L'Indagato, accusato del reato di usura, ha impugnato il sequestro probatorio di dispositivi informatici (computer, telefoni, hard disk e tablet) e dei dati in essi contenuti, lamentando l'assenza di selezione immediata dei file e l'eccessiva durata del vincolo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la piena legittimità dell'acquisizione massiva temporanea. I giudici hanno chiarito che la copia integrale dei supporti digitali costituisce un mezzo tecnico indispensabile per estrapolare le prove pertinenti. Il tempo trascorso di tre settimane non supera il limite ragionevole per l'analisi tecnica, fermo restando l'obbligo di restituire supporti e dati non rilevanti al termine delle verifiche.
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