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Risoluzione Per Inadempimento

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192 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Edilizia agevolata: ritardo non è inadempimento
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28256/2023, ha stabilito un principio fondamentale in materia di edilizia agevolata. Ha chiarito che il ritardo del costruttore nella stipula del contratto definitivo non costituisce inadempimento se è causato dall'attesa della determinazione del prezzo massimo di cessione da parte del Comune. Tale attesa è considerata una condizione necessaria per garantire la validità dell'atto, tutelando così entrambe le parti. La Corte ha quindi annullato la decisione d'appello che aveva erroneamente condannato la società venditrice per inadempimento.
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Canone a scaletta: legittimo l’aumento programmato
Una società conduttrice si opponeva alla risoluzione del contratto per mancato pagamento di un canone a scaletta. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 3838/2023, ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo la piena legittimità della pattuizione di un canone crescente per le locazioni a uso diverso dall'abitazione, a meno che non si provi che tale clausola miri a eludere i limiti di legge sull'aggiornamento monetario.
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Mancanza qualità promesse: risoluzione del preliminare
La Corte di Cassazione conferma la risoluzione di un contratto preliminare di vendita immobiliare per mancanza di qualità promesse. I venditori avevano garantito che due fondi fossero confinanti, mentre in realtà erano separati da una particella di terzi. Secondo la Corte, tale difformità costituisce un grave inadempimento che legittima l'acquirente a sciogliere il contratto e a ottenere la restituzione dell'acconto e il pagamento di una penale.
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Motivazione contraddittoria: annullata sentenza
Una società costruttrice lamenta vizi in una pittura per esterni. La Corte d'Appello dà torto all'acquirente per errata applicazione, ma la Cassazione annulla la decisione per motivazione contraddittoria, evidenziando come l'inidoneità del prodotto non possa essere superata da presunti errori di posa senza un'analisi logica coerente.
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Assegno non incassato: risoluzione del contratto
La Corte di Cassazione conferma la risoluzione di un contratto di compravendita immobiliare a causa di un assegno non incassato. La sentenza chiarisce che la consegna di un assegno bancario non estingue l'obbligazione di pagamento, che si perfeziona solo con l'effettiva riscossione della somma. Di conseguenza, il mancato incasso costituisce un grave inadempimento che giustifica la risoluzione del contratto.
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Caparra confirmatoria: come si calcola l’importo?
In un caso di compravendita immobiliare, la Corte di Cassazione ha confermato il diritto del venditore di recedere dal contratto e trattenere la caparra confirmatoria a causa dell'inadempimento dell'acquirente. Tuttavia, ha annullato la decisione della Corte d'Appello riguardo all'importo, stabilendo che il giudice deve accertare e motivare specificamente quale parte delle somme versate costituisca effettivamente la caparra, non potendo presumerlo. La causa è stata rinviata per una nuova valutazione su questo punto specifico.
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Risoluzione locazione commerciale per inadempimento
La Corte di Cassazione conferma la risoluzione locazione commerciale non per canoni non pagati, ma per il mancato adempimento di un obbligo contrattuale: l'attivazione di un'utenza idrica autonoma da parte del conduttore. La sentenza chiarisce che un inadempimento grave è sufficiente per la risoluzione, anche in assenza di una formale messa in mora, e stabilisce i corretti mezzi di impugnazione per decisioni anomale in primo grado.
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Collegamento negoziale: auto non consegnata, che fare?
Una consumatrice acquista un'auto con un finanziamento collegato, ma il veicolo non viene mai consegnato. La Corte di Cassazione interviene annullando la decisione di merito che aveva dato ragione alla cliente. Il motivo? I giudici d'appello non avevano considerato una prova decisiva: una lettera in cui la stessa acquirente manifestava l'intenzione di cambiare modello d'auto. Questo fatto, secondo la Suprema Corte, è cruciale per stabilire se esista un vero inadempimento del venditore e, di conseguenza, se si possa risolvere il contratto di finanziamento basato sul principio del collegamento negoziale.
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Risoluzione per inadempimento: il mutuo dissenso
Due acquirenti e una società costruttrice si accusavano reciprocamente di inadempimento riguardo a un contratto immobiliare. Sia i tribunali di merito che la Corte di Cassazione hanno confermato la risoluzione del contratto per 'mutuo dissenso', poiché le richieste contrapposte delle parti manifestavano una comune volontà di sciogliere il vincolo. La Suprema Corte ha chiarito che tale decisione non viola il principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato, realizzando l'obiettivo primario di entrambe le parti.
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Collegamento negoziale: risoluzione e valutazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32754/2025, affronta un caso di inadempimento in un'operazione immobiliare complessa, caratterizzata da un collegamento negoziale tra un contratto di compravendita e diverse scritture private per lavori edili. La Corte ha stabilito che, in presenza di contratti collegati, la gravità dell'inadempimento ai fini della risoluzione non può essere valutata in modo frammentario per ogni singolo accordo. È invece necessaria una valutazione sinergica e globale del comportamento di tutte le parti, considerando l'intera operazione economica. La sentenza di merito è stata cassata perché aveva omesso di valutare comparativamente le inadempienze di entrambe le parti, limitandosi a considerare solo quelle della società costruttrice.
