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Responsabilità

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37 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Responsabilità dei soci: quando il patto è opponibile
La Corte di Cassazione ha confermato che la clausola di limitazione della responsabilità dei soci in una società semplice è opponibile ai terzi se l'atto costitutivo è depositato nel Registro delle Imprese. Nel caso di specie, un'associazione creditrice pretendeva il pagamento di forniture dai singoli soci di una società agricola. Tuttavia, la presenza del patto limitativo della responsabilità dei soci nell'atto depositato è stata considerata un mezzo idoneo a rendere conoscibile tale limitazione, escludendo la responsabilità di chi non aveva agito in nome della società.
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Responsabilità penale datore di lavoro: i rischi
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per un legale rappresentante di un centro massaggi accusato di aver impiegato un lavoratore straniero senza permesso di soggiorno. Nonostante la difesa sostenesse l'assenza di una gestione effettiva per motivi di salute, la Corte ha ribadito che la responsabilità penale datore di lavoro sussiste anche in caso di ruolo puramente formale, poiché permane l'onere di controllo sulla gestione dell'attività sociale.
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Inammissibilità ricorso e limiti art. 129 c.p.p.
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità ricorso presentato contro una sentenza di appello che riguardava solo la pena. Il ricorrente aveva invocato erroneamente l'articolo 129 c.p.p. per contestare la responsabilità penale, ma tale richiesta è stata giudicata manifestamente infondata in quanto il giudizio di merito era già cristallizzato. La decisione ha comportato la condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Sostanze stupefacenti: stop ai ricorsi ripetitivi
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per detenzione di sostanze stupefacenti a carico di un imputato sorpreso con diverse dosi già confezionate. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile poiché i motivi presentati erano meramente ripetitivi di quanto già discusso in appello e privi di un reale confronto con la sentenza impugnata. La Corte ha inoltre confermato il diniego delle attenuanti generiche, motivato dall'assenza di elementi positivi e dall'atteggiamento non collaborativo del soggetto durante le fasi dell'arresto.
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Articolo 650 c.p.: cellulari in carcere e limiti legge
Un detenuto era stato condannato per la violazione dell'Articolo 650 c.p. poiché trovato in possesso di un micro-cellulare in carcere. La Corte di Cassazione ha annullato la condanna senza rinvio, stabilendo che l'inosservanza di un regolamento carcerario generale non integra il reato previsto dall'Articolo 650 c.p., il quale richiede un ordine specifico e individuale. Sebbene oggi esista l'Art. 391-ter c.p. per tali condotte, esso non era applicabile retroattivamente ai fatti del 2019.
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Inammissibilità dell’appello: la guida della Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza del Tribunale di Bologna che aveva dichiarato l'inammissibilità dell'appello proposto da un'imputata condannata per diffamazione. Il Tribunale riteneva che l'appello fosse inammissibile poiché contestava solo la responsabilità penale e non il risarcimento del danno. La Suprema Corte ha invece stabilito che l'impugnazione della colpevolezza estende automaticamente i suoi effetti ai capi civili dipendenti, rendendo il ricorso pienamente valido e ammissibile.
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Resistenza a pubblico ufficiale: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un soggetto condannato per il reato di resistenza a pubblico ufficiale. La decisione si fonda sulla natura eccessivamente generica dei motivi di ricorso, i quali non presentavano un confronto critico con le motivazioni della sentenza di appello. Oltre al rigetto, la Corte ha disposto la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle Ammende.
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Ricorso inammissibile: i rischi della genericità
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato contro una sentenza di condanna per spaccio di sostanze stupefacenti di lieve entità. Il ricorrente aveva contestato il giudizio di responsabilità penale in modo del tutto generico, senza fornire argomentazioni specifiche o dedurre vizi di legge concreti. Di conseguenza, la Suprema Corte ha confermato la condanna, imponendo al ricorrente il pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di tremila euro in favore della Cassa delle Ammende.
