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Sequestro Preventivo

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3957 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Sequestro preventivo: auto di lusso e buona fede negata
Un'Azienda ha acquistato un'auto di lusso da un Venditore, ma il veicolo era stato oggetto di furto e truffa. L'autorità giudiziaria ha disposto il sequestro preventivo dell'auto. L'Azienda ha presentato ricorso, sostenendo di aver agito in buona fede. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Il Tribunale del riesame aveva correttamente valutato la mancanza di buona fede dell'Azienda, basandosi sui passaggi di proprietà a prezzi inferiori e sulle modalità di pagamento. Il sequestro preventivo è stato ritenuto legittimo per evitare l'aggravarsi delle conseguenze del reato.
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Sequestro “Cena in Cielo”: Sicurezza attrazioni spettacolo e certificazioni
Il caso riguarda il sequestro preventivo di un'attrazione "Cena in Cielo" (Dinner in the Sky) per presunte violazioni della normativa sulla sicurezza attrazioni spettacolo. L'Imprenditrice ha contestato il sequestro, sostenendo che l'attrezzatura era certificata e conforme alle norme per gli spettacoli viaggianti, nonostante modifiche e l'uso di componenti non originali. Il Tribunale del Riesame aveva confermato il sequestro, ignorando parte della documentazione prodotta. La Cassazione ha annullato l'ordinanza, rinviando gli atti al Tribunale di Como. Ha stabilito che l'assemblaggio dell'attrazione deve essere valutato secondo le normative specifiche per gli spettacoli viaggianti, non solo le istruzioni dei singoli componenti.
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Autoriciclaggio e Criptovalute: Sequestro Confermato dalla Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un Amministratore contro il sequestro preventivo del suo conto corrente. L'uomo era accusato di bancarotta fraudolenta e autoriciclaggio. Il Tribunale del Riesame aveva rigettato la sua richiesta, ritenendo che il denaro provenisse da distrazioni dalla società fallita e fosse stato poi investito in criptovalute per nasconderne l'origine illecita. La Suprema Corte ha confermato la validità del sequestro, sottolineando come l'investimento in criptovalute, avvenuto anche dopo le perquisizioni, dimostrasse il tentativo di occultare la provenienza delittuosa dei fondi, giustificando il blocco cautelare per evitare la dispersione del profitto del reato di Autoriciclaggio.
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Confisca per Equivalente: I Frutti dei Beni Sequestrati Vanno Restituiti?
Un Condannato subiva una confisca per equivalente di 73.089,77 euro. I suoi immobili erano stati sequestrati e avevano prodotto "frutti" (affitti). La Corte d'Appello negava la restituzione di questi "frutti", ritenendoli inclusi nella confisca. La Cassazione ha stabilito che la confisca per equivalente si riferisce solo al profitto del reato al momento della condanna. I "frutti" maturati dopo il sequestro non rientrano in tale profitto. Trattenerli estenderebbe indebitamente la confisca. La Corte ha annullato la decisione, rinviando il caso per la restituzione dei "frutti".
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Frode IVA: Inammissibile il Ricorso del Rappresentante Legale Indagato
La Cassazione ha esaminato un caso di presunta Frode IVA nel settore dei carburanti, coinvolgendo un'associazione a delinquere e società "cartiere". Il Tribunale del riesame aveva revocato le misure cautelari personali e annullato il sequestro preventivo per due indagati, ma la Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso di uno per carenza di interesse. Ha poi rigettato il ricorso del secondo indagato, confermando la sussistenza del "fumus commissi delicti" e del rischio di reiterazione. Infine, ha rigettato il ricorso della società di logistica, ribadendo l'inammissibilità dell'impugnazione presentata dal suo legale rappresentante, anch'esso indagato, a causa di un conflitto di interessi.
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Sequestro Preventivo Transfrontaliero: Limiti del Giudice Nazionale
Un Tribunale estero ha emesso un provvedimento di congelamento di conti correnti per reati di falso e riciclaggio. Un Giudice italiano ha poi disposto un sequestro preventivo basandosi su tale ordine. I soggetti coinvolti hanno impugnato il provvedimento, lamentando violazioni dei diritti di difesa e del principio di proporzionalità. La Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Ha ribadito che il giudice italiano, nel riconoscere un sequestro preventivo transfrontaliero secondo il Regolamento UE 2018/1805, non può valutare il merito del provvedimento estero, ma solo i requisiti formali e le palesi violazioni dei diritti fondamentali.
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Sequestro preventivo: ricorso inammissibile, condanna alle spese
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un soggetto contro un sequestro preventivo disposto per presunti reati di truffa aggravata e indebita percezione di erogazioni pubbliche. Il ricorrente contestava la valutazione delle prove da parte del Tribunale, sostenendo una mancata considerazione di dichiarazioni testimoniali a suo favore. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha stabilito che la difesa proponeva una ricostruzione alternativa dei fatti, non consentita in sede di legittimità. Il Tribunale aveva adeguatamente motivato la sussistenza del "fumus commissi delicti" (indizi di reato). Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione.
