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Sovraindebitamento

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134 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Niente sconti sui debiti per chi non paga il mantenimento
La Cassazione ha negato a un consumatore l'accesso al piano di ristrutturazione dei debiti. Il motivo principale è la mancanza della cosiddetta 'meritevolezza del debitore'. L'uomo, infatti, aveva generato la propria situazione debitoria con colpa grave e mala fede, sottraendosi per anni al pagamento degli assegni di mantenimento dovuti all'ex coniuge, comportamento che gli era costato anche una condanna penale. I giudici hanno stabilito che chi causa il proprio dissesto finanziario con un comportamento così grave non merita il beneficio della ristrutturazione del debito. L'appello del debitore è stato dichiarato inammissibile anche perché non aveva contestato specificamente questa motivazione, che da sola era sufficiente a giustificare il rigetto del piano.
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Omologa accordo sovraindebitamento: donazione ai figli blocca il piano
La Cassazione ha negato l'omologa di un accordo di sovraindebitamento a un debitore che aveva donato un immobile alle figlie prima di avviare la procedura. Il tribunale ha stabilito un principio cruciale: l'omologa accordo sovraindebitamento non è ammissibile se danneggia un creditore ipotecario. Il piano deve garantire al creditore una somma non inferiore a quella che otterrebbe dalla vendita forzata del bene, anche se questo è stato trasferito a terzi. Il pregiudizio oggettivo per il creditore prevale, rendendo irrilevante la discussione sulla natura fraudolenta della donazione. Il debitore ha perso la causa.
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Piano di ristrutturazione dei debiti: tra diniego e appello
Due coniugi propongono un piano di ristrutturazione dei debiti per salvare la prima casa dal mutuo ipotecario. Il Tribunale nega l'omologazione a seguito della contestazione del creditore. I debitori presentano reclamo alla Corte d'Appello, che si dichiara incompetente, innescando un conflitto negativo di competenza sollevato dal Tribunale. La Corte di Cassazione risolve l'impasse stabilendo che il provvedimento di rigetto dell'omologa assume la forma di sentenza ed è sempre impugnabile dinanzi alla Corte d'Appello. La competenza del Tribunale in composizione collegiale resta limitata ai soli casi di inammissibilità preliminare decisa senza contraddittorio.
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Liquidazione controllata: i presupposti per l’apertura
Il Tribunale di Venezia ha dichiarato aperta la liquidazione controllata nei confronti di un debitore pensionato in stato di sovraindebitamento. La Corte ha stabilito che la pendenza di opposizioni a precetto non impedisce l'apertura della procedura, poiché spetta al liquidatore valutare l'incapienza patrimoniale e la gestione dei debiti.
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Liquidazione controllata: guida al sovraindebitamento
Il Tribunale ha dichiarato aperta la liquidazione controllata per un ex imprenditore in grave stato di sovraindebitamento, causato da problemi di salute e perdita del lavoro. Nonostante l'assenza di patrimonio immobiliare, la procedura è stata avviata grazie al contributo economico mensile del figlio. La decisione conferma inoltre il diritto al patrocinio a spese dello Stato per tali procedure.
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Deposito telematico: validità e data di consegna
Un debitore ha presentato ricorso per la ristrutturazione dei debiti tramite deposito telematico il giorno precedente l'entrata in vigore del nuovo Codice della Crisi. Il Tribunale aveva dichiarato la domanda inammissibile poiché l'atto era stato inizialmente indirizzato a un registro errato della cancelleria e ripresentato formalmente solo dopo l'entrata in vigore della nuova legge. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che il deposito telematico si perfeziona con la generazione della ricevuta di avvenuta consegna, indipendentemente dall'errore materiale nell'individuazione del registro, salvaguardando così l'applicazione della normativa previgente.
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Liquidazione controllata: analisi del Tribunale
Il Tribunale di Cagliari ha disposto l'apertura della liquidazione controllata per una debitrice in stato di sovraindebitamento, con un'esposizione debitoria superiore a 155.000 euro. La decisione segue la verifica della documentazione prodotta dall'OCC, confermando l'assenza di altre procedure pendenti e la sussistenza dei requisiti previsti dal Codice della Crisi.
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Liquidazione controllata: quando può essere aperta
Il Tribunale ha accolto la richiesta di liquidazione controllata presentata da una debitrice con debiti superiori a 56.000 euro. Nonostante il valore incerto dei beni immobili e l'esiguità del reddito, la sola titolarità di quote di proprietà è stata ritenuta sufficiente per l'avvio della procedura, demandando al liquidatore la successiva valutazione economica.
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Sovraindebitamento: estinzione del ricorso
Due debitori hanno proposto un piano per risolvere il proprio sovraindebitamento, ma il Tribunale ha negato l'omologazione ritenendo la proposta non soddisfacente per i creditori. Dopo il rigetto del reclamo, i soggetti hanno presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, prima della decisione, i ricorrenti hanno depositato un atto di rinuncia al ricorso. La Suprema Corte ha dunque dichiarato l'estinzione del giudizio, senza liquidare le spese poiché l'istituto bancario creditore non si era costituito.
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Infattibilità Piano Consumatore: Casa all’Asta, Piano Fallito
Una famiglia in stato di sovraindebitamento propone un piano di ristrutturazione basato sulla vendita della nuda proprietà di alcuni immobili a una società terza. Tuttavia, prima dell'approvazione del piano, gli stessi immobili vengono venduti in una procedura esecutiva parallela. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici precedenti, dichiarando l'infattibilità del piano del consumatore. La vendita dei beni ha reso il piano 'assolutamente irrealizzabile', poiché basato su risorse non più disponibili. La sentenza stabilisce che il giudice deve sempre verificare la concreta realizzabilità della proposta. I debitori hanno perso la causa.
