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Sequestro Conservativo

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206 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Sequestro conservativo: quando si può ottenere?
Il Tribunale ha concesso un sequestro conservativo a favore di una società creditrice. La decisione si basa sulla prova del credito (fumus boni iuris) tramite fatture, e sul rischio di insolvenza del debitore (periculum in mora), desunto da un bilancio negativo e dalle dimissioni dell'amministratore.
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Conversione sequestro conservativo: il termine decisivo
Un istituto di credito ha perso il diritto di convertire un sequestro conservativo in pignoramento perché ha agito tardi. La Cassazione ha stabilito che il termine per la conversione del sequestro conservativo decorre dalla lettura del dispositivo della sentenza di Cassazione, non dal successivo deposito delle motivazioni. La tardività ha causato l'estinzione della procedura esecutiva.
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Prova presuntiva e azione revocatoria: il caso esaminato
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di merito che aveva dichiarato inefficace una compravendita immobiliare tramite azione revocatoria. La decisione è stata cassata perché basata su una prova presuntiva non valida: la precedente trascrizione di un sequestro conservativo, poi revocato e cancellato. La Suprema Corte ha chiarito che un singolo elemento indiziario, privo dei requisiti di gravità, precisione e concordanza, non è sufficiente a dimostrare la 'scientia fraudis' del terzo acquirente.
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Sequestro conservativo penale: quando perde efficacia
La Cassazione chiarisce che il sequestro conservativo penale, disposto in un processo concluso con condanna generica, perde efficacia se la causa civile per la liquidazione del danno non viene iniziata entro i termini previsti dal codice di procedura civile (art. 669-octies e novies). Il ritardo nell'azione civile, nel caso di specie quasi cinque anni, smentisce il requisito del periculum in mora, rendendo la misura cautelare inefficace.
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Sequestro Conservativo Proporzionalità: Guida Pratica
La Cassazione chiarisce che, dopo una condanna definitiva, la valutazione sulla proporzionalità del sequestro conservativo, già convertito in pignoramento, non può essere richiesta con ricorso, ma tramite istanza di riduzione del pignoramento in sede civile. Il caso riguardava un sequestro mantenuto nonostante il pagamento delle provvisionali da parte dell'assicurazione.
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Sentenza penale esecutiva: quando inizia il termine?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3875/2024, ha stabilito un principio fondamentale sul momento in cui una sentenza penale esecutiva produce i suoi effetti. Un istituto di credito, dopo aver ottenuto un sequestro conservativo, ha atteso il deposito delle motivazioni della Cassazione per avviare la conversione in pignoramento, ma i giudici hanno dichiarato l'estinzione del processo per tardività. La Corte ha chiarito che il termine per gli adempimenti decorre dalla lettura in udienza del dispositivo della sentenza della Cassazione, che ne determina l'irrevocabilità, e non dal successivo deposito delle motivazioni. La tardività ha quindi comportato il rigetto del ricorso del creditore.
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Riqualificazione del ricorso: Cassazione chiarisce
Un soggetto condannato in via definitiva, che aveva subito un sequestro conservativo sui propri beni a garanzia del risarcimento del danno, ha proposto ricorso in Cassazione contro l'ordinanza del Giudice dell'Esecuzione che ne respingeva la revoca. La Suprema Corte, tuttavia, ha stabilito che il rimedio corretto non era il ricorso per cassazione, bensì l'opposizione davanti allo stesso Giudice dell'Esecuzione. Invece di dichiarare l'inammissibilità, la Corte ha applicato il principio di conservazione degli atti giuridici, disponendo la riqualificazione del ricorso in opposizione e la trasmissione degli atti al giudice competente.
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Sottrazione beni pignorati: la vendita è reato?
La Corte di Cassazione ha annullato, ai soli fini civili, una sentenza di assoluzione per il reato di sottrazione beni pignorati. Il caso riguardava la vendita di un immobile gravato da sequestro conservativo. La Corte ha stabilito che la prova della conoscenza del vincolo da parte dell'imputata era palese, avendo ella stessa impugnato il provvedimento di sequestro. Tale condotta, unita alla vendita, rende più difficoltosa la realizzazione del credito e giustifica il rinvio al giudice civile per la valutazione del danno.
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Cessione di azioni: competenza e patto leonino
Un'ordinanza del Tribunale di Trieste analizza un caso di cessione di azioni, confermando un sequestro conservativo. La decisione si sofferma su questioni cruciali come la competenza territoriale, definendo 'liquido' un prezzo determinabile tramite il tasso Euribor, e la non applicabilità del divieto di patto leonino a un'operazione di finanziamento societario. Il Tribunale ha rigettato le eccezioni del debitore, confermando la misura cautelare a fronte di un concreto rischio di insolvenza.
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Ricorso inammissibile: la Cassazione sui limiti
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile in un caso di spaccio di stupefacenti. La sentenza analizza tre motivi di ricorso: la distinzione tra reato tentato e consumato in presenza della polizia, la restituzione dei beni sotto sequestro conservativo e l'applicazione delle pene sostitutive. La Corte ha ritenuto le doglianze dell'imputato generiche e legalmente infondate, confermando la condanna.
