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Risarcimento Danni Per Diffamazione

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24 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Risarcimento danni per diffamazione: la verità batte il fango
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna al risarcimento danni per diffamazione a carico di un avvocato, di una politica, della responsabile di un sito web e di una casa editrice. I soggetti avevano diffuso, tramite articoli, internet, conferenze e un libro, accuse infondate e allusive di connivenza mafiosa contro un cittadino. La Suprema Corte ha chiarito che l'uso di toni allusivi e insinuanti supera i limiti della continenza, escludendo l'esimente del diritto di critica. Inoltre, ha confermato la responsabilità solidale di tutti i coautori della diffamazione, indipendentemente dalla gravità delle singole condotte nei rapporti esterni con il danneggiato. I ricorsi sono stati rigettati.
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Risarcimento danni per diffamazione: condannato il blog del politico
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna al risarcimento danni per diffamazione a carico di un ex eurodeputato. Il politico aveva pubblicato sul proprio blog personale accuse allusive e insinuanti contro un imprenditore e un magistrato, collegate a una vecchia indagine giudiziaria in cui il politico aveva svolto il ruolo di pubblico ministero. La Suprema Corte ha escluso l'applicabilità dell'immunità parlamentare, rilevando l'assenza di un nesso funzionale diretto tra le dichiarazioni e l'attività di europarlamentare. Inoltre, i giudici hanno accertato il superamento dei limiti di verità e continenza formale, a causa dell'uso di toni suggestivi e della parzialità dei fatti narrati. Il ricorso è stato rigettato con condanna al pagamento delle spese.
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Risarcimento danni per diffamazione: quando la critica è lecita
Un giornalista e un coautore pubblicano un libro-intervista contenente dichiarazioni ritenute lesive della reputazione di due magistrati. La Corte d'Appello li condanna al risarcimento dei danni. La Cassazione, tuttavia, distingue le posizioni dei due magistrati. Per il primo magistrato, la Corte accoglie il ricorso dei condannati: un precedente giudicato definitivo aveva già stabilito che l'articolo originario, da cui il libro traeva le informazioni, rientrava nel lecito diritto di critica politica. Per il secondo magistrato, invece, la condanna viene confermata poiché il libro riportava notizie false e allusive su presunti contatti telefonici multipli con un indagato. Di conseguenza, la richiesta di risarcimento danni per diffamazione viene annullata per il primo caso e confermata per il secondo.
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Diffamazione: Appello Respinto, Risarcimento Danni Confermato
Una persona, condannata a pagare un risarcimento per aver offeso la reputazione di un'altra, ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione. I giudici hanno però respinto il ricorso, dichiarandolo inammissibile perché i motivi erano troppo generici e non rispettavano le precise regole procedurali. La Corte ha stabilito che per contestare la condanna al risarcimento, era necessario prima smontare l'accusa di diffamazione in modo specifico. Di conseguenza, la condanna al risarcimento danni per diffamazione è diventata definitiva e il ricorrente ha dovuto pagare ulteriori spese legali e una sanzione.
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