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Requisito Oggettivo

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44 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Esdebitazione: quando il 4% è sufficiente
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 26303/2024, ha concesso il beneficio dell'esdebitazione a un imprenditore fallito. La Corte ha stabilito che un soddisfacimento dei creditori pari al 4,09% non può essere considerato 'affatto irrisorio' e, pertanto, non osta alla liberazione dai debiti residui. La decisione ribalta i precedenti giudizi di merito che avevano negato il beneficio, chiarendo che l'esdebitazione va concessa a meno che i creditori non siano rimasti totalmente insoddisfatti.
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Esenzione IMU società sportive: la decisione della Corte
Una società sportiva dilettantistica ha impugnato un avviso di accertamento IMU, sostenendo di avere diritto all'esenzione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo che per l'esenzione IMU società sportive non è sufficiente la forma giuridica non profit. L'ente deve dimostrare concretamente sia il requisito soggettivo (effettiva assenza di scopo di lucro) sia quello oggettivo (uso esclusivo dell'immobile per attività non commerciali). La classificazione catastale dell'immobile (D/6) è stata considerata un forte indizio della natura lucrativa dell'attività, non superato da prove contrarie fornite dalla società.
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Esenzione IMU enti non commerciali: la prova concreta
Un comune ha contestato l'esenzione IMU concessa a un'associazione sportiva per un'area edificabile. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 14002/2024, ha accolto il ricorso del comune, stabilendo che per beneficiare dell'esenzione IMU per enti non commerciali non è sufficiente la previsione statutaria. È indispensabile fornire la prova concreta e fattuale che l'immobile sia utilizzato esclusivamente per attività non commerciali. La causa è stata rinviata per una nuova valutazione basata su questo principio.
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Esenzione ICI: prova a carico del contribuente
Una Diocesi ha richiesto l'esenzione ICI per un immobile accatastato come seminario, sostenendo fosse utilizzato per l'esercizio del culto. La Corte di Cassazione, confermando le decisioni dei giudici di merito, ha respinto il ricorso. Il principio chiave affermato è che l'onere della prova per l'esenzione ICI spetta al contribuente. Non è sufficiente la destinazione catastale dell'immobile; l'ente deve dimostrare concretamente che l'attività svolta al suo interno sia esclusivamente non commerciale e rientri tra quelle previste dalla legge per beneficiare dell'agevolazione fiscale.
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