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Requisitoria Scritta

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49 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Controllo colloqui 41-bis: legittimo se fondato
Un detenuto sottoposto al regime speciale del 41-bis ha impugnato l'ordinanza che autorizzava la registrazione dei suoi colloqui visivi e telefonici, lamentando una motivazione insufficiente e la violazione del diritto di difesa. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che il controllo colloqui 41-bis è una misura legittima e consequenziale alla valutazione di pericolosità sociale già accertata in via definitiva con il decreto ministeriale che dispone il regime speciale. Secondo la Corte, eventuali contestazioni devono essere rivolte contro il decreto ministeriale stesso, e non contro le singole misure di controllo che ne derivano.
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Colloqui 41-bis: No a visite ravvicinate, dice la Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito la legittimità della circolare che impone un intervallo di circa 30 giorni tra i colloqui per i detenuti in regime speciale. La richiesta di un detenuto di raggruppare le visite per comodità dei familiari è stata respinta, poiché la regola degli 'intervalli regolari' per i colloqui 41-bis è essenziale per prevenire comunicazioni con le organizzazioni criminali e garantire la sicurezza pubblica, che prevale sull'interesse privato.
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Espulsione straniero: quando è obbligatoria?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un cittadino straniero contro un'ordinanza di espulsione. La Corte ha stabilito che l'espulsione straniero, come misura alternativa alla detenzione, è obbligatoria quando il permesso di soggiorno è scaduto e non rinnovabile a causa dello stato di detenzione. Elementi come un precedente permesso di lungo periodo o la buona condotta in carcere sono considerati irrilevanti ai fini della decisione, che deve basarsi sulla legge in vigore al momento dell'emissione del provvedimento.
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Particolare tenuità del fatto: no se c’è professionalità
Un soggetto condannato per la detenzione di 2 grammi di crack ha presentato ricorso in Cassazione, chiedendo l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Corte Suprema ha rigettato il ricorso, confermando la decisione dei giudici di merito. Secondo la Corte, l'esclusione del beneficio è legittima quando emerge una professionalità nell'attività illecita, desunta dalla sua natura non occasionale e dal fatto che costituisca una fonte di sostentamento, elementi che sono incompatibili con la particolare tenuità del fatto.
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Correzione errore materiale: quando il giudice sbaglia
La Corte di Cassazione, su istanza di un Tribunale, ha disposto la correzione di un errore materiale contenuto in una propria precedente ordinanza. L'errore riguardava la data di nascita di un imputato, indicata come 1990 anziché 1970. La Corte ha riconosciuto l'evidente svista e ha ordinato la rettifica, confermando l'importanza della precisione dei dati anagrafici negli atti giudiziari e l'esistenza di una procedura snella per rimediare a tali imprecisioni.
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Sostituzione della pena: errore del giudice e annullamento
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Corte d'Appello a causa di un errore nella motivazione riguardante la sostituzione della pena. L'imputata, condannata per truffa aggravata, aveva richiesto la sostituzione della pena detentiva con il lavoro di pubblica utilità. La Corte d'Appello ha rigettato la richiesta motivando erroneamente sulla base dei presupposti per la pena pecuniaria. La Cassazione ha ritenuto fondato questo motivo di ricorso, annullando la sentenza sul punto e rinviando per un nuovo giudizio sulla sanzione, pur confermando la responsabilità penale.
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Giudizio di rinvio e motivi assorbiti: la Cassazione
La Corte di Cassazione annulla con rinvio una sentenza della Corte d'Appello che, in sede di nuovo giudizio, aveva omesso di pronunciarsi su un motivo di ricorso precedentemente assorbito, come la recidiva. La Corte chiarisce che il giudizio di rinvio deve riesaminare non solo il punto specifico dell'annullamento, ma anche tutte le questioni logicamente connesse e assorbite dalla pronuncia cassata, ristabilendo un importante principio di procedura penale.
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Prescrizione reato: la Cassazione e la Legge Orlando
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un Procuratore Generale, confermando l'estinzione per prescrizione del reato di porto di oggetti atti ad offendere. La sentenza chiarisce il calcolo dei termini di sospensione previsti dalla legge 'Orlando' per i reati commessi tra agosto 2017 e dicembre 2019, stabilendo che anche applicando la sospensione massima, il termine per la prescrizione reato era già decorso al momento della decisione d'appello. Il ricorso dell'imputato è stato invece dichiarato inammissibile.
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Mancato versamento cauzione: quando è reato
La Cassazione conferma la condanna per il reato di mancato versamento cauzione. Il ricorso dell'imputato, basato su vizi procedurali e sulla richiesta di applicazione della particolare tenuità del fatto, è stato respinto. La Corte ha chiarito che le nullità procedurali devono essere eccepite tempestivamente e che la gravità dell'inadempimento totale all'obbligo di versamento impedisce il proscioglimento per tenuità del fatto.
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