La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furto in un bar. La condanna si basava sul riconoscimento informale effettuato dalla vittima e da suo figlio tramite video di sorveglianza. La Corte ha ribadito che tale identificazione, se confermata in dibattimento, costituisce una prova atipica pienamente valida, la cui attendibilità è valutata dal giudice di merito senza necessità di seguire le rigide formalità della ricognizione di persona.
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