Un giovane studente, che occupava un appartamento in virtù di un contratto di comodato per motivi di studio, si è visto sottoporre a sequestro preventivo immobile dopo la revoca del consenso da parte della proprietaria. La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza, rilevando un grave difetto di motivazione da parte del Tribunale del Riesame. Quest'ultimo non aveva adeguatamente considerato l'esistenza del rapporto civilistico (il comodato), limitandosi a una valutazione astratta del reato basata sulla permanenza contro la volontà della proprietaria, senza analizzare in modo concreto tutti gli elementi probatori e le tesi difensive.
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