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Ricorrente Principale

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69 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Presunzione di subordinazione: la Cassazione decide
Un professionista con Partita IVA, dopo la fine del suo rapporto con una compagnia assicurativa, ha ottenuto in appello il riconoscimento di un lavoro subordinato. La Corte d'Appello ha applicato una presunzione di subordinazione, condannando l'azienda. La compagnia ha impugnato la decisione in Cassazione, sostenendo l'errata applicazione della norma. La Suprema Corte, ravvisando la rilevanza delle questioni legali sollevate, in particolare riguardo alla tutela in caso di licenziamento, ha emesso un'ordinanza interlocutoria rinviando il caso a una pubblica udienza per una decisione di portata generale.
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Lavoro a progetto: sospensione illegittima del contratto
La Corte di Cassazione ha analizzato un caso di lavoro a progetto con un ente pubblico, sospeso e poi risolto per la revoca di finanziamenti. La Corte ha confermato la decisione di merito, ritenendo illegittima la sospensione unilaterale perché non supportata da prove concrete al momento della sua attuazione, e ha quindi riconosciuto al lavoratore un risarcimento. La successiva risoluzione del contratto è stata invece considerata legittima, in quanto basata sull'effettiva delibera di revoca dei fondi.
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Estinzione del giudizio: accordo e rinuncia in Cassazione
Un'ordinanza della Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio in una controversia di lavoro. A seguito di un ricorso principale del lavoratore e di un ricorso incidentale dell'azienda, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo, rinunciando reciprocamente alle proprie pretese. La Corte, applicando l'art. 390 c.p.c., ha formalizzato la fine del processo senza pronunciarsi nel merito e senza disporre sulle spese.
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Contratti collettivi regionali: limiti del ricorso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un'amministrazione regionale contro una sentenza d'appello relativa all'inquadramento di alcuni dirigenti. La decisione si fonda sul principio che i contratti collettivi regionali, a differenza di quelli nazionali, non possono essere oggetto di censura diretta in sede di legittimità per violazione o falsa applicazione, se non nei limiti dei vizi di motivazione o violazione delle norme sull'interpretazione dei contratti.
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Responsabilità contribuente: commercialista infedele
Un contribuente si oppone a delle cartelle esattoriali, attribuendo la colpa di dichiarazioni errate al proprio commercialista. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 21742/2024, ha chiarito che la responsabilità del contribuente non è esclusa automaticamente. Per ottenere l'annullamento delle sanzioni, il contribuente deve fornire prova rigorosa di aver vigilato sull'operato del professionista e che la frode non era facilmente riconoscibile. La Corte ha inoltre cassato la sentenza d'appello per motivazione contraddittoria, rinviando il caso per un nuovo esame.
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Lavoro giornalistico subordinato: iscrizione all’Albo
La Corte di Cassazione chiarisce che l'obbligo di versare i contributi all'ente previdenziale di categoria per un lavoro giornalistico subordinato richiede la formale iscrizione del lavoratore all'Albo professionale. In un caso contro un'azienda radiotelevisiva, la Corte ha escluso l'obbligo per un collaboratore non iscritto, pur riconoscendo la protezione generale del lavoro di fatto. Ha inoltre dichiarato inammissibile il ricorso dell'azienda che mirava a un riesame delle prove sulla natura subordinata del rapporto per altri collaboratori.
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Pensione e rapporto di lavoro: cosa succede al posto?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 18209/2024, ha stabilito che la percezione della pensione di anzianità non comporta l'automatica estinzione del rapporto di lavoro. In un caso di cessione di ramo d'azienda dichiarata illegittima, il lavoratore ha diritto alla reintegrazione anche se nel frattempo è andato in pensione. Tuttavia, il diritto alle retribuzioni matura solo dal momento della formale messa in mora del datore di lavoro. La sentenza chiarisce la distinzione tra la relazione previdenziale e quella lavorativa, confermando che la compatibilità tra pensione e rapporto di lavoro è la regola, salvo esplicita volontà contraria del dipendente.
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Ricorrente incidentale: la sua duplice veste
La Corte di Cassazione esamina un ricorso presentato da una società contro una sentenza della Corte d'Appello. Il caso evidenzia la complessa figura del **ricorrente incidentale**, che agisce sia come resistente al ricorso principale sia come appellante per specifiche questioni. L'ordinanza si concentra sugli aspetti procedurali di questa duplice veste.
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Cessazione materia del contendere: accordo e fine lite
La Corte di Cassazione ha dichiarato la cessazione della materia del contendere in una controversia tra due enti di assistenza sanitaria e alcuni loro iscritti. Le parti, durante il giudizio di legittimità, hanno raggiunto un accordo transattivo che ha risolto la lite, rendendo superflua una pronuncia nel merito e privando di efficacia la precedente sentenza della Corte d'Appello. La Corte ha quindi compensato le spese legali.
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Gestione Separata INPS: Obbligo per Avvocati
La Corte di Cassazione ha stabilito che un avvocato è tenuto a iscriversi alla Gestione Separata INPS se esercita la professione in modo abituale, anche se il reddito prodotto è inferiore a 5.000 euro annui. La Corte ha chiarito che tale soglia di reddito è rilevante solo per il lavoro autonomo occasionale e non per l'attività professionale abituale. Inoltre, è stato precisato che il termine di prescrizione per i contributi decorre dalla scadenza del versamento, annullando la decisione della Corte d'Appello che aveva erroneamente ritenuto il credito prescritto e l'obbligo di iscrizione insussistente.
