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Sorveglianza

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48 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Misure di sicurezza: guida alla pericolosità sociale
La Corte di Cassazione, Sezione Prima Penale, ha affrontato il tema della legittimità delle Misure di sicurezza applicate a soggetti ritenuti socialmente pericolosi. Il provvedimento chiarisce che la valutazione della pericolosità non può essere presunta, ma deve basarsi su elementi concreti e attuali. La decisione sottolinea l'importanza del giudizio di riesame per garantire che la libertà individuale non sia compressa oltre il tempo strettamente necessario alla prevenzione di nuovi reati.
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Permesso premio: guida ai criteri della Cassazione
La Corte di Cassazione chiarisce i presupposti per la concessione del Permesso premio, sottolineando che la buona condotta carceraria non è l'unico requisito necessario. La decisione evidenzia l'obbligo di una valutazione globale della pericolosità sociale del condannato, bilanciando il diritto alla rieducazione con le esigenze di sicurezza pubblica. La sentenza conferma che il beneficio può essere negato se permangono collegamenti con la criminalità organizzata, nonostante il regolare comportamento in istituto.
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Permesso premio: i nuovi criteri della Cassazione
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso relativo alla negazione di un permesso premio a un detenuto condannato per reati gravi. Il fulcro della decisione riguarda la valutazione della pericolosità sociale e l'effettivo percorso di rieducazione compiuto all'interno dell'istituto. La Corte ha ribadito che il permesso premio non può essere negato sulla base della sola gravità del reato commesso in passato, ma richiede un'analisi attuale e individualizzata del comportamento del soggetto, verificando l'assenza di collegamenti attuali con la criminalità organizzata.
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Permesso premio: guida alla concessione
La sentenza analizza il diniego di un **Permesso premio** a un detenuto, stabilendo che la buona condotta carceraria non è sufficiente per l'ottenimento del beneficio se non accompagnata da un effettivo percorso di rieducazione e dal superamento della pericolosità sociale.
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Pericolosità sociale: i criteri della Cassazione
La sentenza n. 5365/2026 della Prima Sezione Penale affronta il tema della pericolosità sociale in relazione all'applicazione delle misure di sicurezza. La Corte chiarisce che il giudizio di pericolosità non può basarsi esclusivamente sui precedenti penali, ma richiede un'analisi concreta e attuale del comportamento del soggetto. La decisione sottolinea l'obbligo per il giudice di merito di motivare rigorosamente l'esistenza di un rischio reale di recidiva, annullando i provvedimenti basati su automatismi o presunzioni superate dal tempo.
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Pericolosità sociale e misure di prevenzione
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un soggetto detenuto per il quale era stato richiesto un aggravamento della sorveglianza speciale. I giudici hanno stabilito che tale richiesta è inammissibile per carenza di interesse, poiché la pericolosità sociale deve essere verificata solo al momento della scarcerazione. Parallelamente, la Corte ha confermato la confisca di un immobile intestato alla moglie del proposto. La decisione si fonda sulla netta sproporzione tra il valore del bene e i redditi dichiarati dal nucleo familiare, non essendo state fornite prove tracciabili circa la provenienza lecita del denaro utilizzato per l'acquisto.
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Pericolosità sociale e sorveglianza speciale: la guida
La Corte di Cassazione ha confermato la misura della sorveglianza speciale per un soggetto con una spiccata pericolosità sociale, derivante da numerosi furti aggravati. Nonostante la difesa sostenesse l'assenza di profitto per via della restituzione della refurtiva, i giudici hanno ribadito che la reiterazione dei reati in assenza di redditi leciti configura l'abitualità delittuosa. La pericolosità sociale è stata ritenuta attuale e non interrotta dai periodi di detenzione, giustificando pienamente la misura restrittiva.
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Capacità processuale: quando la perizia è d’obbligo
La Corte di Cassazione ha annullato un provvedimento che negava l'accertamento sulla capacità processuale di un soggetto sottoposto a sorveglianza speciale. La Corte d'appello aveva erroneamente richiesto la prova di una incapacità totale e irreversibile per disporre una perizia. Al contrario, la parola_chiave capacità processuale impone di verificare se lo stato mentale consenta una partecipazione consapevole al giudizio, specialmente in presenza di documentazione medica che attesti gravi patologie psichiche o dipendenze.
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