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Rinuncia Al Ricorso — Anno 2024

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794 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Rinuncia Al Ricorso

Provvedimenti

Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio
Un pensionato, ex pilota, impugnava la capitalizzazione della propria pensione. Dopo due gradi di giudizio sfavorevoli, ricorreva in Cassazione. Tuttavia, prima dell'udienza, presentava una formale rinuncia al ricorso, notificata alla controparte. La Corte di Cassazione, preso atto della rinuncia, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, compensando le spese legali tra le parti.
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Rinuncia al ricorso: no al contributo unificato
Una società, dopo aver perso in Tribunale una causa relativa al rimborso di migliorie su un terreno in locazione, ha presentato ricorso in Cassazione. Successivamente, ha deciso di ritirare il proprio appello. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29284/2024, ha dichiarato estinto il processo per rinuncia al ricorso. La Corte ha inoltre chiarito un importante principio: in caso di rinuncia, non si applica il raddoppio del contributo unificato, poiché tale sanzione è prevista solo per i casi di rigetto, inammissibilità o improcedibilità del ricorso.
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Rinuncia al ricorso: costi e sanzioni in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un appello a seguito della rinuncia al ricorso da parte dell'imputato. La decisione, basata sull'art. 591 c.p.p., comporta la condanna del rinunciante al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di 500 euro a favore della Cassa delle ammende, come previsto dall'art. 616 c.p.p.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia in Cassazione
Una controversia sulla proprietà di un macchinario industriale, giunta fino alla Corte di Cassazione dopo esiti contrastanti nei primi due gradi di giudizio, si conclude con l'estinzione del giudizio. Le parti hanno raggiunto un accordo transattivo, portando la parte ricorrente a rinunciare al ricorso. La Suprema Corte, verificati i requisiti formali della rinuncia e della sua accettazione, ha dichiarato estinto il processo, senza pronunciarsi nel merito.
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Rinuncia al ricorso: chi paga le spese legali?
Una società ha presentato rinuncia al ricorso in Cassazione avverso un decreto del Tribunale relativo alla sua opposizione allo stato passivo di un fallimento. Poiché la controparte non ha accettato la rinuncia, la Suprema Corte ha dichiarato estinto il processo e, applicando il principio di causalità, ha condannato la società rinunciante al pagamento delle spese legali. È stato inoltre chiarito che in caso di estinzione per rinuncia non è dovuto il doppio del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso: Cassazione dichiara inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso presentato da un imputato avverso il rigetto della richiesta di revoca degli arresti domiciliari. La decisione si fonda sulla formale rinuncia al ricorso presentata dal difensore, atto che assorbe ogni altra questione. Nonostante la rinuncia, il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle Ammende.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e spese compensate
Una società produttrice di energia elettrica, dopo aver ricevuto un avviso di pagamento per accise non versate e aver perso nei primi due gradi di giudizio, ha presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, prima della decisione, ha effettuato una rinuncia al ricorso, prendendo atto di un orientamento giurisprudenziale sfavorevole. La Corte di Cassazione, accogliendo la rinuncia, ha dichiarato l'estinzione del giudizio e ha compensato integralmente le spese processuali tra le parti, escludendo l'applicazione del raddoppio del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso: le conseguenze sulle spese legali
Una società di servizi sanitari, dopo aver perso in primo e secondo grado una causa contro un'azienda sanitaria locale per il pagamento di prestazioni, ha presentato ricorso in Cassazione. Successivamente, ha optato per la rinuncia al ricorso. La Corte Suprema, prendendo atto della rinuncia, ha dichiarato estinto il processo e ha condannato la società rinunciante al pagamento di tutte le spese legali sostenute dalla controparte, applicando il principio generale previsto dal codice di procedura civile.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del processo tributario
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione di un processo tributario a seguito della rinuncia al ricorso da parte dell'Agenzia delle Entrate. L'Amministrazione finanziaria, dopo aver impugnato una sentenza sfavorevole in materia di detrazioni IRES per riqualificazione energetica su immobili locati, ha modificato il proprio orientamento e ha annullato l'atto impositivo. La Corte ha preso atto della rinuncia, estinguendo il giudizio senza pronunciarsi sulle spese, data la mancata attività difensiva della controparte.
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Rinuncia al ricorso e contributo unificato: la Cassazione
