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Resipiscenza — Anno 2025

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153 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Resipiscenza

Provvedimenti

Reddito di cittadinanza: omessa comunicazione e dolo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imprenditrice condannata per omessa comunicazione dei redditi ai fini del reddito di cittadinanza. Nonostante fosse titolare di partita IVA e operasse nel commercio di auto, aveva dichiarato reddito zero, percependo indebitamente oltre 15.000 euro. La Corte ha ritenuto non credibile la tesi della buona fede, confermando l'esistenza del dolo e la gravità del fatto, data l'esperienza dell'imputata e l'importo percepito.
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Aumento pena recidiva: quando è inammissibile il ricorso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato contro l'aumento della pena per recidiva. La decisione sottolinea che la valutazione del giudice di merito sul trattamento sanzionatorio è insindacabile se sorretta da una motivazione logica e priva di vizi giuridici, come nel caso di specie, dove si è tenuto conto della capacità criminale e della mancanza di resipiscenza.
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Pena sostitutiva: quando il giudice può negarla?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro il diniego della pena sostitutiva. La decisione è stata confermata perché la valutazione del giudice di merito non si è basata solo sulla gravità del reato, ma su un'analisi approfondita della personalità dell'imputato, includendo la mancanza di pentimento e la vicinanza ad ambienti criminali, elementi che hanno impedito una prognosi favorevole sulla sua condotta futura.
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Regime 41-bis: i limiti del ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un detenuto contro la proroga del regime 41-bis. L'ordinanza ribadisce che il controllo della Suprema Corte è limitato alla sola violazione di legge, come una motivazione assente o meramente apparente, e non può estendersi a una nuova valutazione nel merito della pericolosità sociale del soggetto o della sua capacità di mantenere legami con l'organizzazione criminale di appartenenza.
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Dolo eventuale: resistenza a pubblico ufficiale e reato
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per resistenza a pubblico ufficiale. La Corte conferma la sussistenza del dolo eventuale, poiché l'imputato, aggredendo un agente e tentando di investirne un altro, aveva accettato il rischio di cagionare loro lesioni. Viene inoltre confermato il diniego delle attenuanti generiche a causa dei precedenti penali e dell'assenza di resipiscenza.
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Attenuanti generiche: no se colti in flagranza
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per evasione. La Corte conferma che le attenuanti generiche non possono essere concesse sulla base della sola confessione se l'imputato è stato colto in flagranza di reato. In questi casi, la confessione è ritenuta utilitaristica e non espressione di reale pentimento, specialmente in presenza di una significativa pericolosità sociale e numerosi precedenti penali che giustificano anche la recidiva.
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Spaccio lieve entità: quantità e precedenti contano
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di stupefacenti. La Corte ha stabilito che non è possibile qualificare il fatto come spaccio lieve entità a causa dell'ingente quantitativo detenuto (500 grammi di marijuana), dei precedenti penali specifici e dell'assenza di segnali di pentimento. Anche le attenuanti generiche sono state negate sulla base di una valutazione complessiva della condotta e della personalità dell'imputato.
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Graduazione della pena: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso contro una condanna per furto. La decisione sottolinea che la graduazione della pena e il diniego delle pene sostitutive rientrano nella discrezionalità del giudice di merito e non sono sindacabili in sede di legittimità se la motivazione è logica e adeguata, basata su elementi come i precedenti penali e l'assenza di pentimento dell'imputato.
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Ricorso inammissibile: la conferma della condanna
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per truffa. I motivi del ricorso sono stati ritenuti meramente ripetitivi di argomentazioni già respinte in appello, confermando così la decisione precedente e condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Frode assicurativa: ricorso inammissibile in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per frode assicurativa. L'imputato aveva denunciato un sinistro mai avvenuto, inducendo in errore una terza società che ha poi inoltrato la pratica alla compagnia assicuratrice. La Corte ha confermato che il reato, previsto dall'art. 642, comma 2, c.p., non è un reato proprio, si è consumato dove la compagnia assicuratrice è stata indotta in errore, e che il ricorso era meramente ripetitivo delle argomentazioni già respinte in appello, confermando la condanna al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Evasione domiciliare: fuga e precedenti escludono tenuità
