LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Riscossione

Pagina 3 di 3

54 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Cessazione della materia del contendere tributaria
La controversia riguarda l'impugnazione di una cartella esattoriale relativa a imposte del 1993. Dopo alterne vicende nei gradi di merito, il contribuente ha presentato ricorso in Cassazione. Durante il giudizio di legittimità, l'ente impositore ha disposto lo sgravio totale del debito, determinando la cessazione della materia del contendere. La Suprema Corte ha dunque dichiarato l'estinzione del giudizio per il venir meno dell'interesse delle parti alla decisione, disponendo la compensazione integrale delle spese di lite.
Continua »
Responsabilità soci società cancellata: guida legale
La Corte di Cassazione chiarisce la responsabilità soci società cancellata nel caso di una società in nome collettivo. Nonostante la cancellazione dal registro delle imprese, i soci di una società di persone mantengono la responsabilità illimitata per i debiti tributari preesistenti. La Corte ha stabilito che l'articolo 2495 c.c., che limita la responsabilità all'attivo ricevuto, si applica solo alle società di capitali. Per le società di persone, vige l'articolo 2312 c.c., che conferma la natura illimitata del debito in capo ai soci, rendendo legittima la notifica degli atti impositivi anche dopo l'estinzione dell'ente.
Continua »
Notifica PEC PDF: la Cassazione conferma la validità
Una società ha contestato un'intimazione di pagamento ricevuta via PEC, sostenendo che l'allegato in formato PDF (anziché P7M) e la mancanza di firma digitale rendessero la notifica inesistente. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la Notifica PEC PDF è pienamente valida. I giudici hanno chiarito che i formati PDF e P7M sono equivalenti e che, in ogni caso, l'impugnazione tempestiva dell'atto sana eventuali vizi formali per il raggiungimento dello scopo. La sentenza conferma inoltre che l'obbligo di motivazione è assolto se l'atto richiama cartelle precedentemente conosciute dal contribuente.
Continua »
Responsabilità soci società estinta: la Cassazione
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato una sentenza che escludeva la responsabilità soci società estinta per debiti tributari, poiché dal bilancio finale di liquidazione non risultavano somme distribuite. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la cancellazione della società non estingue i debiti ma determina una successione dei soci. L'interesse del Fisco ad accertare il debito sussiste indipendentemente dall'attivo ripartito, poiché l'effettiva percezione di somme da parte dei soci è una questione che rileva esclusivamente nella successiva fase di riscossione e non in quella di accertamento del titolo.
Continua »
Redditometro: guida alla spalmatura dei costi
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema della ripartizione degli incrementi patrimoniali nell'ambito del vecchio Redditometro per un accertamento relativo all'anno 2006. Il fulcro della controversia riguarda la possibilità di imputare per un quinto una spesa effettuata nel 2010 all'annualità 2006. La Corte ha stabilito che per gli anni d'imposta anteriori al 2009 si applica la previgente versione dell'art. 38 del d.p.r. 600/1973, che permette la spalmatura quinquennale dell'incremento patrimoniale, respingendo l'applicazione retroattiva delle norme più recenti che invece imputano la spesa interamente all'anno di acquisto.
Continua »
Interessi sospensione giudiziale: quando sono dovuti?
Una società impugnava una cartella di pagamento per interessi maturati durante la sospensione giudiziale di un precedente atto. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito che gli interessi da sospensione giudiziale sono sempre dovuti se il debito tributario viene successivamente confermato. Questo principio, fondato sull'art. 1282 c.c., si applica anche a periodi antecedenti alla riforma del 2015, poiché il tempo del processo non può danneggiare la parte che ha ragione. La sospensione cautelare blocca solo la riscossione, non la maturazione degli interessi sul debito legittimo.
Continua »
Indennità di esazione: quando spetta al lavoratore?
