L'Automobilista è stata condannata per il reato di resistenza a pubblico ufficiale dopo essere fuggita alla vista dei Carabinieri. Durante la fuga, durata circa due chilometri, ha effettuato sorpassi estremamente pericolosi, anche di autoarticolati, violando ripetutamente il Codice della Strada fino al ritiro della patente. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della conducente, confermando che la condotta di guida spericolata, finalizzata unicamente a sottrarsi al controllo delle forze dell'ordine, integra pienamente sia l'elemento oggettivo che quello soggettivo del reato. Di conseguenza, la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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