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Resipiscenza

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943 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Attenuanti generiche: quando il ricorso è generico
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore condannato per omessa tenuta delle scritture contabili. La richiesta di riconoscimento delle attenuanti generiche è stata respinta perché il ricorso non contestava specificamente le ragioni del diniego della corte d'appello, basate su un precedente penale specifico e sull'assenza di resipiscenza.
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Pena sostitutiva: no se la prognosi è sfavorevole
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro il diniego della pena sostitutiva. La decisione si fonda sulla valutazione negativa della personalità del ricorrente, desunta da numerosi precedenti penali e dall'assenza di resipiscenza, che non consentivano una prognosi favorevole.
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Sostituzione pena detentiva: quando viene negata?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato contro il diniego della sostituzione pena detentiva con la detenzione domiciliare. La decisione si fonda sulla valutazione non sindacabile in sede di legittimità della personalità criminale del ricorrente, considerata ostativa a una prognosi favorevole circa il rispetto delle prescrizioni.
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Estorsione e lieve entità: quando non si applica
La Corte di Cassazione, con la sentenza 38206/2024, ha confermato il diniego dell'attenuante della lieve entità in un caso di estorsione aggravata. Un professionista aveva avviato molteplici procedure esecutive fraudolente contro i clienti di un suo assistito. La Corte ha ritenuto che la sistematicità della condotta, la pluralità delle vittime e la rilevanza economica complessiva fossero incompatibili con il concetto di lieve entità, respingendo il ricorso.
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Ricorso inammissibile: limiti del giudizio di Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile presentato da due imputati condannati per violazione della legge sugli stupefacenti. I motivi, ritenuti generici, tentavano di ottenere una nuova valutazione dei fatti e della pena, compito non spettante alla Cassazione. La Corte ha confermato la decisione di merito, ben motivata e priva di vizi logici, condannando i ricorrenti al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Attenuanti generiche: quando il giudice può negarle
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per reati legati agli stupefacenti, confermando la decisione della Corte d'Appello di negare le attenuanti generiche. La Suprema Corte ribadisce che per negare tale beneficio è sufficiente la valutazione di un singolo elemento preponderante, come la mancanza di resipiscenza, senza la necessità di un'analisi di ogni deduzione difensiva.
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Furto di energia: la Cassazione e l’allaccio abusivo
La Corte di Cassazione conferma la condanna per furto di energia a carico di due conviventi che utilizzavano un allaccio abusivo alla rete elettrica. La sentenza chiarisce che la lunga e stabile occupazione dell'immobile, unita alla visibilità della manomissione, costituisce prova sufficiente della responsabilità, anche se non è dimostrato chi abbia materialmente realizzato il collegamento illegale. La Corte ha rigettato tutti i motivi di ricorso, inclusi quelli sulla valutazione delle prove, sulla concessione di benefici come la sospensione della pena e sulla dosimetria della sanzione, ritenendo le decisioni dei giudici di merito logiche e ben motivate.
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Falsa attestazione a pubblico ufficiale: la Cassazione
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un individuo condannato per falsa attestazione a pubblico ufficiale. L'imputato aveva insistentemente dichiarato false generalità alla polizia. La Corte ha ritenuto provati sia la condotta che il dolo, data la sua ostinazione e il comportamento processuale.
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Ricorso inammissibile: quando i motivi sono infondati
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile poiché i motivi, relativi alla mancanza di un atto e alla presunta resipiscenza dell'imputato, erano già stati correttamente valutati e respinti dalla Corte d'Appello. L'ordinanza conferma la condanna al pagamento delle spese e di una sanzione.
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Benefici penitenziari: no se c’è pericolosità
La Corte di Cassazione ha confermato il diniego dei benefici penitenziari a un condannato per spaccio e resistenza. La decisione si basa sulla sua attuale pericolosità sociale, i numerosi precedenti e l'assenza di un reale percorso di recupero, ritenendo insufficiente la sola proposta lavorativa. La sentenza sottolinea che per la concessione di misure alternative al carcere è indispensabile una prognosi favorevole di reinserimento sociale, che nel caso di specie mancava completamente.