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di una lavoratrice, capotreno, a percepire l'indennità di esazione per ogni regolarizzazione effettuata a bordo, indipendentemente dall'effettivo incasso della somma. La sentenza chiarisce che il termine 'esazione' nel contratto aziendale si riferisce all'attività di accertamento e verbalizzazione, non alla successiva riscossione. La Corte ha rigettato il ricorso dell'azienda di trasporti, sottolineando che l'interpretazione del contratto fornita dai giudici di merito era logica e ben motivata, non censurabile in sede di legittimità.
Continua »
Decadenza notifica cartella: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20888/2024, ha chiarito un punto cruciale sulla decadenza notifica cartella di pagamento. Il caso riguardava una cartella per IVA 2015, notificata nel 2019. La Corte ha stabilito che il termine di decadenza triennale non decorre dall'anno d'imposta (2015), ma dall'anno di presentazione della dichiarazione dei redditi (2016). Di conseguenza, la notifica effettuata nel 2019 è stata considerata tempestiva, ribaltando le decisioni dei giudici di merito.
Continua »
Recupero crediti fiscali UE: Comunicazioni e Statuto
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 18411/2024, ha stabilito che la comunicazione con cui l'Amministrazione Finanziaria informa della richiesta di un'autorità fiscale estera di proseguire la procedura di recupero crediti fiscali UE, nonostante un contenzioso pendente, non è un atto impositivo. Pertanto, non è soggetta ai rigidi obblighi di motivazione e allegazione previsti dall'art. 7 dello Statuto del contribuente. Tale comunicazione ha una mera funzione conoscitiva e va valutata come prova del fatto che la richiesta di prosecuzione è stata effettuata.
Continua »
Decadenza riscossione tributaria per sisma: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di merito che dichiarava la decadenza della riscossione tributaria a carico di un contribuente. Il caso riguardava cartelle di pagamento per tributi sospesi a seguito del sisma in Sicilia del 1990. La Corte ha stabilito che la sospensione dei termini non è automatica ma richiede una domanda del contribuente. In assenza di prova di tale domanda da parte dell'Amministrazione finanziaria, si applicano i termini di decadenza ordinari, rendendo tardiva la notifica delle cartelle.
Continua »
Decadenza fiscale sisma: la Cassazione chiarisce
Una contribuente, vittima del sisma del 1990 in Sicilia, ha contestato una cartella di pagamento per gli anni 1991-1992 notificata nel 2006. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, stabilendo che la normativa speciale sulla **decadenza fiscale sisma** (legge n. 388/2000) non estendeva i termini per l'emissione degli atti impositivi, ma solo quelli per la riscossione dei debiti già regolarizzati. Pertanto, l'azione dell'amministrazione era prescritta e la cartella illegittima.
Continua »
Prescrizione contributi consortili: 5 anni, non 10
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 29392/2025, ha stabilito che la prescrizione per i contributi consortili di bonifica è quinquennale e non decennale. Il caso riguardava la richiesta di pagamento di contributi per gli anni 2006, 2007 e 2008. La Corte ha qualificato tali contributi come prestazioni periodiche, soggette quindi al termine breve previsto dall'art. 2948, n. 4, c.c. È stato inoltre chiarito che una legge regionale che sospende la riscossione non sospende anche il decorso della prescrizione.
Continua »
Prescrizione reato di usura: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per usura a causa della prescrizione del reato. La sentenza chiarisce che il termine di prescrizione reato di usura decorre dall'ultimo atto di riscossione del credito, non da una successiva sentenza civile. Il caso è stato rinviato per rideterminare la pena per un altro capo d'imputazione.
Continua »
Prescrizione crediti erariali: la richiesta di rateizzo
La Corte di Cassazione ha stabilito che la prescrizione dei crediti erariali per tributi come IRPEF, IRAP e IVA è decennale, non quinquennale. Inoltre, ha chiarito che la richiesta di rateizzazione del debito da parte del contribuente costituisce un atto interruttivo della prescrizione, poiché implica un riconoscimento del debito stesso. La Corte ha quindi annullato la decisione di merito che aveva erroneamente ritenuto prescritti i crediti e ignorato l'effetto della domanda di rateizzazione.
Continua »