La Corte di Cassazione ha confermato la comproprietà di un'area comune, un'aia, contesa tra vicini. Alcuni comproprietari avevano bloccato l'accesso all'area installando un cancello. La Corte d'Appello aveva riconosciuto la comproprietà basandosi sui vecchi atti d'acquisto del 1929 e del 1954. I ricorrenti hanno impugnato la decisione contestando presunte alterazioni a penna sull'atto pubblico e il mancato esame dei dati catastali. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, stabilendo che l'accertamento della proprietà deve fondarsi esclusivamente sui titoli di proprietà e non sulle risultanze del catasto. Inoltre, per contestare la veridicità di un atto notarile, è necessario proporre una querela di falso, non potendo sollevare la questione direttamente in Cassazione.
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