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Sequestro Giudiziario

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36 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Sequestro giudiziario eredità: guida al caso pratico
In un caso di eredità contesa tra due beneficiari designati da testamenti incompatibili, il Tribunale di Trieste ha confermato un sequestro giudiziario eredità. La decisione si fonda sulla necessità di proteggere i beni, prevalentemente finanziari e facilmente disperdibili, in attesa di un giudizio di merito sulla validità dell'ultimo testamento. Il Tribunale ha chiarito che il legatario di una somma di denaro non è parte necessaria nel procedimento cautelare, a differenza di quanto avverrà nel successivo giudizio di merito.
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Sequestro giudiziario: rigetto per vendita del bene
Il Tribunale di Milano ha rigettato un ricorso per sequestro giudiziario di un immobile. Il richiedente, presunto erede legittimo, contestava un testamento. Tuttavia, l'erede testamentario aveva già venduto il bene. La corte ha negato il sequestro perché il venditore non era più proprietario e mancava la prova del rischio di un'ulteriore vendita da parte del nuovo acquirente.
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Sequestro giudiziario: quando il giudice lo nega
Il Tribunale di Venezia ha respinto la richiesta di sequestro giudiziario e conservativo avanzata da alcuni eredi su un'azienda agricola. La decisione si fonda sulla mancata dimostrazione dei presupposti fondamentali: il 'fumus boni iuris', ovvero la verosimiglianza del diritto vantato, e il 'periculum in mora', cioè il rischio concreto di un danno irreparabile nelle more del giudizio di merito. La controversia riguardava la proprietà e il possesso dei beni facenti parte di un asse ereditario.
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Reddito immobile pignorato: chi paga le tasse?
La Corte di Cassazione chiarisce che il reddito derivante dalla locazione di un immobile pignorato concorre a formare il reddito imponibile del proprietario-debitore esecutato, anche se i canoni sono percepiti dal custode giudiziario. L'obbligo fiscale sorge in capo al proprietario, poiché i canoni, pur non incassati direttamente, incrementano l'attivo destinato a soddisfare i suoi debiti. La Corte distingue nettamente questa fattispecie dal sequestro giudiziario.
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Responsabilità avvocato: la scelta strategica errata
La Corte di Cassazione ha affermato la responsabilità dell'avvocato che, per tutelare la quota di legittima di un erede, ha intrapreso un'azione cautelare basandosi su un orientamento giurisprudenziale obsoleto, invece di utilizzare il rimedio corretto e consolidato dell'azione di riduzione. La Corte ha stabilito che ignorare il 'diritto vivente' costituisce colpa professionale, ribaltando la decisione della Corte d'Appello che aveva assolto il legale.
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Plusvalenza da cessione quote: quando si tassa?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito che la plusvalenza da cessione quote si considera realizzata fiscalmente nel momento in cui avviene l'accordo di compensazione, anche se il pagamento avviene tramite l'acquisizione di altre quote societarie. La Corte ha chiarito che l'efficacia del contratto tra le parti è immediata e non è influenzata da successive vicende come il fallimento di una delle parti o il valore nominale a cui le quote ricevute in compensazione vengono poi rivendute. Pertanto, il momento impositivo è l'anno della stipula del contratto di compensazione, non l'anno in cui si risolvono eventuali procedure concorsuali.
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Risarcimento danno immobile: la Cassazione decide
In un caso di ritardata consegna di un immobile, la Corte di Cassazione ha annullato una sentenza d'appello per motivazione contraddittoria. La Corte aveva limitato verbalmente il periodo di risarcimento danno immobile, ma poi liquidato una somma basata su un arco temporale molto più lungo. La Cassazione ha rinviato il caso, stabilendo che il nuovo giudice dovrà determinare con coerenza l'intero periodo di illegittima occupazione e calcolare il danno, comprensivo di rivalutazione monetaria.
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Errore revocatorio: quando non è ammesso l’appello
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso basato su un presunto errore revocatorio in una causa di gestione di un'azienda ereditaria. La Corte ha stabilito che l'errore revocatorio non può riguardare un punto controverso già discusso e deciso nel merito, ma solo una svista su un fatto pacifico e non dibattuto. La decisione sottolinea la distinzione tra un errore di percezione e una diversa valutazione giuridica dei fatti.