Un istituto di credito aveva presentato ricorso in Cassazione contro una decisione nell'ambito di una procedura fallimentare. Successivamente, a causa della chiusura del fallimento, l'istituto ha optato per la rinuncia al ricorso, che è stata accettata dalla controparte. La Corte di Cassazione ha dichiarato il giudizio estinto, compensando le spese legali. La decisione chiarisce un punto fondamentale: l'obbligo di pagare un contributo unificato raddoppiato non si applica in caso di rinuncia al ricorso, poiché tale misura ha natura sanzionatoria, destinata a punire impugnazioni pretestuose e non le ritirate volontarie.
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Rinuncia al ricorso: chi paga le spese legali?
Una società presenta ricorso in Cassazione ma successivamente vi rinuncia. Il condominio avversario non accetta la rinuncia al ricorso e chiede il pagamento delle spese. La Corte dichiara estinto il giudizio e condanna la società rinunciante a pagare le spese legali al condominio, stabilendo un importante principio procedurale.
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Estinzione del giudizio: rinuncia al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio in un caso tributario a seguito della rinuncia al ricorso da parte dell'Amministrazione Finanziaria. La controversia riguardava l'appello dell'Agenzia contro una sentenza favorevole a una società contribuente. Poiché quest'ultima non si è costituita in giudizio, la Corte non ha emesso alcuna statuizione sulle spese legali.
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Rinuncia al ricorso: chi paga le spese processuali?
Una società e il suo socio, dopo aver impugnato la sentenza che ne dichiarava il fallimento, hanno presentato rinuncia al ricorso in Cassazione. Nonostante la mancata accettazione da parte del Fallimento e di un altro creditore, la Corte ha dichiarato estinto il giudizio. Ha però condannato i rinuncianti al pagamento delle spese legali, applicando il principio di causalità, dato che la rinuncia al ricorso non era stata accettata.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia al ricorso
La Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio a seguito della rinuncia al ricorso presentata dai ricorrenti. Il caso, originato da una disputa su servitù di passaggio e confini, si conclude senza una decisione nel merito. La Corte chiarisce che la rinuncia determina la fine del processo e, in assenza di un controricorso, non vi è luogo a regolamento delle spese legali.
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Estinzione del giudizio per rinuncia al ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio in una controversia fiscale. La causa riguardava la decorrenza degli interessi su un rimborso d'imposta. L'Amministrazione Finanziaria, originariamente ricorrente, ha rinunciato all'appello dopo un nuovo orientamento giurisprudenziale sfavorevole. La Corte ha preso atto della rinuncia, accettata dalla controparte, e ha compensato le spese legali tra le parti.
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Rinuncia al ricorso: conseguenze e inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso a seguito della rinuncia presentata dal difensore. L'ordinanza analizza le conseguenze processuali di tale atto, tra cui la condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria. La decisione scaturisce da un procedimento relativo alla confisca di un immobile, dove i ricorrenti, dopo aver impugnato il decreto della Corte d'Appello, hanno deciso di abbandonare il ricorso. La Suprema Corte, applicando il codice di procedura penale, conferma che la rinuncia al ricorso comporta la chiusura del procedimento e l'esecuzione del provvedimento impugnato.
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Rinuncia al ricorso: quando l’appello è inammissibile
Un soggetto impugnava un'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza che aggravava la sua misura detentiva. Successivamente, presentava una rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione, preso atto della rinuncia, ha dichiarato il ricorso inammissibile, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria per colpa nella proposizione dell'atto.
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Rinuncia al ricorso: carenza di interesse e spese
Un'ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce le conseguenze della rinuncia al ricorso a seguito di un accordo transattivo tra le parti. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, dato che la transazione aveva risolto la controversia, e ha disposto la compensazione delle spese processuali.
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Estinzione del giudizio: rinuncia in Cassazione
Una causa per responsabilità di un istituto bancario, giunta in Cassazione, si conclude con l'estinzione del giudizio. La Suprema Corte prende atto della rinuncia al ricorso da parte dei ricorrenti e della relativa accettazione da parte della banca, chiudendo il contenzioso senza una decisione nel merito.
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Rinuncia al ricorso: quando si estingue il processo
Un caso di presunta diffamazione online, giunto fino alla Corte di Cassazione, si conclude non con una decisione nel merito, ma con l'estinzione del processo. La Corte ha applicato le norme sulla rinuncia al ricorso, dopo che l'appellante ha ritirato la propria impugnazione con l'accettazione della controparte. La decisione evidenzia come un atto processuale formale possa terminare una controversia, senza alcuna statuizione sulle spese di lite.
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