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Resistenza A Pubblico Ufficiale — Anno 2026

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297 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Resistenza A Pubblico Ufficiale

Provvedimenti

Ricorso inammissibile e sanzione pecuniaria
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità di un ricorso presentato contro una sentenza di appello riguardante il reato di resistenza a pubblico ufficiale. Il ricorrente si è limitato a riproporre motivi già respinti nei gradi precedenti, portando a un ricorso inammissibile che ha comportato anche una sanzione di tremila euro a favore della Cassa delle Ammende.
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Resistenza a pubblico ufficiale: i limiti del reato
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un cittadino condannato per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni dopo un'aggressione ai danni della Guardia Costiera. La Corte ha confermato la responsabilità per l'aggressione, chiarendo il nesso tra violenza e atto d'ufficio, ma ha annullato senza rinvio la condanna per inosservanza di ordini a nave da guerra, poiché l'imbarcazione non soddisfaceva i requisiti tecnici previsti dal Codice della Navigazione.
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Resistenza a pubblico ufficiale: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per resistenza a pubblico ufficiale nei confronti di un soggetto che, dopo una fuga, ha spintonato le forze dell'ordine. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché basato su motivi generici e ripetitivi, confermando la validità della ricostruzione dei fatti effettuata nei precedenti gradi di giudizio.
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Resistenza a pubblico ufficiale: guida al reato
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per resistenza a pubblico ufficiale nei confronti di un imputato che aveva tentato la fuga durante l'esecuzione di una misura cautelare. La sentenza chiarisce che il tentativo di sottrarsi fisicamente all'autorità, imponendo un'immobilizzazione forzata, non rientra nella resistenza passiva ma integra il reato previsto dall'art. 337 del codice penale.
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Resistenza a pubblico ufficiale: quando è reato
La Suprema Corte chiarisce che spintonare un agente per evitare una multa configura il reato di resistenza a pubblico ufficiale. Il caso riguarda un uomo che, fermato con patente revocata, ha tentato la fuga usando violenza fisica minima, condotta ritenuta idonea a integrare la fattispecie penale.
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Resistenza a pubblico ufficiale: guida pericolosa
L'imputato è stato condannato per resistenza a pubblico ufficiale e spaccio di stupefacenti dopo aver forzato un posto di blocco. La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso, stabilendo che la fuga spericolata integra il delitto e che l'ingente quantità di cocaina trovata impedisce la concessione delle attenuanti generiche.
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Notifica al difensore errata: la Cassazione annulla
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna per resistenza a pubblico ufficiale a causa di un grave vizio procedurale. La notifica al difensore per il giudizio d'appello era stata inviata a un avvocato omonimo, impedendo al legale di fiducia di partecipare al processo. Questo errore, secondo la Corte, costituisce una nullità assoluta e insanabile, in quanto lede il diritto fondamentale alla difesa. La sentenza impugnata è stata quindi annullata con rinvio per un nuovo giudizio.
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Resistenza a pubblico ufficiale: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un detenuto per il reato di resistenza a pubblico ufficiale. Il ricorso è stato respinto perché non contestava adeguatamente il nesso tra le espressioni offensive e l'attività di servizio svolta dalle guardie penitenziarie, che stavano somministrando terapie nelle celle. Questa mancanza rende l'impugnazione apodittica e priva di fondamento.
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Resistenza a pubblico ufficiale: appello inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per resistenza a pubblico ufficiale. Il ricorso si basava su una ricostruzione dei fatti già smentita dalla Corte d'Appello sulla base di prove testimoniali univoche. La decisione ribadisce che la Cassazione non può riesaminare il merito dei fatti, confermando la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Resistenza a pubblico ufficiale: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due individui condannati per resistenza a pubblico ufficiale. I ricorrenti sostenevano che la loro condotta fosse solo ingiuriosa e una reazione a un atto percepito come arbitrario. La Corte ha respinto tali argomenti, qualificando il ricorso come generico e meramente reiterativo dei motivi d'appello, senza un reale confronto con le motivazioni della sentenza impugnata, che aveva accertato una chiara opposizione fisica all'operato dei militari.
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Resistenza a pubblico ufficiale: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per il reato di resistenza a pubblico ufficiale. L'imputato contestava l'aumento di pena per la continuazione, ma la Corte ha ritenuto che le motivazioni fornite dai giudici di merito fossero adeguate a giustificare la pluralità di condotte resistive. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.
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Resistenza a pubblico ufficiale: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per resistenza a pubblico ufficiale. Il ricorso è stato respinto perché si limitava a contestare i fatti e la testimonianza degli agenti, motivi non ammessi in sede di legittimità, confermando così la condanna e imponendo il pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Ricorso inammissibile: motivi nuovi e fuga in auto
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile presentato da due imputati. Un motivo è rigettato per tardività, poiché sollevato solo nelle conclusioni scritte. L'altro, relativo alla resistenza a pubblico ufficiale, è ritenuto manifestamente infondato, confermando che la fuga ad alta velocità integra il reato. I ricorrenti sono condannati al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Concorso in resistenza: passeggero passivo è reato?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la mera presenza di un passeggero a bordo di un'auto in fuga dalla polizia non è sufficiente per configurare un concorso in resistenza a pubblico ufficiale. Anche la successiva fuga a piedi non prova automaticamente un contributo morale al reato commesso dal conducente, potendo essere una reazione istintiva per evitare il coinvolgimento. È necessaria la prova di un contributo causale effettivo, che rafforzi il proposito criminoso del guidatore, non bastando una mera connivenza passiva.
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Resistenza a pubblico ufficiale e furto: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per resistenza a pubblico ufficiale e furto con strappo a carico di due individui che hanno aggredito una guardia giurata volontaria e sottratto la sua telecamera per cancellare le prove. La Corte ha chiarito che il 'profitto' del furto può anche essere non patrimoniale e che la qualifica di pubblico ufficiale era palese.
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Valutazione testimonianza P.U.: illogica la sentenza
Un uomo, accusato di resistenza a pubblico ufficiale, viene assolto in primo grado. La Procura ricorre in Cassazione lamentando una valutazione illogica delle prove. La Suprema Corte annulla la sentenza, ritenendo che il giudice di merito abbia immotivatamente screditato la valutazione della testimonianza del pubblico ufficiale, fondando la decisione su una ricostruzione contraddittoria e assertiva, senza analizzare la convergenza delle dichiarazioni degli agenti operanti.
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Resistenza a pubblico ufficiale: quando è reato?
Un automobilista, dopo aver causato un sinistro, si rifiuta di fornire i documenti, aggredisce un carabiniere e in seguito accusa falsamente le forze dell'ordine di violenza. La Corte di Cassazione conferma la condanna per resistenza a pubblico ufficiale, lesioni e calunnia, dichiarando il ricorso inammissibile. La Corte sottolinea che l'uso di violenza attiva, anche se motivata da ragioni personali, integra pienamente il reato di resistenza, e che una falsa accusa implicante l'abuso d'ufficio costituisce calunnia.
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