Il caso riguarda un automobilista, denominato Il Conducente, che è fuggito a folle velocità per le vie cittadine per sottrarsi a un controllo delle forze dell'ordine. La Corte di Cassazione ha stabilito che una simile condotta non può essere considerata una semplice fuga lecita. Al contrario, l'inseguimento prolungato ad alta velocità in zone abitate crea un pericolo concreto per la sicurezza degli utenti della strada. Questo comportamento integra pienamente il reato di resistenza a pubblico ufficiale ai sensi dell'articolo 337 del codice penale. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso del conducente, condannandolo al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di tremila euro.
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