un caso di diritto del lavoro. Le società ricorrenti, dopo aver ricevuto la proposta di definizione del giudizio ai sensi dell'art. 380-bis c.p.c., non hanno chiesto la decisione del ricorso entro il termine di 40 giorni. Tale inerzia è stata interpretata come una rinuncia al ricorso, comportando la chiusura del processo e la condanna delle ricorrenti al pagamento delle spese legali.
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Estinzione giudizio: silenzio dopo proposta 380-bis
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio di legittimità. La decisione si fonda sulla mancata richiesta di decisione da parte del ricorrente entro 40 giorni dalla comunicazione della proposta di definizione del giudizio, come previsto dall'art. 380-bis c.p.c. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese legali.
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Estinzione del giudizio per inerzia: analisi decreto
Un decreto della Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio d'appello a causa dell'inerzia della parte ricorrente. La società, dopo aver ricevuto una proposta di definizione del giudizio, non ha chiesto la decisione del ricorso entro il termine di quaranta giorni, portando alla presunzione di rinuncia e alla condanna al pagamento delle spese processuali in favore delle controparti.
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Estinzione del giudizio per inerzia del ricorrente
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio d'appello poiché il ricorrente non ha risposto alla proposta di definizione del giudizio entro il termine di 40 giorni, come previsto dall'art. 380-bis c.p.c. Tale silenzio viene equiparato a una rinuncia al ricorso, con conseguente condanna del ricorrente al pagamento delle spese legali a favore della controparte.
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Estinzione del giudizio: la Cassazione decide
Una società di trasporti ha presentato ricorso in Cassazione contro una sentenza della Corte d'Appello. A seguito della proposta di definizione del giudizio formulata dalla Suprema Corte ai sensi dell'art. 380-bis c.p.c., la società ricorrente non ha chiesto la decisione del ricorso nel termine di quaranta giorni. La Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio, interpretando il silenzio come una rinuncia al ricorso e condannando la società al pagamento delle spese legali.
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Estinzione del giudizio: la Cassazione decide
Un recente decreto della Corte di Cassazione chiarisce le conseguenze dell'inerzia del ricorrente a seguito della proposta di definizione del giudizio. Il provvedimento dichiara l'estinzione del giudizio poiché la parte ricorrente, dopo aver ricevuto la proposta ai sensi dell'art. 380-bis c.p.c., non ha chiesto la decisione del ricorso entro il termine di quaranta giorni. Tale silenzio viene interpretato come una rinuncia al ricorso, comportando la chiusura del processo e la condanna al pagamento delle spese legali a favore della controparte.
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Estinzione del giudizio: la guida completa al caso
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio in un caso tra una società di trasporti e un ex dipendente. La decisione è stata presa perché la società ricorrente non ha dato seguito alla proposta di definizione del giudizio entro il termine di quaranta giorni, comportamento che la legge interpreta come una rinuncia al ricorso. Di conseguenza, la società è stata condannata a pagare le spese legali alla controparte.
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Estinzione del giudizio: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio di legittimità a seguito della mancata risposta della parte ricorrente alla proposta di definizione del giudizio. In applicazione dell'art. 380-bis c.p.c., il silenzio protratto per oltre quaranta giorni è stato equiparato a una rinuncia al ricorso, con conseguente condanna della ricorrente al pagamento delle spese processuali.
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Estinzione giudizio Cassazione: il silenzio costa caro
Una recente decisione della Corte di Cassazione chiarisce che la mancata risposta dell'appellante alla proposta di definizione del giudizio entro 40 giorni equivale a una rinuncia al ricorso. Questo comporta l'automatica estinzione del giudizio in Cassazione e la condanna della parte ricorrente al pagamento delle spese processuali a favore della controparte.
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Estinzione del giudizio: silenzio dopo la proposta
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio a seguito della mancata richiesta di decisione da parte del ricorrente entro 40 giorni dalla proposta di definizione. La parte ricorrente, composta da una società e un privato, è stata condannata al pagamento delle spese legali in favore dell'Ente Comunale resistente. La decisione si fonda sull'applicazione dell'art. 380-bis c.p.c., che equipara il silenzio a una rinuncia al ricorso.
