La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di riciclaggio di animali domestici a carico di un uomo che aveva sostituito il microchip di un cane di razza pastore tedesco, sottratto al legittimo proprietario, con quello di un altro animale di sua proprietà. La difesa sosteneva che l'animale fosse diventato di proprietà dell'imputato per mancato reclamo entro venti giorni, equiparandolo a un animale selvatico addomesticato. I giudici hanno respinto la tesi, chiarendo che i cani sono animali domestici e non possono essere considerati cose di nessuno. La sostituzione del microchip costituisce un'operazione idonea a ostacolare l'identificazione della provenienza illecita del cane, integrando pienamente il delitto contestato. Di conseguenza, il ricorso dell'imputato è stato rigettato con condanna al pagamento delle spese processuali.
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