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Rinvio (Giudizio Di)

7 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

La fase processuale che si svolge dopo che la Corte di Cassazione ha annullato una sentenza, rinviando il caso a un'altra sezione della Corte d'Appello per un nuovo giudizio basato sui principi di diritto stabiliti dalla Cassazione stessa.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Spaccio di droga: Cassazione conferma condanne, no lieve entità
La Corte di Cassazione ha confermato le condanne per spaccio di droga a carico di tre imputati. La Corte d'Appello, in sede di rinvio, aveva correttamente valutato la sistematicità delle attività di spaccio, la molteplicità dei clienti e la pericolosità sociale degli imputati, negando la riqualificazione dei fatti come reato di lieve entità. In particolare, per uno degli imputati, sono stati considerati i gravi precedenti penali e i legami con la criminalità organizzata. La Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi degli imputati, ritenendo le loro contestazioni infondate e conformi ai principi di diritto. Le condanne originali rimangono valide.
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Sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte e beni minimi
Un contribuente, a fronte di un debito fiscale superiore a 380.000 euro, ha ceduto alla moglie due terreni e una quota immobiliare del valore di circa 8.500 euro subito dopo aver ricevuto l'avviso di iscrizione ipotecaria. I giudici di merito lo hanno condannato per il reato di sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte. La Corte di Cassazione ha confermato in via definitiva la responsabilità penale dell'imputato, ma ha annullato la sentenza limitatamente alla mancata valutazione della particolare tenuità del fatto. Considerato il valore modesto dei beni ceduti rispetto all'ingente debito erariale, la Corte d'Appello dovrà valutare se applicare la causa di non punibilità.
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Inammissibilità ricorso cassazione: ecco le ragioni
La Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso cassazione per due imputati. La Corte chiarisce che dopo un annullamento parziale si forma un giudicato progressivo che impedisce di dichiarare nuove prescrizioni. Inoltre, la mancata richiesta esplicita preclude l'applicazione delle nuove pene sostitutive.
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Onere della prova somministrazione: chi deve provare?
La Cassazione conferma che nell'ambito della somministrazione di lavoro, l'onere della prova del rispetto dei limiti quantitativi grava sull'azienda utilizzatrice. È sufficiente la semplice allegazione del lavoratore per attivare tale onere. La Corte ha rigettato il ricorso di un'azienda che non ha fornito prove sufficienti, confermando la costituzione di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato.
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Omesso esame: Cassazione annulla sentenza tributaria
Una società cooperativa ha impugnato tre estratti di ruolo per mancata notifica delle cartelle di pagamento. Il giudice di primo grado ha annullato una delle cartelle. In appello, la Commissione Tributaria Regionale ha confermato la decisione, ma ha completamente ignorato i motivi di ricorso presentati dall'Agente della Riscossione riguardo alla cartella annullata. La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza d'appello per omesso esame dei motivi, rinviando il caso a un nuovo giudice per una corretta valutazione.
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Distanza legale: la Cassazione chiarisce i poteri
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Corte d'Appello in un caso di violazione della distanza legale tra edifici. La Suprema Corte ha stabilito che il giudice di merito ha il dovere, in base al principio 'iura novit curia', di individuare d'ufficio la normativa locale applicabile al momento della costruzione, senza limitarsi a confermare le conclusioni del perito tecnico (CTU). Il caso è stato rinviato per un nuovo esame che tenga conto di tutte le normative succedutesi nel tempo, incluse quelle potenzialmente più favorevoli al costruttore.
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Associazione armata: l’aggravante e la ‘ndrangheta
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per due esponenti di spicco della 'ndrangheta, applicando l'aggravante di associazione armata. La Corte ha stabilito che, data la natura unitaria dell'organizzazione, la disponibilità di armi da parte di qualsiasi clan si estende a tutta l'associazione. Pertanto, un membro di una 'locale' formalmente disarmata risponde comunque di tale aggravante, in quanto la sua partecipazione a riti comuni e attività illecite dimostra la consapevolezza, o l'ignoranza colpevole, del carattere armato dell'intero sodalizio.
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