LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Ristretta Base Partecipativa

Pagina 4 di 4

74 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Presunzione distribuzione utili: la prova contraria
Un socio di una S.r.l. a base ristretta è stato oggetto di un accertamento fiscale per redditi non dichiarati, basato sulla presunzione di distribuzione degli utili extracontabili della società. La Corte di Cassazione ha chiarito che per superare tale presunzione distribuzione utili, il socio non può limitarsi a dimostrare di non aver ricevuto le somme sui propri conti correnti. È necessario, invece, provare che tali utili sono stati accantonati o reinvestiti dalla società stessa. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, annullando la decisione di merito che aveva erroneamente ritenuto sufficienti le prove fornite dal contribuente.
Continua »
Reddito di partecipazione: prova contraria del socio
Un socio di una Srl a ristretta base sociale ha ricevuto un avviso di accertamento per un presunto reddito di partecipazione non dichiarato. L'accertamento sulla società era divenuto definitivo per mancata impugnazione. La Corte di Cassazione ha stabilito che il socio ha sempre il diritto di fornire la prova contraria, dimostrando che i maggiori redditi accertati alla società non sono stati distribuiti ma, ad esempio, reinvestiti. In questo caso, il ricorso dell'Agenzia delle Entrate è stato respinto.
Continua »
Reddito di partecipazione: la prova del socio vince
La Corte di Cassazione ha stabilito che un socio di Srl a ristretta base sociale può contestare l'accertamento sul proprio reddito di partecipazione, anche se l'avviso fiscale notificato alla società è divenuto definitivo. Il socio ha il diritto di fornire la prova contraria, dimostrando che i maggiori utili accertati in capo alla società non gli sono stati effettivamente distribuiti, ma, ad esempio, sono stati reinvestiti. In questo caso, la Corte ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, confermando che la presunzione di distribuzione degli utili può essere superata.
Continua »
Socio occulto: delega bancaria e onere della prova
In un caso di accertamento fiscale, l'Agenzia delle Entrate aveva qualificato un contribuente come socio occulto di due società basandosi sulla sua delega a operare sui conti correnti. La Corte di Cassazione ha stabilito che la sola delega bancaria è insufficiente a provare la qualifica di socio occulto, mancando altri elementi. Tuttavia, ha chiarito che per la società di cui il contribuente era socio ufficiale, il giudice di merito non avrebbe dovuto annullare l'intero accertamento, ma ricalcolare l'imposta dovuta sulla base della presunzione di distribuzione degli utili extracontabili tipica delle società a ristretta base sociale.
Continua »
Presunzione distribuzione utili: il socio può contestarla
La Corte di Cassazione ha stabilito che il socio di una società a ristretta base partecipativa può contestare nel proprio giudizio le fondamenta dell'accertamento fiscale mosso alla società. L'Amministrazione finanziaria aveva notificato un avviso di accertamento a un socio per maggior reddito da partecipazione, basandosi sulla presunzione di distribuzione degli utili extra-contabili della società. La Corte ha chiarito che il giudice del socio deve esaminare le critiche relative alla reale esistenza del maggior reddito societario, poiché se la società non ha percepito utili, non può averli distribuiti. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio.
Continua »
Accertamento socio e condono società: la decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una contribuente, confermando la validità di un accertamento socio per redditi da partecipazione. La pretesa fiscale derivava da maggiori utili accertati a carico di una società a ristretta base partecipativa, la quale aveva poi definito la propria posizione con un condono. La Corte ha stabilito che l'adesione della società al condono non impedisce l'accertamento a carico del socio, basato sulla presunzione di distribuzione degli utili extra-bilancio, essendo sufficiente un valido accertamento (anche non definitivo, come un p.v.c.) a carico della società.
Continua »
Presunzione distribuzione utili: il giudicato parziale
La Corte di Cassazione interviene sul tema della presunzione distribuzione utili ai soci di una S.r.l. a ristretta base partecipativa. Con l'ordinanza n. 1624/2025, ha stabilito che la decisione su un accertamento fiscale a carico di un socio non può fondarsi su una sentenza riguardante la società che non sia ancora passata in giudicato. La Corte ha cassato la decisione di merito che aveva annullato parzialmente l'avviso di accertamento al socio basandosi su una pronuncia non definitiva, ribadendo che solo un giudicato sostanziale sull'inesistenza degli utili societari può invalidare la pretesa verso il socio.
