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Rinuncia Motivi Appello

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30 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Rinuncia motivi appello: i limiti del giudice
Un imputato, condannato per reati fallimentari, in appello aveva concordato la pena rinunciando ai motivi relativi alla sua responsabilità. Successivamente, ha presentato ricorso in Cassazione lamentando che la Corte d'Appello non avesse verificato la presenza di cause di proscioglimento. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che la rinuncia ai motivi di appello circoscrive la cognizione del giudice ai soli punti non rinunciati, escludendo l'obbligo di motivare su questioni non più devolute al suo esame.
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Rinuncia motivi appello: limiti per il giudice
Un imputato, dopo aver raggiunto un accordo in appello (concordato) sulla pena rinunciando ai motivi relativi alla sua colpevolezza, ha presentato ricorso in Cassazione lamentando la mancata valutazione di possibili cause di proscioglimento. La Corte Suprema ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che la rinuncia ai motivi di appello limita la cognizione del giudice ai soli punti non rinunciati, presupponendo un'affermazione di colpevolezza e l'inesistenza di cause di non punibilità.
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Rinuncia motivi appello: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato per bancarotta fraudolenta. Dopo aver concordato la pena in appello con rinuncia ai motivi di appello, il successivo ricorso è precluso. La rinuncia ha effetti preclusivi sull'intero processo.
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Rinuncia motivi appello: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato. La decisione si basa sulla precedente **rinuncia ai motivi di appello** relativi alla responsabilità penale, presentata in Corte d'Appello. La Suprema Corte stabilisce che un motivo rinunciato non può essere riproposto, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Rinuncia motivi appello: quando la condanna è finale
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi di diversi imputati condannati per spaccio, estorsione e armi. La sentenza chiarisce che la determinazione della pena è ampiamente discrezionale per il giudice di merito e che la rinuncia ai motivi di appello sulla responsabilità penale rende la condanna definitiva su quel punto, precludendo un riesame in Cassazione, anche per verificare cause di non punibilità.
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Rinuncia motivi appello: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata. La decisione si fonda sul principio per cui la rinuncia ai motivi di appello limita la cognizione del giudice ai soli motivi non oggetto di rinuncia. Di conseguenza, il ricorso è stato respinto e la ricorrente condannata al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Rinuncia motivi appello: i limiti al ricorso Cassazione
Un imputato, dopo aver concordato la pena in Appello con conseguente rinuncia a quasi tutti i motivi di impugnazione, ha presentato ricorso in Cassazione sollevando nuove questioni. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che la rinuncia ai motivi di appello ha un effetto preclusivo che si estende anche al giudizio di legittimità, impedendo l'esame di qualsiasi motivo rinunciato, anche se astrattamente rilevabile d'ufficio.
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Rinuncia motivi appello: conseguenze in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza della Corte d'Appello. La decisione si fonda sulla precedente rinuncia ai motivi di appello da parte dell'imputato stesso. La Suprema Corte chiarisce che tale rinuncia circoscrive l'oggetto del giudizio, impedendo di sollevare nuovamente le stesse questioni in sede di legittimità. Di conseguenza, il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Rinuncia motivi appello: la Cassazione chiarisce
Due cooperative di pescatori sono state citate in giudizio da enti pubblici per canoni demaniali non pagati da un consorzio, di cui facevano parte, ormai estinto. L'appello degli enti è stato respinto perché avevano esplicitamente subordinato l'esame di tutti i motivi all'accoglimento di un primo motivo, poi risultato inammissibile. Questa scelta è stata interpretata come una rinuncia ai motivi di appello. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, sottolineando come le scelte processuali delle parti siano vincolanti e possano determinare l'esito della causa.
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Rinuncia motivi appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver raggiunto un accordo in appello, contestava la sentenza. La decisione si fonda sul principio che la rinuncia ai motivi di appello, formalizzata nell'ambito di un 'patteggiamento in appello', preclude la possibilità di sollevare le stesse questioni in sede di legittimità, salvo il caso di pena illegale. In questo caso, il verbale d'udienza confermava l'esplicita rinuncia, rendendo il ricorso manifestamente infondato.
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