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Sovraindebitamento: validità dell’asta immobiliare
Un professionista ammesso alla procedura di sovraindebitamento ha impugnato l'aggiudicazione del proprio studio professionale, sostenendo la nullità della vendita. Le doglianze riguardavano la presunta sospensione automatica del processo per ricusazione del giudice e la natura non competitiva dell'asta. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, confermando che la ricusazione non sospende ipso iure il procedimento e che la vendita all'incanto, se adeguatamente pubblicizzata, soddisfa i requisiti di competitività richiesti dalla normativa sul sovraindebitamento.
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Ristrutturazione debiti consumatore: l’omologa
Il Tribunale ha accolto una proposta di ristrutturazione debiti consumatore per un soggetto gravato da oltre 78.000 euro di debiti. Nonostante l'opposizione di alcuni creditori, l'omologa è stata concessa poiché le difficoltà derivavano da gravi motivi familiari e i creditori opponenti avevano violato gli obblighi di verifica del merito creditizio.
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Visto agli Atti non è un Sì: Risoluzione Accordo Sovraindebitamento
Una società garante di un piano di rientro per sovraindebitamento interrompe i pagamenti, credendo che una nota del giudice 'visto agli atti' su una richiesta di rinvio fosse un'autorizzazione. I creditori chiedono e ottengono la cancellazione del piano. La Corte di Cassazione conferma la decisione, stabilendo un principio chiaro: la dicitura 'visto agli atti' non è un'autorizzazione e non crea alcuna fiducia legittima. Il mancato pagamento è una causa sufficiente per la risoluzione accordo sovraindebitamento. Di conseguenza, il ricorso della società garante viene respinto e l'accordo annullato definitivamente.
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Risoluzione accordo sovraindebitamento: ‘visto’ non autorizza
La Corte di Cassazione ha confermato la risoluzione accordo sovraindebitamento per dei debitori che non avevano rispettato le scadenze di pagamento. I debitori si erano difesi sostenendo di aver fatto legittimo affidamento su un provvedimento del giudice con la dicitura 'visto agli atti', interpretandolo come un'autorizzazione a posticipare i pagamenti. La Corte ha chiarito che tale annotazione è una mera presa d'atto e non un'autorizzazione formale. Di conseguenza, il mancato pagamento ha giustamente portato all'annullamento del piano di rientro. L'appello dei debitori è stato dichiarato inammissibile, confermando che il mancato adempimento è causa sufficiente per la risoluzione, a prescindere da presunte autorizzazioni informali.
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Colpa grave nel sovraindebitamento: niente piano per prestiti seriali
La Corte di Cassazione nega l'accesso al piano di ristrutturazione dei debiti a un consumatore che aveva accumulato prestiti in modo seriale. Nonostante le difficoltà familiari, come la perdita del lavoro della moglie, i giudici hanno ravvisato una 'colpa grave nel sovraindebitamento'. La sentenza stabilisce un principio chiaro: la procedura è esclusa se il debitore contrae obbligazioni sproporzionate rispetto al proprio reddito, con la piena consapevolezza di non poterle sostenere. Il ricorso sistematico al credito, anche per coprire debiti precedenti, integra una grave imprudenza che impedisce di beneficiare delle tutele di legge, rendendo irrilevante la motivazione legata alle esigenze familiari.
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Sovraindebitamento offerta migliorativa: guida al caso
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di una società che, esclusa da una vendita competitiva, ha proposto un rialzo del 10% dopo l'aggiudicazione. Gli Ermellini hanno stabilito che nel sovraindebitamento offerta migliorativa non si applica la disciplina fallimentare che consente la sospensione della vendita. La procedura di liquidazione del patrimonio è considerata autosufficiente e orientata alla massima celerità.
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Sovraindebitamento: inammissibile il ricorso banca
La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso di un istituto bancario contro l'omologazione di un accordo di sovraindebitamento proposto da un ente pubblico di assistenza. La Corte ha stabilito che le questioni sulla legittimazione dell'ente erano già precluse da una precedente sentenza e che i motivi relativi alla tardività delle integrazioni documentali erano privi della necessaria specificità.
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Liquidazione controllata: guida al sovraindebitamento
Il Tribunale di Trieste ha accolto la domanda di liquidazione controllata presentata da una consumatrice in stato di grave sovraindebitamento. La crisi economica è stata causata dal divorzio e da problemi di salute che hanno compromesso la sua capacità lavorativa. La sentenza analizza la gestione del patrimonio residuo, inclusa una quota di immobile già espropriata, per soddisfare parzialmente i creditori.
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Sovraindebitamento del consumatore: piano negato
La Corte d'Appello ha confermato il rigetto di un piano di ristrutturazione perché il sovraindebitamento del consumatore è stato causato da colpa grave. I debitori hanno fatto ricorso sistematico al credito per spese ordinarie, senza valutare la propria capacità di rimborso.
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Sovraindebitamento: quando contestare i requisiti?
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio cruciale nelle procedure di sovraindebitamento. Un ente pubblico aveva avviato una procedura di composizione della crisi, ottenendo un primo via libera. Alcuni creditori, tuttavia, hanno contestato la legittimità dell'ente ad accedere a tale procedura solo in fase di reclamo avverso il decreto di omologa. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'ente, chiarendo che ogni contestazione sui requisiti soggettivi di ammissione deve essere sollevata immediatamente, tramite il reclamo previsto dall'art. 10 della legge 3/2012. In caso contrario, si verifica una preclusione e la questione non può più essere esaminata nelle fasi successive, garantendo così la stabilità e l'efficienza della procedura.
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