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Estinzione del giudizio: la Cassazione decide
Un decreto della Corte di Cassazione chiarisce le conseguenze della mancata richiesta di decisione su un ricorso dopo la proposta di definizione. A seguito dell'inerzia dell'ente impositore, il ricorso è stato considerato rinunciato, portando alla dichiarazione di estinzione del giudizio e alla condanna al pagamento delle spese legali.
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Estinzione del giudizio: conseguenze del silenzio
Una società agricola ha presentato ricorso in Cassazione contro una sentenza della Corte d'Appello. A seguito della proposta di definizione del giudizio, la società non ha chiesto la decisione entro 40 giorni. La Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio per rinuncia presunta, condannando la ricorrente al pagamento delle spese legali.
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Estinzione del giudizio: il silenzio che costa caro
Un decreto della Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio tributario a causa del silenzio di un ente fiscale. A seguito della proposta di definizione della lite, l'ente non ha chiesto una decisione entro 40 giorni, portando alla presunzione di rinuncia al ricorso e alla conseguente condanna al pagamento delle spese legali.
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Rinuncia tacita ricorso: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto un giudizio a seguito della rinuncia tacita ricorso da parte della società ricorrente. Quest'ultima, dopo aver ricevuto una proposta di definizione del giudizio ai sensi dell'art. 380-bis c.p.c., non ha chiesto la decisione sul ricorso entro il termine di quaranta giorni, determinando così l'applicazione della presunzione di rinuncia e la conseguente condanna al pagamento delle spese processuali.
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Estinzione del giudizio: il silenzio che costa caro
Una società proponeva ricorso in Cassazione avverso una sentenza di una Commissione Tributaria Regionale. La Corte, ai sensi dell'art. 380-bis c.p.c., comunicava una proposta di definizione del giudizio. Poiché la società ricorrente non ha chiesto la decisione del ricorso entro il termine di quaranta giorni, la Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, equiparando l'inerzia a una rinuncia. Di conseguenza, la società è stata condannata al pagamento integrale delle spese processuali.
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Estinzione del giudizio: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio in un caso in cui il ricorrente non ha dato seguito alla proposta di definizione del ricorso entro i termini di legge. Questa inerzia, ai sensi dell'art. 380-bis c.p.c., equivale a una rinuncia, comportando la chiusura del procedimento e la condanna del ricorrente al pagamento delle spese legali. La decisione sottolinea l'importanza di rispettare le scadenze processuali nel giudizio di legittimità.
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Estinzione del giudizio: la guida completa
Una cittadina proponeva ricorso in Cassazione contro una sentenza di un Tribunale. La Corte, dopo aver formulato una proposta di definizione del giudizio, ha dichiarato l'estinzione del giudizio stesso. La decisione si basa sulla mancata richiesta di una decisione da parte della ricorrente entro il termine di 40 giorni dalla comunicazione della proposta, un'inerzia che la legge interpreta come rinuncia al ricorso. Di conseguenza, la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali.
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Estinzione giudizio Cassazione: silenzio dopo proposta
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio in un caso in cui il ricorrente, dopo aver ricevuto la proposta di definizione del giudizio ai sensi dell'art. 380-bis c.p.c., non ha chiesto una decisione sul ricorso entro il termine di 40 giorni. Tale inerzia è stata interpretata come una rinuncia tacita al ricorso, comportando la chiusura del procedimento e la condanna del ricorrente al pagamento delle spese legali a favore della controparte.
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Estinzione Giudizio Cassazione: Silenzio che Costa
Una cittadina ha presentato ricorso in Cassazione contro una sentenza del Tribunale. La Suprema Corte ha formulato una proposta di definizione del giudizio ai sensi dell'art. 380-bis c.p.c. Poiché la ricorrente non ha chiesto la decisione del ricorso entro il termine di quaranta giorni, la Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio di Cassazione, equiparando il silenzio a una rinuncia e condannandola al pagamento delle spese legali.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia tacita al ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio a seguito della mancata richiesta di decisione da parte del ricorrente entro il termine di quaranta giorni dalla comunicazione della proposta di definizione. Tale inerzia, ai sensi dell'art. 380-bis c.p.c., viene interpretata come una rinuncia tacita al ricorso, con conseguente condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali in favore della controparte.
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