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Calcolo TFR: indennità estero, la Cassazione decide
La Corte di Cassazione interviene sul caso di un ex dipendente di banca riguardo al calcolo TFR per il periodo di lavoro svolto all'estero. La Corte cassa con rinvio la sentenza di secondo grado, accogliendo un motivo di ricorso della banca per difetto di motivazione e un motivo del lavoratore sull'inclusione del 'contributo alloggio' nella base di calcolo TFR. Viene ribadita la distinzione tra base imponibile fiscale e previdenziale per i redditi esteri.
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Minimale contributivo: obbligo inderogabile per le aziende
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29840/2025, ha ribadito un principio fondamentale in materia di diritto del lavoro: i contributi previdenziali devono essere calcolati sulla base del minimale contributivo stabilito dai contratti collettivi nazionali, e non sulla retribuzione effettivamente inferiore corrisposta al lavoratore. Nel caso specifico, un ente previdenziale aveva contestato a una società cooperativa l'omissione di contributi, poiché questa aveva versato somme basate su stipendi più bassi di quelli previsti dal CCNL di settore. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'ente, affermando che l'obbligazione contributiva ha natura pubblicistica e non è derogabile da accordi individuali, garantendo così la sostenibilità del sistema previdenziale.
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Pensione complementare: estinzione del giudizio
Un ex dipendente aveva avviato un ricorso in Cassazione contro un fondo di previdenza per la riliquidazione della sua pensione complementare. Durante il procedimento, le parti hanno raggiunto un accordo, rinunciando reciprocamente ai rispettivi ricorsi. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, compensando le spese legali.
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Estinzione del processo: accordo tra le parti
Una controversia di lavoro tra un'agenzia di stampa e un giornalista sulla natura del rapporto (autonomo o subordinato) giunge in Cassazione. Dopo la sentenza d'appello favorevole al lavoratore, le parti decidono di porre fine alla lite. Attraverso la rinuncia reciproca ai rispettivi ricorsi, la Corte Suprema dichiara l'estinzione del processo. Questa decisione chiude definitivamente il caso senza una pronuncia nel merito, esonerando le parti dal pagamento delle spese e dal raddoppio del contributo unificato.
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Estinzione del processo: rinuncia e spese legali
Un'associazione nazionale di assistenza ha impugnato in Cassazione una sentenza che riconosceva un rapporto di lavoro subordinato con due ex collaboratori. A seguito di una rinuncia reciproca al ricorso principale e a quello incidentale, la Corte Suprema ha dichiarato l'estinzione del processo. La decisione chiarisce che tale esito esonera le parti dal versamento del doppio contributo unificato e neutralizza la condanna alle spese legali, data la reciproca adesione alla rinuncia.
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Astensione del giudice: il rinvio della causa
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha disposto il rinvio di una causa a una successiva udienza pubblica a seguito dell'astensione di un giudice del collegio. La decisione, presa per garantire l'imparzialità del giudizio, riguarda una controversia tra l'erede di un cittadino e il Ministero della Difesa. Il provvedimento non entra nel merito della lite ma si limita a gestire l'aspetto procedurale derivante dalla necessità di ricomporre il collegio giudicante.
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Onere della prova retribuzioni: gli assegni sono prova?
Una lavoratrice ha richiesto differenze retributive, ma i datori di lavoro hanno eccepito l'avvenuto pagamento tramite numerosi assegni bancari. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di merito, rigettando il ricorso della lavoratrice. È stato stabilito che una serie di assegni di importo rilevante, incassati dalla lavoratrice, può costituire prova sufficiente del pagamento, assolvendo così l'onere della prova retribuzioni a carico del datore di lavoro, senza che ciò configuri una formale eccezione di compensazione.
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Docenti estero: sì a indennità per ogni contratto
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8679/2024, ha stabilito che i docenti estero con contratto a tempo determinato hanno diritto allo stesso assegno di sede dei colleghi di ruolo. Inoltre, ha chiarito che l'indennità di sistemazione spetta loro per ogni nuovo contratto stipulato, e non solo per il primo, respingendo le argomentazioni del Ministero che giustificavano un trattamento differenziato.
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Notifica a società estinta: la Cassazione conferma
La Cassazione ha confermato la nullità della notifica di una cartella di pagamento a una società estinta a seguito di fusione per incorporazione. La Corte ha ribadito che, per le fusioni avvenute prima della riforma del 2003, la società incorporata cessa di esistere, rendendo invalida qualsiasi notifica successiva indirizzata a essa. La conoscenza successiva dell'atto da parte della società incorporante non sana il vizio originario.
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Progressione economica: risarcimento e requisiti
Un dipendente pubblico, escluso da una selezione per progressione economica perché il suo rapporto di lavoro era cessato prima della pubblicazione della graduatoria, ha agito per il risarcimento del danno. La Corte d'Appello ha riconosciuto il suo diritto ma ha omesso di quantificare il danno. La Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso dell'ente pubblico su questo specifico punto, ha cassato la sentenza e rinviato il caso al giudice d'appello per una decisione completa sull'esistenza e l'ammontare del risarcimento.
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