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Rinnovazione Dibattimentale

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66 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Ricorso inammissibile: quando è manifestamente infondato
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile poiché i motivi erano manifestamente infondati. Il ricorrente contestava sia la mancata acquisizione di una precedente sentenza, ritenuta proceduralmente inammissibile e non necessaria, sia l'applicazione della recidiva, che la Corte ha invece considerato giustificata dalla progressione criminale e dalla pericolosità del soggetto. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Continuazione tra reati: quando richiederla in appello
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 8610/2025, ha respinto il ricorso di un'imputata che aveva richiesto l'applicazione della continuazione tra reati solo nelle conclusioni scritte del processo d'appello. La Corte ha chiarito che tale richiesta, se relativa a una condanna già irrevocabile prima della sentenza di primo grado, deve essere formalizzata nei motivi di appello e non può essere introdotta tardivamente. La questione, rigettata per motivi procedurali, potrà comunque essere riproposta in sede esecutiva.
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Rinnovazione dibattimentale: quando è indispensabile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per omicidio colposo stradale. La Corte ha ribadito che la rinnovazione dibattimentale, ovvero la richiesta di nuove prove in appello, è una misura eccezionale e non un diritto. Può essere negata se il giudice ritiene le prove già acquisite sufficienti per decidere, come nel caso di specie, dove non è stata ammessa una nuova perizia sulla dinamica del sinistro.
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Rinnovazione dibattimentale: obbligo per la condanna
La Cassazione annulla una condanna al risarcimento danni emessa in appello, che aveva ribaltato un'assoluzione di primo grado per minacce e molestie. La Corte Suprema ha stabilito che il giudice d'appello, prima di condannare sulla base di una diversa valutazione delle testimonianze, aveva l'obbligo di disporre la rinnovazione dibattimentale, anche d'ufficio. Questa garanzia fondamentale si applica anche quando la condanna ha solo effetti civili.
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Responsabilità consulente fiscale: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un professionista per concorso nel reato di dichiarazione infedele. Inizialmente assolto, la Corte d'Appello aveva ribaltato la sentenza, ritenendo provato il suo ruolo attivo e consapevole nella presentazione di dichiarazioni fiscali fraudolente per conto di due società clienti. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che la responsabilità del consulente fiscale sorge quando, possedendo documentazione che attesta la falsità dei dati, procede comunque alla trasmissione, contribuendo materialmente all'evasione fiscale.
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Prescrizione reati tributari: la Cassazione annulla
Due amministratori di società, condannati in appello per vari reati fiscali, hanno ottenuto un annullamento parziale della sentenza dalla Corte di Cassazione. Il fulcro della decisione riguarda la corretta applicazione della prescrizione reati tributari. La Suprema Corte ha stabilito che i termini per i reati di dichiarazione infedele e fraudolenta erano già decorsi, annullando le relative condanne e rinviando alla Corte d'Appello per la rideterminazione della pena per i reati residui.
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