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Inammissibilità ricorso per Cassazione: motivi generici
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità ricorso per Cassazione presentato da un imputato che lamentava un difetto di motivazione circa la mancata applicazione di cause di non punibilità. La Suprema Corte ha rilevato che il ricorso era caratterizzato da assoluta genericità, omettendo di considerare che la responsabilità penale non era stata contestata nel precedente grado di appello. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Inammissibilità del ricorso: i vizi procedurali
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso presentato contro una sentenza di appello. Il ricorrente ha depositato due atti separati: il primo è risultato generico e privo di specificità, mentre il secondo è stato presentato fuori termine e presso l'ufficio sbagliato. La decisione conferma la condanna e impone il pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: i limiti
La Corte di Cassazione ha sancito l'inammissibilità ricorso Cassazione presentato da un imputato condannato per reati sugli stupefacenti. Il ricorrente aveva contestato la responsabilità penale e il diniego di un'attenuante solo in sede di legittimità, omettendo tali doglianze nell'atto di appello originario, dove si era limitato a criticare l'entità della pena.
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Responsabilità civile magistrati: la competenza.
Una società ha promosso un'azione per la responsabilità civile magistrati contro lo Stato, contestando l'operato di giudici di merito e di legittimità in una procedura fallimentare. Il Tribunale di Perugia aveva dichiarato la propria incompetenza a favore di Roma. La Corte di Cassazione, accogliendo il regolamento di competenza, ha stabilito che quando la causa coinvolge sia giudici di merito che di Cassazione, la competenza è unitaria e si sposta in un altro distretto secondo i criteri dell'art. 11 c.p.p., individuando nel caso specifico il Tribunale di Ancona.
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Responsabilità scavi confinanti: chi paga i danni?
La Corte di Cassazione ha stabilito che il proprietario di un fondo è direttamente responsabile per i danni causati alle proprietà vicine a seguito di lavori di escavazione. Tale responsabilità scavi confinanti sussiste anche se i lavori sono stati affidati in appalto a una ditta esterna. La decisione si fonda sull'art. 840 c.c. e sulla natura pericolosa dell'attività edilizia ex art. 2050 c.c., configurando una responsabilità che non viene meno con la delega a terzi.
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Resistenza a pubblico ufficiale: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato contro una condanna per il reato di resistenza a pubblico ufficiale. I giudici hanno rilevato che i motivi proposti erano generici e si limitavano a riprodurre doglianze già esaminate e respinte dalla Corte d'Appello. La mancanza di nuove e specifiche censure di diritto ha portato alla conferma della sentenza, con condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle Ammende.
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Reddito di cittadinanza: sanzioni per dati omessi
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di una cittadina che, per ottenere il Reddito di cittadinanza, ha omesso di dichiarare la condanna definitiva del coniuge per associazione mafiosa. La difesa ha tentato di attribuire l'errore all'intermediario fiscale, ma i giudici hanno ribadito che l'obbligo di veridicità ricade esclusivamente sul richiedente, rendendo il ricorso inammissibile.
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Reato continuato: limiti alla motivazione della pena
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della rideterminazione della pena operata in sede di rinvio, rigettando il ricorso basato sulla presunta carenza di motivazione. Il caso riguardava l'applicazione del reato continuato tra diverse sentenze. La Corte ha stabilito che, in presenza di aumenti sanzionatori contenuti e rispettosi dei limiti legali, il giudice non è obbligato a fornire una motivazione analitica per ogni singolo incremento, escludendo così ogni ipotesi di arbitrio.
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Guida senza patente: ricorso inammissibile e sanzioni
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato contro una condanna per guida senza patente. La decisione evidenzia come l'impugnazione fosse manifestamente infondata e priva di motivi specifici. Il ricorrente non ha saputo contrastare le argomentazioni della sentenza di appello, limitandosi a doglianze generiche. Oltre alla conferma della responsabilità, la Corte ha disposto il pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di tremila euro in favore della Cassa delle Ammende, non ravvisando motivi per l'esonero.
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