La Corte di Cassazione, con ordinanza del 19 dicembre 2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per ricettazione. Il motivo del rigetto risiede nel fatto che l'appello si limitava a chiedere una nuova valutazione delle prove, un'attività che esula dalle competenze della Suprema Corte, la quale si occupa solo della corretta applicazione della legge (giudizio di legittimità) e non del riesame dei fatti (giudizio di merito). Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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