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Sequestro preventivo: lecito il blocco del denaro successivo
Una società in liquidazione subisce un sequestro preventivo sui conti correnti bancari per oltre centomila euro nell'ambito di un'indagine per truffa aggravata sui contributi pubblici legati al risparmio energetico. L'ente impugna il provvedimento chiedendo lo sblocco del denaro, sostenendo che le somme siano affluite sul conto in data successiva al presunto reato e derivino da attività lecite. La società invoca inoltre l'effetto favorevole di una precedente ordinanza ottenuta da altri coindagati. La Corte di Cassazione respinge integralmente il ricorso: il denaro è un bene fungibile e si confonde nel patrimonio dell'indagato, rendendo legittimo il blocco delle somme liquide presenti sul conto a prescindere dalla loro origine o dal momento del deposito.
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Omesso versamento IVA e sequestro: no a sblocco senza saldo totale
Un contribuente indagato per omesso versamento IVA ha chiesto lo sblocco delle somme depositate nel Fondo Unico Giustizia per versarle direttamente al Fisco. Il suo obiettivo era estinguere il reato tributario prima del processo tramite il pagamento integrale del debito. I giudici di merito hanno rigettato l'istanza evidenziando la presenza di una semplice rateizzazione. La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto dichiarando il ricorso inammissibile. La Suprema Corte ha chiarito che il dissequestro è astrattamente possibile per saldare il debito, ma l'indagato deve dimostrare con precisione che la somma sequestrata copra l'intero debito fiscale comprensivo di sanzioni e interessi. Il semplice accordo di rateizzazione con l'Agenzia delle Entrate non estingue il reato penale.
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Confisca per equivalente e prescrizione: il reato si estingue, il profitto no
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di una persona indagata per truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, a cui era stato applicato un sequestro preventivo per equivalente di circa 90.000 Euro. L'indagato ha contestato il sequestro, invocando la **prescrizione del reato** per una parte della somma. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito che la **confisca per equivalente** può essere disposta anche se il reato è prescritto, purché vi sia un accertamento sostanziale della responsabilità, confermando la legittimità del sequestro.
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Sequestro preventivo: la società ‘pulita’ usata dalla mafia
La Corte di Cassazione ha confermato il sequestro preventivo di beni aziendali e del patrimonio di una società di forniture mediche. Le indagini avevano rivelato che la società era strumentale alle infiltrazioni di una cosca mafiosa nel settore sanitario pubblico, attraverso corruzione e appalti illeciti. Nonostante la società fosse formalmente intestata a una persona non indagata, l'effettivo controllo (dominus) era esercitato da un altro soggetto, coinvolto nell'associazione mafiosa. La Corte ha ribadito che il sequestro preventivo è legittimo per impedire la continuazione dei reati, anche se il bene è di proprietà di un terzo in buona fede, poiché la sua disponibilità rappresenterebbe un "periculum in mora". Il ricorso della proprietaria formale è stato dichiarato inammissibile.
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Sequestro preventivo denaro: barberia e droga, ricorso inammissibile
Un Lavoratore, titolare di una barberia, ha subito un sequestro preventivo denaro di somme trovate nel suo locale. Il Tribunale del riesame ha confermato il sequestro di 1.350 euro e 1.235 euro, ritenute provento di detenzione illecita di cocaina (800 grammi). Il Lavoratore ha presentato ricorso in Cassazione, contestando la motivazione del sequestro. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che le contestazioni riguardassero il merito dei fatti, non violazioni di legge. La motivazione del Tribunale era logica e coerente, giustificando il sequestro preventivo denaro.
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Sequestro Preventivo per Sproporzione Patrimoniale: Ricorso Inammissibile
Un Lavoratore ha subito il sequestro preventivo di 75.430 euro, ritenuti provento del reato di ricettazione. Il Tribunale del Riesame ha confermato il sequestro, basandosi sulla sproporzione patrimoniale tra i beni e i redditi dichiarati dal Lavoratore. Quest'ultimo ha presentato ricorso in Cassazione, contestando la valutazione della sproporzione e la motivazione del Tribunale. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha stabilito che la motivazione del Tribunale era logica e coerente, avendo considerato tutti gli elementi. La decisione conferma la validità del sequestro preventivo per sproporzione patrimoniale.
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Riesame del sequestro preventivo: stop ai creditori
Il Giudice per le Indagini Preliminari ha disposto il sequestro preventivo di quasi tre milioni di euro depositati sul conto corrente di una società. Un professionista indagato e i componenti del suo studio associato hanno impugnato la misura. I ricorrenti pretendevano la restituzione della somma bloccata ritenendosi creditori della società tramite un pignoramento civile. Il Tribunale del Riesame ha dichiarato inammissibile l'istanza per difetto di legittimazione. La Corte di Cassazione ha confermato integralmente la decisione. La Suprema Corte ha chiarito che il creditore non vanta un diritto reale diretto sul bene vincolato. Di conseguenza, il semplice titolare di un credito non può richiedere il riesame del sequestro preventivo né proporre ricorso per ottenere la restituzione delle somme depositate sul conto altrui.