Un soggetto condannato per evasione domiciliare ha presentato ricorso in Cassazione, lamentando vizi di notifica e chiedendo l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che la fuga successiva all'evasione e i precedenti penali dell'imputato dimostrano un'intensità del dolo e una gravità della condotta tali da escludere sia la tenuità del fatto sia la concessione delle attenuanti generiche.
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Attenuanti generiche: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per un reato di lieve entità in materia di stupefacenti. Il ricorso lamentava la mancata concessione delle attenuanti generiche, ma è stato respinto perché ritenuto meramente ripetitivo delle argomentazioni già presentate in appello e privo di specificità. La Corte ha inoltre confermato la legittimità della valutazione del comportamento processuale negativo dell'imputato come indice di mancanza di resipiscenza.
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Ricorso inammissibile: No attenuanti senza pentimento
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro la sentenza della Corte d'Appello. Il ricorso mirava a ottenere attenuanti generiche e pene sostitutive. La Corte ha confermato la decisione precedente, motivando che il ricorso chiedeva un riesame del merito, non consentito in Cassazione, e che mancavano chiari segnali di pentimento per giustificare un trattamento sanzionatorio più mite. Di conseguenza, l'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Regime 41-bis: Cassazione sulla proroga
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un detenuto contro la proroga del regime 41-bis. La sentenza stabilisce che per la proroga non è necessaria la prova di contatti recenti con l'organizzazione criminale, ma è sufficiente dimostrare la persistente pericolosità sociale del soggetto e la sua capacità di mantenere collegamenti, valutata anche in base al ruolo apicale ricoperto in passato.
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Proroga 41-bis: quando è legittima la motivazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un detenuto contro la proroga del regime carcerario speciale ex art. 41-bis. Secondo la Corte, per la proroga 41-bis non è necessaria la prova di contatti attuali con l'associazione criminale, ma è sufficiente una motivazione che dimostri la persistente capacità del detenuto di mantenere tali legami e la sua attuale pericolosità, basata su elementi come il ruolo apicale ricoperto, l'operatività del clan e l'assenza di resipiscenza.
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Travisamento della prova: annullata ordinanza
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza che negava l'affidamento in prova a un detenuto. La decisione si basava sull'erronea convinzione di una condanna per un grave reato associativo, risultata inesistente. Tale errore configura un vizio di travisamento della prova, che ha reso illogica la motivazione del provvedimento, portando al suo annullamento con rinvio per un nuovo esame.
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Particolare tenuità del fatto: quando è esclusa
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro la negazione della particolare tenuità del fatto. Decisive la fuga dopo l'incidente e la guida senza patente e assicurazione, elementi che dimostrano una maggiore offensività della condotta.
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Occultamento scritture contabili: la motivazione pena
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imprenditore condannato per il reato di occultamento scritture contabili. La Corte ha confermato la congruità della pena inflitta, ritenendola adeguatamente motivata in base alla gravità, alla sistematicità dei fatti e alla callidità dimostrata, respingendo anche la richiesta di concessione delle attenuanti generiche.
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Attenuanti generiche: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro la mancata concessione delle circostanze attenuanti generiche. La decisione si fonda sulla manifesta infondatezza del motivo, l'assenza di pentimento e la condotta processuale del ricorrente, confermando la condanna e imponendo il pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Regime 41-bis: proroga legittima senza pentimento
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un detenuto contro la proroga del regime 41-bis. La decisione si fonda sulla persistente pericolosità sociale del soggetto, desunta dal suo ruolo di vertice in un'associazione criminale, dalla continua attività illecita dei suoi familiari e dalla totale assenza di segni di distacco dal clan di appartenenza.
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