La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di due imputati condannati per reati minori, confermando l'applicazione della recidiva reiterata. I ricorrenti contestavano l'identificazione effettuata dalla polizia e il calcolo della pena. La Suprema Corte ha chiarito che la valutazione delle prove spetta solo ai giudici di merito e non può essere ridiscussa in sede di legittimità. Inoltre, ha ritenuto corretta l'applicazione della recidiva reiterata, giustificata dalla pericolosità sociale desunta dai numerosi precedenti penali. Per un terzo coimputato, la Corte ha annullato la sentenza senza rinvio a causa del suo decesso, che estingue il reato. I due ricorrenti superstiti sono stati condannati al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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