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Risoluzione per mutuo consenso: la Cassazione chiarisce
Un contratto preliminare di compravendita immobiliare non viene finalizzato a causa di un evento sismico. La Corte di Cassazione conferma la decisione dei giudici di merito, stabilendo che quando entrambe le parti chiedono in giudizio la fine del contratto, pur accusandosi a vicenda, si configura una risoluzione per mutuo consenso di fatto. Questo principio giustifica lo scioglimento del vincolo e la restituzione della caparra versata, evidenziando come la volontà concorde di porre fine al rapporto possa emergere anche dal comportamento processuale.
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Risoluzione contratto preliminare: ipoteca non svelata
Un promissario acquirente ha richiesto la risoluzione del contratto preliminare dopo aver scoperto un'ipoteca sull'immobile non dichiarata dai venditori. Il Tribunale ha accolto la domanda, dichiarando la risoluzione del contratto preliminare per grave inadempimento dei promittenti venditori. Questi ultimi sono stati condannati a restituire la caparra e a risarcire i danni emergenti subiti dall'acquirente, come le spese di mediazione e perizia.
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Donazione modale: risoluzione per inadempimento
La Corte di Cassazione conferma la risoluzione di una donazione modale di €185.000 a causa del mancato adempimento, da parte dei donatari, dell'onere di assistenza a vita verso i donanti. La sentenza chiarisce che l'obbligo contrattuale deve essere rispettato secondo le modalità pattuite e che accordi verbali successivi non possono modificare un contratto che richiede la forma scritta. Inoltre, viene ribadita la corretta procedura per eccepire l'incompetenza territoriale del giudice.
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Risoluzione contratto per vizi: la Cassazione decide
A seguito dell'acquisto di una termostufa difettosa che ha causato danni, un consumatore ha ottenuto in appello la risoluzione del contratto. La società venditrice ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte, data la complessità delle questioni sollevate, ha emesso un'ordinanza interlocutoria rinviando il caso a una pubblica udienza per la decisione finale. L'analisi si concentra sulla tematica della risoluzione contratto per vizi e sulle garanzie del consumatore.
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Contratto di mantenimento: quando è risolto?
La Corte di Cassazione conferma la risoluzione di un contratto di mantenimento per inadempimento della parte assistente. La Corte ha ritenuto inammissibile il ricorso basato sulla giustificazione del mancato adempimento a causa del comportamento difficile della persona assistita, ribadendo che la valutazione dei fatti spetta ai giudici di merito. La sentenza chiarisce anche che la richiesta di restituzione delle prestazioni non è una conseguenza automatica della risoluzione in questo tipo di contratto.
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Recesso locazione commerciale: quando vale la volontà
Una disputa su un contratto di locazione commerciale ha portato la Cassazione a chiarire la distinzione tra risoluzione per inadempimento e recesso locazione commerciale. La Corte ha stabilito che la comunicazione del conduttore, basata sulla mancata ottenibilità di permessi prevista dal contratto come motivo di recesso, deve essere interpretata come tale, con conseguente obbligo di pagare i canoni per il periodo di preavviso, anche se il conduttore l'aveva definita una richiesta di risoluzione.
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Inadempimento contratto preliminare: le conseguenze
La Corte di Cassazione conferma la risoluzione di un contratto preliminare di vendita per inadempimento del promittente venditore. La sentenza stabilisce che se un progetto edilizio allegato al contratto risulta irrealizzabile e il venditore si rifiuta di sostenere i costi per le correzioni, l'inadempimento è da considerarsi grave e giustifica il rifiuto dell'acquirente di stipulare il definitivo e la risoluzione del contratto.
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Risoluzione per inadempimento: colpa e risarcimento
Una società di costruzioni ha citato in giudizio un ente ferroviario per la risoluzione per inadempimento di un contratto d'appalto. I tribunali, inclusa la Corte di Cassazione, hanno attribuito la colpa alla società appaltatrice per la mancata conclusione dei lavori, respingendo le sue richieste di risarcimento e condannandola a risarcire la committente. La sentenza chiarisce che la parte inadempiente non può richiedere il risarcimento del danno.
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Pagamento in contanti: risoluzione contratto slot
Un gestore di un locale risolve un contratto con una società installatrice di slot machine a causa dei pagamenti ricevuti in contanti. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 17985/2024, ha confermato la decisione, stabilendo che il divieto di pagamento in contanti nel settore dei giochi è una norma imperativa che si applica a tutta la filiera, giustificando la risoluzione del contratto per inadempimento.
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Risoluzione permuta cosa futura: è inadempimento?
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di risoluzione permuta cosa futura. La controversia nasce da un contratto preliminare per lo scambio di un terreno contro due villette da costruire. I proprietari del terreno avevano richiesto la risoluzione per inadempimento, accusando il costruttore di aver agito in malafede richiedendo i permessi a proprio nome. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che il promissario acquirente era legittimato a richiedere il titolo edilizio e che il comportamento dei proprietari, che si erano rifiutati di collaborare per la creazione di un vincolo a parcheggio, era contrario a buona fede.
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