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Sequestro conservativo: motivazione apparente annullata
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro conservativo in un caso di presunta bancarotta fraudolenta. La decisione è stata motivata dalla totale carenza di motivazione del provvedimento impugnato, che non ha spiegato in modo concreto e specifico le ragioni a sostegno dei due presupposti fondamentali della misura: il 'fumus boni iuris' (la parvenza del buon diritto) e il 'periculum in mora' (il pericolo nel ritardo). La Corte ha sottolineato che non è sufficiente un generico rinvio agli atti di indagine per giustificare una misura così incisiva sul patrimonio dell'indagato, ma è necessaria una valutazione effettiva e puntuale degli elementi a carico e del rischio di dispersione delle garanzie patrimoniali. Il caso è stato rinviato al Tribunale per un nuovo esame.
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Sequestro conservativo: chi è il giudice competente?
La Corte di Cassazione chiarisce un punto cruciale sulla competenza del Giudice per le Indagini Preliminari (G.I.P.) in materia di sequestro conservativo. La sentenza stabilisce che il G.I.P. rimane competente a decidere sulla misura cautelare reale fino al momento della materiale trasmissione del fascicolo processuale al giudice del dibattimento, anche se il decreto che dispone il giudizio è già stato emesso. Il ricorso dell'imputato, che lamentava l'incompetenza del G.I.P., è stato respinto.
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Sequestro conservativo: revoca solo con cauzione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro il diniego di revoca di un sequestro conservativo. La Corte ha chiarito che, una volta definitivo, il provvedimento può essere revocato solo con un'idonea cauzione e non per il venir meno dei presupposti iniziali, come l'esclusione del responsabile civile dal processo. La mancata impugnazione al Tribunale del Riesame rende il sequestro non più contestabile nel merito.
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Ricorso inammissibile: requisiti di forma e contenuto
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile a causa della mancata esposizione chiara dei fatti di causa e del contenuto degli atti processuali essenziali, violando il principio di autosufficienza. Il caso di specie riguardava un'opposizione a un'ordinanza di assegnazione di crediti, contestata per l'indeterminatezza dell'importo dovuto dal terzo pignorato. La decisione sottolinea l'importanza cruciale del rispetto dei requisiti formali per l'ammissibilità dell'impugnazione.
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Nomina implicita custode: la Cassazione fa chiarezza
Una società fallita si opponeva al pagamento di un compenso a un istituto di vendite giudiziarie, sostenendo che quest'ultimo non fosse mai stato formalmente nominato custode dei beni pignorati. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la 'nomina implicita custode' non è ammissibile. La nomina o la sostituzione del custode richiedono un'ordinanza esplicita e non possono essere desunte da comportamenti concludenti o da richieste istruttorie del giudice, ribadendo la necessità di formalismo a garanzia della certezza del diritto.
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Sequestro conservativo: tutela urgente per il patrimonio
Il Tribunale di Venezia ha concesso un sequestro conservativo sul patrimonio di un figlio che aveva sottratto ingenti somme dal conto della madre, beneficiaria di amministrazione di sostegno. La misura cautelare è stata ritenuta necessaria per garantire il recupero dei fondi, data l'evidenza dei prelievi non autorizzati (fumus boni iuris) e il rischio concreto di dispersione del denaro (periculum in mora), che avrebbe compromesso la capacità della donna di far fronte alle proprie necessità quotidiane.
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Responsabilità del terzo pignorato: quando sorge?
Una società creditrice ha citato in giudizio un Ministero, in qualità di terzo pignorato, per ottenere il risarcimento dei danni derivanti da una sua dichiarazione ritenuta inesatta durante una procedura esecutiva. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, sottolineando che la responsabilità del terzo pignorato non è automatica. Il creditore ha l'onere di contestare la dichiarazione nelle sedi opportune, in particolare attraverso il giudizio di accertamento dell'obbligo del terzo. Il ritardo o l'omissione di tale azione da parte del creditore esclude la possibilità di richiedere un risarcimento danni in un giudizio separato.
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Sequestro conservativo amministratore: guida al caso
Un'ordinanza del Tribunale di Venezia conferma un sequestro conservativo amministratore fino a 220.000 euro per condotte distrattive. L'ex amministratore aveva sottratto fondi societari per oltre 185.000 euro tramite bonifici e prelievi, violando i limiti di spesa statutari. Il provvedimento si fonda sulla chiara prova della condotta illecita (fumus boni iuris) e sul concreto rischio di dispersione del patrimonio del responsabile (periculum in mora).
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Periculum in mora sequestro: la motivazione è d’obbligo
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo contro una società, stabilendo un principio cruciale sul periculum in mora. La Corte ha chiarito che la semplice difficoltà finanziaria o l'incapienza patrimoniale di un'azienda non sono sufficienti a giustificare un sequestro. È necessaria una motivazione specifica e concreta sul reale pericolo che i beni vengano dispersi prima della sentenza definitiva, distinguendo nettamente i presupposti del sequestro preventivo da quelli del sequestro conservativo.
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Sequestro conservativo: requisiti per la Cassazione
Un uomo accusato di omicidio impugna un provvedimento di sequestro conservativo sui suoi beni. La Corte di Cassazione conferma il sequestro, chiarendo che per la sua applicazione è sufficiente dimostrare l'attuale insufficienza del patrimonio dell'imputato a coprire le future obbligazioni pecuniarie (spese legali e risarcimento), senza che sia necessario provare un concreto e attivo rischio di dispersione dei beni.
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