La Corte di Cassazione, con ordinanza del 13/12/2024, ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso una condanna per simulazione di reato. La decisione si fonda sulla genericità dei motivi di appello, ritenuti mera riproposizione di censure già respinte in secondo grado. La Corte ha confermato la valutazione del giudice di merito, basata su solide prove e sui precedenti penali dell'imputato, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione di 3.000 euro.
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