Un professionista, custode giudiziario, viene arrestato e poi assolto con formula piena. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 29507/2025, ha stabilito che la riparazione ingiusta detenzione deve comprendere non solo il danno morale e da 'strepitus fori' (lesione della reputazione), ma anche il lucro cessante, ovvero la perdita di guadagni derivante dalla revoca degli incarichi professionali a seguito dell'arresto. La Corte ha inoltre affermato il diritto al rimborso delle spese legali sostenute per il procedimento di riparazione, annullando la precedente decisione della Corte d'Appello e rinviando per una nuova quantificazione del danno.
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