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Ricettazione Di Merce Contraffatta

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65 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Ricettazione merce contraffatta: 58 capi in auto, condanna certa
Un automobilista viene condannato per ricettazione di merce contraffatta dopo essere stato trovato con 58 capi di abbigliamento e accessori falsi in auto. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna, respingendo il ricorso dell'imputato. I Giudici hanno stabilito che il numero consistente di articoli impediva di considerare il fatto di 'particolare tenuità' e che l'impossibilità di giustificarne la provenienza legittimava la decisione di colpevolezza. La condanna è quindi diventata definitiva, con l'aggiunta del pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricettazione di merce contraffatta: condanna anche senza acquisto
La Corte di Cassazione conferma la condanna per ricettazione di merce contraffatta a carico di un uomo trovato in possesso di orologi falsi. La sentenza stabilisce che il possesso esclusivo dei beni e la loro natura contraffatta, se non palesemente 'grossolana', sono sufficienti a dimostrare il reato. L'imputato non deve essere sorpreso nell'atto di acquisto. L'incapacità di fornire una spiegazione lecita sulla provenienza degli oggetti è un elemento chiave per provare la consapevolezza dell'origine illecita. Il ricorso dell'imputato è stato dichiarato inammissibile, rendendo la condanna definitiva.
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Ricettazione di Merce Contraffatta: Condanna Senza Consegna
Un imprenditore acquista una grossa fornitura dalla Cina, ma il carico viene sequestrato in dogana poiché contenente prodotti con marchi falsi. L'imputato ricorre in Cassazione sostenendo di non aver mai ricevuto fisicamente i beni e di ignorare la falsificazione. La Suprema Corte dichiara inammissibile il ricorso, confermando la condanna per ricettazione di merce contraffatta e tentata frode in commercio. I giudici chiariscono che il reato si perfeziona con il semplice accordo di acquisto, indipendentemente dalla consegna materiale. Inoltre, la totale mancanza di fatture dettagliate prova inequivocabilmente la consapevolezza dell'origine illecita dei prodotti.
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Ricettazione di merce contraffatta: condanna anche se il falso è palese
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per ricettazione di merce contraffatta a carico di un venditore di profumi falsi. L'imputato sosteneva che, essendo la contraffazione palese e il prezzo molto basso, il reato non sussistesse. I giudici hanno respinto questa tesi, stabilendo un principio fondamentale: i reati di contraffazione non tutelano il singolo acquirente, che potrebbe essere consapevole del falso, ma la 'fede pubblica', ovvero la fiducia collettiva nell'autenticità dei marchi. Pertanto, la vendita di falsi è reato a prescindere da quanto sia evidente l'imitazione, e di conseguenza anche la ricettazione di merce contraffatta viene punita. L'appello è stato dichiarato inammissibile.
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Ricettazione di merce contraffatta: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per ricettazione di merce contraffatta. La difesa sosteneva la grossolanità del falso e richiedeva l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. Gli ermellini hanno ribadito che l'abitualità della condotta e la natura dei beni sequestrati confermano il dolo e precludono benefici legali, confermando la condanna e la sanzione pecuniaria.
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