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Destinazione stupefacenti: quando è spaccio?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per spaccio di eroina. L'imputato, trovato in possesso di 113 dosi, sosteneva fossero per uso personale. La Corte ha confermato che la destinazione stupefacenti allo spaccio può essere provata tramite indizi gravi, precisi e concordanti, come l'ingente quantitativo, le modalità di confezionamento in ovuli e la natura stessa della sostanza. È stato inoltre confermato il diniego delle attenuanti generiche per la gravità del fatto e la condotta dell'imputato.
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Esclusione della punibilità: no se violazioni plurime
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imprenditrice condannata per plurime violazioni della normativa sulla sicurezza sul lavoro. La Corte ha confermato che l'esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto, prevista dall'art. 131-bis c.p., non può essere concessa in presenza di molteplici omissioni. Inoltre, è stato ribadito che la mancata adozione di misure correttive e l'assenza di resipiscenza giustificano il diniego delle attenuanti generiche.
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Fatto di lieve entità: Cassazione su spaccio
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di stupefacenti. La difesa sosteneva l'applicabilità dell'ipotesi di reato di fatto di lieve entità, ma la Corte ha confermato la decisione di merito che l'ha esclusa a causa di elementi indicativi di professionalità, come il possesso di un'ingente somma di denaro, che rendono la condotta incompatibile con la minima offensività richiesta dalla norma.
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Attenuanti generiche: quando il ricorso è inammissibile
La Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per la mancata concessione delle attenuanti generiche nella massima estensione. La decisione del giudice di merito è ritenuta adeguata e non illogica, basandosi sulla capacità criminale, i precedenti e la mancanza di pentimento dell'imputato. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Attenuanti generiche: quando il giudice può negarle?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per reati di droga, confermando la decisione di non concedere le attenuanti generiche. La motivazione si basa sulla gravità dei fatti, la personalità negativa del soggetto, i numerosi precedenti penali e l'assenza di pentimento. La Corte ha ribadito che il ricorso non può essere un pretesto per riesaminare i fatti, competenza esclusiva dei giudici di merito.
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Attenuanti generiche negate per precedenti penali
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per violazioni al Codice della Strada. La Corte ha confermato il diniego delle attenuanti generiche e della causa di non punibilità per tenuità del fatto, basando la decisione sui precedenti penali del ricorrente e sulla sua totale assenza di resipiscenza.
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Ricorso inammissibile truffa: motivi aspecifici
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile truffa, confermando una condanna. I motivi del ricorso sono stati giudicati generici e volti a una nuova valutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità. La Corte ha anche validato il bilanciamento delle circostanze, basato sui precedenti penali e la mancanza di resipiscenza dell'imputato.
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Ricorso inammissibile: quando è generico e ripetitivo
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile poiché i motivi erano generici e riproponevano questioni di merito già decise dalla Corte d'Appello. La Corte ha ritenuto che la valutazione delle prove spetta esclusivamente al giudice di merito e che il diniego delle attenuanti era stato adeguatamente motivato. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma pecuniaria, evidenziando le conseguenze di un ricorso inammissibile.
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Avvertimento guida in ebbrezza: prova testimoniale
Un automobilista, condannato per guida in stato di ebbrezza, ha presentato ricorso in Cassazione sostenendo la nullità dell'alcoltest per mancato avvertimento sulla facoltà di farsi assistere da un difensore. La Corte Suprema ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che la prova dell'avvertimento guida in ebbrezza può essere fornita tramite la deposizione testimoniale dell'agente operante, anche in assenza di verbalizzazione. La Corte ha inoltre confermato il diniego delle attenuanti generiche a causa della gravità della condotta e dell'assenza di pentimento.
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Falsa testimonianza: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata condannata per falsa testimonianza. La ricorrente aveva negato un'aggressione a cui aveva assistito, ma la sua versione è stata smentita da un testimone oculare. La Corte ha ribadito che non può riesaminare i fatti e che la negazione categorica di un evento, poi rivelatosi vero, è sufficiente a integrare il dolo generico richiesto per il reato di falsa testimonianza. È stata inoltre confermata la decisione di non concedere le attenuanti generiche, data la sola incensuratezza e l'assenza di pentimento.
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