La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un imputato per il reato di ricettazione di un ciclomotore con telaio contraffatto. Le forze dell'ordine hanno rinvenuto il mezzo nascosto all'interno dell'appartamento del possessore, situato al quattordicesimo piano di un edificio. L'indagato non ha fornito alcun documento di circolazione né spiegazioni attendibili sulla provenienza lecita del veicolo. I giudici hanno chiarito che, per la sussistenza della responsabilità, non serve una sentenza di condanna per il furto originario, bastando elementi logici precisi. La custodia in un luogo insolito e l'assenza di titoli di acquisto dimostrano la malafede o l'accettazione del rischio. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile con condanna alle spese e alla sanzione pecuniaria.
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