La Corte di Cassazione ha annullato una decisione che negava un permesso premio a un detenuto non collaborante, condannato per associazione finalizzata al traffico di stupefacenti. La Suprema Corte ha stabilito che la mancata collaborazione non può essere l'unico motivo di diniego. Il giudice deve effettuare una comparazione completa tra gli indicatori positivi del percorso rieducativo e le ragioni della non collaborazione, tenendo conto della 'differenza ontologica' tra le associazioni di tipo mafioso e quelle dedite al narcotraffico, per le quali il vincolo associativo è considerato meno persistente. La sentenza ribadisce la necessità di una valutazione caso per caso, in linea con la recente riforma sull'art. 4-bis ord. pen.
Continua »