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Sanzione Amministrativa Accessoria — Anno 2022

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247 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Sanzione Amministrativa Accessoria

Provvedimenti

Sospensione della patente di guida: niente sconti per più reati
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Procuratore Generale contro la sentenza di patteggiamento del Tribunale di Trieste. Il giudice di merito aveva applicato la disciplina della continuazione anche alla sanzione amministrativa della sospensione della patente di guida, riducendone la durata a un anno e otto mesi per i reati di fuga e omissione di soccorso. La Suprema Corte ha chiarito che, in caso di pluralità di violazioni del Codice della Strada, i periodi di sospensione previsti per ciascun illecito devono essere sommati materialmente. Non si applicano le regole penali di favore come il cumulo giuridico. La sentenza è stata annullata limitatamente alla durata della sospensione, con rinvio al Tribunale per il ricalcolo.
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Guida in stato di ebbrezza in bicicletta: condanna senza patente
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di guida in stato di ebbrezza in bicicletta nei confronti di un uomo sorpreso a pedalare con un tasso alcolemico di 2,77 g/l, dopo aver urtato un pedone. Il Ciclista sosteneva che il reato non potesse applicarsi a chi conduce una bicicletta, poiché per tale mezzo non è richiesta la patente e non si può applicare la sanzione accessoria della sospensione del titolo di guida. I giudici hanno respinto la tesi, chiarendo che la norma tutela la sicurezza stradale e si applica a qualsiasi mezzo idoneo a interferire con la circolazione. È stata inoltre negata la particolare tenuità del fatto a causa dell'elevato livello di alcol nel sangue e del pericolo concreto creato. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile.
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Pena sospesa ma sospensione della patente di guida inevitabile
Un'automobilista ha travolto un pedone sulle strisce pedonali, causandogli lesioni personali gravi. In primo grado, il Tribunale ha applicato la pena concordata tramite patteggiamento con sospensione condizionale. Tuttavia, il giudice ha omesso di disporre la sanzione amministrativa della sospensione della patente di guida. Il Procuratore Generale ha fatto ricorso in Cassazione, contestando tale omissione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che, anche in caso di patteggiamento con pena sospesa per lesioni stradali, il giudice deve obbligatoriamente applicare la sospensione della patente di guida fino a due anni. La sentenza è stata annullata limitatamente a questo punto, rinviando la decisione al Tribunale per quantificare la durata della sanzione.
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Patto sulla pena e revoca della patente: l’accordo non la evita
Il Conducente, colto alla guida in stato di ebbrezza con tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l, provoca un incidente stradale. Tramite patteggiamento, concorda una pena detentiva e pecuniaria. Il Tribunale dispone anche la revoca della patente. Il Conducente fa ricorso in Cassazione, sostenendo che il bilanciamento delle circostanze attenuanti avrebbe dovuto evitare la sanzione accessoria. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile. I giudici chiariscono che la revoca della patente è un atto dovuto e automatico in caso di incidente provocato sotto l'effetto di alcol oltre la soglia di legge. Il patteggiamento non può escludere le sanzioni amministrative obbligatorie, né il giudice ha potere discrezionale al riguardo. Il Conducente perde il ricorso e deve pagare le spese processuali.
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Sospensione patente di guida: annullata la sanzione senza motivi
L'Imputata ha concordato una pena per i reati di omicidio stradale e omissione di soccorso. Il giudice di merito ha disposto anche la sospensione della patente di guida per tre anni, senza fornire alcuna motivazione. L'Imputata ha proposto ricorso lamentando la mancanza di giustificazione per una sanzione superiore al minimo di legge (un anno e sei mesi). La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che il giudice deve motivare la durata della sospensione se questa si allontana dal minimo edittale. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato la sentenza limitatamente alla durata della sanzione accessoria, rinviando il caso al Tribunale per una nuova determinazione motivata.
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Sospensione della patente al massimo: la Cassazione esige motivazione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza. Il giudice di merito, nel ratificare il patteggiamento, aveva applicato la sospensione della patente per la durata massima di un anno senza fornire alcuna motivazione, nonostante la pena principale fosse vicina al minimo. Inoltre, il tribunale non aveva sospeso l'efficacia della sanzione in attesa dello svolgimento del lavoro di pubblica utilità, violando le regole del Codice della Strada. La Cassazione ha annullato la sentenza sul punto, stabilendo che la sospensione della patente richiede una specifica motivazione se si discosta dal minimo e che la sua esecuzione va sospesa durante lo svolgimento del lavoro socialmente utile.
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Guida in stato di ebbrezza: no alla confisca dell’auto altrui
Un conducente, sorpreso alla guida con un tasso alcolemico elevato, viene accusato di guida in stato di ebbrezza. Il veicolo appartiene a una terza persona estranea ai fatti. In primo grado viene disposta la revoca della patente ma non la confisca dell'auto. La Corte d'appello dichiara il reato estinto per prescrizione, ma ordina la trasmissione degli atti al Prefetto per l'applicazione della confisca del veicolo e della sospensione della patente. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso del conducente e annulla senza rinvio la decisione sulle sanzioni accessorie. I giudici chiariscono che la prescrizione del reato preclude al giudice penale l'applicazione delle sanzioni amministrative, la cui competenza spetta esclusivamente al Prefetto. Inoltre, la confisca è illegittima se il veicolo appartiene a un soggetto estraneo al reato.
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