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Somministrazione Irregolare

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25 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Appalto illecito: guida alla sentenza della Cassazione
Una lavoratrice, formalmente assunta da una cooperativa ma di fatto impiegata presso un'azienda committente, ha ottenuto il riconoscimento di un rapporto di lavoro subordinato con quest'ultima. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, qualificando il rapporto come appalto illecito. La sentenza chiarisce i criteri per distinguere un appalto genuino da una somministrazione irregolare di manodopera, specialmente nei contratti 'labour intensive', e stabilisce che l'indennità risarcitoria prevista non è riducibile per eventuali guadagni percepiti dal lavoratore ('aliunde perceptum') nel frattempo.
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Somministrazione irregolare: costi e IVA indeducibili
Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha stabilito che in caso di somministrazione irregolare di manodopera, mascherata da un fittizio contratto di appalto con una società cooperativa 'cartiera', l'impresa utilizzatrice non può dedurre i costi né detrarre l'IVA. La Corte ha rigettato i ricorsi di una società e dei suoi soci, confermando la valutazione dell'Agenzia delle Entrate. È stato chiarito che la nullità del contratto sottostante rende la prestazione dell'intermediario inesistente ai fini fiscali, addossando al contribuente l'onere di provare la legittimità del rapporto di appalto.
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Somministrazione irregolare: quando scatta il lavoro fisso
La Corte di Cassazione ha stabilito che si configura una somministrazione irregolare quando un lavoratore svolge mansioni diverse o superiori a quelle indicate nel contratto di fornitura. In tal caso, il lavoratore ha diritto alla costituzione di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato direttamente con l'azienda utilizzatrice, anche se la contestazione riguarda formalmente solo il contratto di lavoro individuale e non quello commerciale tra agenzia e utilizzatore.
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Appalto illecito: le conseguenze sulla retribuzione
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha confermato che in caso di appalto illecito si costituisce un rapporto di lavoro a tempo indeterminato con l'utilizzatore finale. Di conseguenza, il lavoratore ha diritto alla reintegrazione nel posto di lavoro e al pagamento di tutte le retribuzioni dal momento del licenziamento fino alla riammissione effettiva, escludendo l'applicazione dei regimi indennitari più favorevoli previsti per la semplice conversione dei contratti a termine.
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Somministrazione irregolare: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 9265/2019, affronta un caso di somministrazione irregolare. Una lavoratrice aveva ottenuto in primo e secondo grado la conversione del suo contratto a tempo indeterminato presso l'azienda utilizzatrice, poiché la causale, legata a 'punte di intensa attività', era stata ritenuta troppo generica e non provata. La Cassazione conferma la conversione del rapporto ma cassa la sentenza sulla parte economica, stabilendo che al lavoratore spetta l'indennità risarcitoria onnicomprensiva prevista dall'art. 32 della L. 183/2010 e non l'integrale pagamento delle retribuzioni perse.
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