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Responsabilità solidale: custode e fiduciario condannati
Il proprietario effettivo di quote societarie, intestate fiduciariamente a un terzo, ha agito per il risarcimento del danno dopo che le sue quote, sottoposte a sequestro giudiziario, sono state azzerate tramite un'operazione sul capitale. La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità solidale dell'amministratore fiduciario e del custode giudiziario, escludendo quella di altri professionisti coinvolti, come il notaio. L'ordinanza chiarisce i limiti e i doveri delle diverse figure in complesse manovre societarie.
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Azione revocatoria: nessun subentro nei contratti
La Corte di Cassazione chiarisce che l'azione revocatoria non ha un effetto traslativo della proprietà, ma serve a reintegrare la garanzia patrimoniale per i creditori. Di conseguenza, il fallimento non subentra automaticamente nei contratti, come una locazione, stipulati dal soggetto il cui acquisto è stato revocato. Una società finanziaria si è vista negare il pagamento di canoni di locazione in prededuzione dal fallimento, poiché il contratto era stato firmato con l'acquirente di un'azienda, il cui acquisto è stato poi reso inefficace tramite azione revocatoria.
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Sequestro giudiziario: quando non è concesso?
La Corte d'Appello di Roma ha respinto la richiesta di sequestro giudiziario di un immobile. I proprietari lo avevano chiesto per eseguire lavori di ripristino ordinati dal Comune. La Corte ha ritenuto insussistenti sia il 'fumus boni iuris' che il 'periculum in mora', poiché la controparte aveva già documentato l'avvenuta sistemazione dell'area, facendo venir meno l'urgenza.
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Sequestro giudiziario quote: rigetto e fumus boni iuris
Un trustee ha richiesto il sequestro giudiziario di quote societarie, sostenendo un diritto di proprietà derivante da un trust e contestando l'acquisto delle quote da parte di un terzo in un'asta giudiziaria. Il Tribunale di Venezia ha rigettato il ricorso per mancanza di 'fumus boni iuris', chiarendo che l'iscrizione nel Registro delle Imprese ha una funzione meramente pubblicitaria e non costitutiva della proprietà, e che la parte ricorrente non ha fornito una prova adeguata del proprio titolo d'acquisto.
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Revoca sequestro giudiziario: l’accordo tra le parti
Con l'ordinanza N.R.G. 4812/2024 del 01/07/2025, il Tribunale di Ancona, Sezione Specializzata in Materia di Impresa, ha disposto la revoca del sequestro giudiziario su una quota del 40% del capitale di una società. La decisione scaturisce da un accordo transattivo raggiunto tra le parti e dalla conseguente richiesta congiunta di revoca della misura cautelare, ritenendo superflua la fissazione di un'udienza.
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Revoca sequestro giudiziario: l’accordo tra le parti
Il Tribunale di Verona ha decretato la revoca di un sequestro giudiziario su un bene immobile, a seguito di un accordo conciliativo raggiunto tra le parti. La lite di merito è stata dichiarata estinta per rinuncia agli atti, facendo venir meno le ragioni cautelari che giustificavano il sequestro. Di conseguenza, il bene è stato liberato e restituito alla disponibilità dei soggetti secondo i patti, con la cessazione dell'incarico del custode.
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Sequestro giudiziario: come tutelarsi da cambiali
Un'impresa ha ottenuto dal Tribunale il sequestro giudiziario di venticinque cambiali emesse in favore di un creditore. I titoli erano stati consegnati nell'ambito di una proposta di accordo transattivo, poi non perfezionatosi. Poiché il creditore aveva già tentato di incassare la prima cambiale, il giudice ha concesso la misura cautelare per evitare il rischio di protesti, ravvisando sia la probabile fondatezza del diritto alla restituzione (fumus boni iuris), sia il pericolo di un danno imminente (periculum in mora).
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Prelazione statutaria: sequestro quote per violazione
Un socio di maggioranza ha ottenuto il sequestro giudiziario di una quota societaria venduta da un altro socio a un terzo, in presunta violazione del diritto di prelazione statutaria. Il Tribunale ha concesso la misura cautelare, ritenendo che la comunicazione di vendita (denuntiatio) fosse incompleta e che il venditore non avesse agito in buona fede. La decisione sottolinea l'efficacia reale della prelazione statutaria, che la rende opponibile anche all'acquirente terzo, giustificando il sequestro per tutelare i diritti del socio pretermesso in attesa della decisione di merito.
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