Continua »
Sanzioni tributarie: Cassazione su ius superveniens
Una società manifatturiera ha impugnato un avviso di accertamento per costi inesistenti. La Corte di Cassazione, con la sentenza 3687/2025, ha respinto gran parte dei motivi di ricorso relativi all'accertamento del maggior reddito, ma ha accolto quelli relativi alle sanzioni tributarie. La Corte ha annullato la decisione della Commissione Tributaria Regionale per difetto di motivazione sulla quantificazione delle sanzioni e per non aver considerato l'applicazione di normative successive più favorevoli (ius superveniens), rinviando il caso per un nuovo esame su questi specifici punti.
Continua »
Responsabilità dei soci: Fisco e debiti della Srl
Una S.r.l. con ristretta base partecipativa vende un terreno edificabile realizzando un'ingente plusvalenza, ma omette di dichiararla e pagare le relative imposte (Ires e Iva). Successivamente, la società viene cancellata dal registro delle imprese. L'Amministrazione Finanziaria notifica un avviso di accertamento direttamente agli ex soci, ritenendoli responsabili per il debito tributario. I soci impugnano l'atto, sostenendo di non essere tenuti a rispondere dei debiti sociali. La Corte di Cassazione, di fronte a questioni giuridiche complesse e a scenari interpretativi diversi in materia di responsabilità dei soci, ha sospeso la decisione e ha rimesso la causa alle Sezioni Unite per risolvere i dubbi interpretativi sull'art. 2495 c.c. e sulle condizioni per agire nei confronti degli ex soci.
Continua »
Notifica al socio: onere della prova sul Fisco
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4812/2025, ha stabilito un importante principio in materia di notifica al socio. Se l'Amministrazione Finanziaria invia più atti in un'unica busta e il destinatario contesta di averli ricevuti tutti, spetta all'ente impositore l'onere di provare l'effettivo contenuto della spedizione. Nel caso specifico, un socio non amministratore aveva ricevuto la notifica di un accertamento destinato alla società. La Corte ha ritenuto infondato il ricorso del Fisco, che non ha fornito la prova di aver inviato al socio anche un atto a lui personalmente destinato, oltre a quello societario.
Continua »
Accertamento socio srl: la difesa del socio è autonoma
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 6001/2025, ha stabilito un principio fondamentale in tema di accertamento socio srl. Anche se l'accertamento fiscale nei confronti di una società a ristretta base partecipativa diventa definitivo per motivi procedurali (es. ricorso tardivo), il socio può comunque impugnare autonomamente l'avviso di accertamento ricevuto per il reddito di partecipazione. Il socio ha il diritto di contestare non solo la mancata distribuzione degli utili, ma anche l'effettiva esistenza del reddito accertato in capo alla società. Viene quindi meno il vincolo di pregiudizialità tra i due accertamenti quando la definitività non deriva da una valutazione di merito.
Continua »
Utili extracontabili e presunzione di distribuzione
Un socio unico di una S.r.l. è stato oggetto di accertamento per l'imposta sul reddito personale, basato sulla presunzione di distribuzione degli utili non dichiarati della società, derivanti da costi non deducibili per operazioni inesistenti. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso del socio, confermando la legittimità della presunzione di distribuzione degli utili extracontabili nelle società a ristretta base partecipativa. La Corte ha ribadito che spetta al socio l'onere di provare che tali profitti non sono stati distribuiti, ma sono stati trattenuti o reinvestiti dalla società. Il ricorso incidentale dell'Agenzia delle Entrate è stato dichiarato inammissibile.
Continua »
Accertamenti bancari soci: quando sono legittimi?
Una socia di una S.r.l. a ristretta base partecipativa ha impugnato un avviso di accertamento che le imputava maggiori redditi, determinati sulla base di indagini bancarie svolte sui conti correnti personali dei soci. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la legittimità degli accertamenti bancari sui soci in questo contesto. Secondo la Corte, per le società con pochi soci, specialmente se legati da vincoli familiari, esiste una presunzione legale che le movimentazioni sui conti personali, non giustificate dai redditi dichiarati, siano in realtà ricavi non dichiarati della società. L'onere di provare il contrario spetta al contribuente.
Continua »
Accertamenti bancari soci: quando sono legittimi?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22250/2025, ha confermato la legittimità degli accertamenti bancari sui soci di una S.r.l. a ristretta base partecipativa. La Corte ha stabilito che, in presenza di indizi come la mancanza di redditi personali significativi dei soci, le ingenti somme movimentate sui loro conti correnti possono essere presuntivamente attribuite alla società come ricavi non dichiarati. L'onere di provare l'estraneità di tali somme all'attività d'impresa spetta al contribuente. Il ricorso della socia è stato quindi rigettato.
Continua »