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Sequestro preventivo: il periculum in mora non è un optional
Un Rappresentante di un'Azienda ha subito un sequestro preventivo di quasi 1,5 milioni di euro. Le indagini lo accusavano di reati tributari. Il sequestro mirava alla confisca dei beni. Il Rappresentante ha chiesto di sbloccare i fondi, ma il Tribunale ha respinto la sua richiesta. La Cassazione ha esaminato il caso. Ha stabilito che un sequestro preventivo finalizzato alla confisca deve sempre spiegare non solo perché si pensa sia stato commesso un reato (fumus commissi delicti), ma anche perché c'è un periculum in mora, cioè il rischio che il bene possa sparire prima della decisione finale. Senza questa motivazione, l'ordinanza è incompleta. La Cassazione ha quindi annullato la decisione del Tribunale e ha ordinato un nuovo esame, limitatamente alla questione del periculum in mora.
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Revoca Sequestro: La Restituzione del Bene Sequestrato in Contesa
Un'indagata aveva subito un sequestro preventivo su un'area demaniale e un cottage per abusiva occupazione. Il Pubblico Ministero aveva revocato il sequestro, disponendo la restituzione del bene al Demanio dello Stato. L'indagata ha impugnato questa decisione, e il Tribunale ha annullato la revoca. Il Procuratore ha quindi presentato ricorso in Cassazione. La Corte ha stabilito che, in presenza di una seria controversia sulla proprietà del bene, il Pubblico Ministero non può autonomamente decidere la **restituzione del bene sequestrato** a un soggetto diverso da quello a cui è stato tolto (l'indagata). In questi casi, il bene deve rimanere sotto sequestro, e la questione della proprietà deve essere rimessa al giudice civile. La Cassazione ha rigettato il ricorso del Procuratore, confermando che la restituzione al Demanio non era legittima.
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Sequestro Preventivo: La Disponibilità Batte la Proprietà Formale
Tre donne hanno impugnato il sequestro preventivo di immobili, sostenendo che le proprietà appartenevano al nonno di un indagato per associazione mafiosa e non erano a lui riconducibili. Il Tribunale del riesame aveva respinto la loro richiesta. La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Ha ribadito che per il sequestro preventivo conta la "disponibilità" effettiva del bene da parte dell'indagato, intesa come potere di fatto, non la mera proprietà formale. Le ricorrenti non hanno dimostrato la loro effettiva titolarità o l'assenza di un collegamento con l'indagato.
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Sequestro Cava Abusiva: Inquinamento Ambientale e Nuove Regole
Un individuo ha subito il sequestro preventivo di un terreno e dei suoi attrezzi, accusato di abusiva coltivazione di cava e di inquinamento ambientale. Il Tribunale del Riesame aveva confermato il sequestro. La Cassazione ha parzialmente accolto il ricorso. Ha annullato la decisione sulla contravvenzione urbanistica, richiedendo una nuova valutazione perché la motivazione era insufficiente. Ha invece confermato il sequestro per l'inquinamento ambientale, ribadendo che anche un "deterioramento" significativo del suolo, come lo scorticamento di un'ampia area, rientra nel delitto. Ha anche confermato il sequestro degli attrezzi, ritenendo valido il rischio di reiterazione del reato.
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Soci vs Società: la Legittimazione del socio nel sequestro preventivo
Il Tribunale del Riesame aveva confermato il sequestro preventivo di una società e dei suoi beni aziendali, disposto per reati tributari. I soci della società hanno presentato ricorso in Cassazione. La Corte ha però dichiarato i ricorsi inammissibili. Ha stabilito che i singoli soci non hanno la legittimazione del socio nel sequestro preventivo dei beni di proprietà della società. Solo il legale rappresentante della società può agire in questi casi. I soci non vantano un interesse diretto alla restituzione dei beni aziendali.
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Sequestro preventivo beni: immobile frutto di reato resta bloccato
Un immobile, ritenuto profitto di reati di bancarotta fraudolenta e tributari commessi da un Indagato, è stato sottoposto a sequestro preventivo. La Terza Interessata, nuova compagna dell'Indagato e intestataria formale del bene, ha contestato il provvedimento. Ha sostenuto che una transazione con il fallimento e un mutuo ipotecario eliminassero il rischio di sottrazione del bene. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito che il sequestro preventivo beni era legittimo. I vincoli esistenti sull'immobile non ne garantivano l'assoluta indisponibilità, mantenendo il rischio di atti dispositivi.
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