Una società ha impugnato un DURC negativo, sostenendo che la sua richiesta di rateazione dei debiti contributivi avrebbe dovuto garantirle la regolarità. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che il termine perentorio di 15 giorni per sanare la posizione, notificato dall'INPS, prevale sulla possibilità generale di chiedere una rateazione. La mancata osservanza di tale termine giustifica l'emissione del DURC negativo e la conseguente perdita dei benefici contributivi.
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