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Regolamento Di Competenza

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1231 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Opposizione cartella: quando è competente il Giudice di Pace
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 15765/2024, chiarisce un punto fondamentale in materia di opposizione a cartella esattoriale. Se il contribuente contesta il diritto stesso dell'ente a procedere alla riscossione, ad esempio per decadenza o per vizi nella formazione del ruolo, l'azione si qualifica come opposizione all'esecuzione (art. 615 c.p.c.). Di conseguenza, la competenza del giudice non è sempre del Tribunale, ma si determina in base al valore della pretesa, potendo quindi ricadere sul Giudice di Pace.
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Competenza materia locazione: quando decide il Tribunale
Un inquilino ha richiesto la restituzione di oneri condominiali ritenuti non dovuti. Il Tribunale si era dichiarato incompetente per valore, indicando il Giudice di Pace. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che, poiché la controversia ha origine da un rapporto di affitto, la competenza per materia locazione spetta esclusivamente al Tribunale, a prescindere dall'importo richiesto.
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Regolamento di competenza: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per regolamento di competenza avverso un'ordinanza che aveva respinto l'eccezione di incompetenza territoriale. La decisione si basa sul principio consolidato secondo cui un provvedimento del giudice istruttore che afferma la propria competenza senza avere natura decisoria e definitiva non è impugnabile con tale strumento, in quanto la questione può essere riproposta nel corso del giudizio.
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Regolamento di competenza: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per regolamento di competenza contro un'ordinanza del Tribunale. La decisione impugnata, emessa in un giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, non aveva carattere decisorio sulla competenza, ma solo provvisorio, rendendo l'impugnazione non esperibile.
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Querela di falso: competenza inderogabile del foro
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito un principio fondamentale sulla competenza territoriale in caso di querela di falso proposta in grado d'appello. La Corte ha chiarito che la competenza non segue quella della causa principale, ma è determinata in modo inderogabile secondo i criteri generali, come la residenza del convenuto. Questo perché il procedimento di falso richiede l'intervento obbligatorio del pubblico ministero, rendendo la competenza non modificabile. Pertanto, la Corte ha annullato la decisione della Corte d'Appello che aveva erroneamente indicato il tribunale della propria sede, assegnando la competenza al tribunale del luogo di residenza della parte contro cui era stata proposta la querela.
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Competenza sezioni impresa: esclusa per società di fatto
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30540/2025, ha respinto un ricorso per regolamento di competenza, chiarendo i limiti della giurisdizione delle sezioni specializzate in materia di impresa. Sebbene la competenza si debba valutare sulla base della domanda dell'attore e non nel merito, la Suprema Corte ha stabilito che la competenza delle sezioni impresa non si estende alle controversie tra società di persone, come una società di fatto che eserciti un controllo su una s.n.c. Tale competenza è infatti limitata per legge principalmente alle società di capitali.
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Clausola foro competente: modifica e validità
Una società contesta la competenza territoriale di un tribunale basandosi su una clausola foro competente contenuta in un vecchio contratto di conto corrente. Tuttavia, contratti di affidamento successivi ne prevedevano una diversa ed esclusiva. La Corte di Cassazione ha stabilito che le pattuizioni successive, se chiare, modificano validamente la clausola originaria, respingendo il ricorso della società e confermando la competenza del foro indicato nei contratti più recenti.
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Eccezione di incompetenza: oneri per il convenuto
La Corte di Cassazione si pronuncia sull'onere del convenuto nel sollevare un'eccezione di incompetenza. In un caso riguardante la nullità di acquisto di azioni bancarie, la Corte ha stabilito che se l'attore indica un criterio di competenza specifico (come il foro della sezione specializzata imprese), il convenuto deve contestare solo quel criterio. Il ricorso degli investitori è stato dichiarato inammissibile, confermando la decisione del tribunale di primo grado.
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Foro del consumatore: anche il lavoratore è cliente
Un avvocato ha citato in giudizio una sua cliente, dirigente medico, per il pagamento delle proprie competenze professionali relative a una causa di lavoro. Il tribunale di primo grado si era dichiarato incompetente, ma la Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione. È stato stabilito che il foro del consumatore si applica sempre quando un lavoratore dipendente, anche se professionista, agisce per questioni legate al suo rapporto di lavoro. Di conseguenza, il tribunale competente è quello del luogo di residenza del cliente-consumatore.
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Regolamento di competenza: chi decide sulle servitù?
Un proprietario terriero agisce in giudizio per far dichiarare l'inesistenza di una servitù di acquedotto sul suo fondo. La causa, inizialmente promossa davanti al Tribunale ordinario, viene da questo trasferita al Tribunale Regionale delle Acque Pubbliche (TRAP). Il TRAP, ritenendosi a sua volta incompetente, solleva d'ufficio un regolamento di competenza dinanzi alla Corte di Cassazione. Le Sezioni Unite, tuttavia, stabiliscono che la questione non rientra nella loro competenza istituzionale, in quanto non verte su un conflitto di giurisdizione né su questioni di massima importanza. Pertanto, dispongono la trasmissione del caso alla II Sezione civile, competente per i regolamenti in materia di diritti reali.
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Regolamento di competenza: appello tardivo è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società edile contro una sentenza d'appello che aveva declinato la competenza del giudice ordinario in favore di un collegio arbitrale. La decisione si fonda sulla tardività del ricorso, che doveva essere proposto con lo specifico strumento del regolamento di competenza entro 30 giorni, termine non rispettato dalla ricorrente.
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Litispendenza: quando due cause sono identiche?
Una società propone ricorso in Cassazione contro la decisione di un Tribunale che aveva dichiarato la litispendenza tra la sua causa e un'altra pendente in Appello. La società sosteneva che le domande non fossero identiche. La Corte di Cassazione, rilevando la pendenza di un altro ricorso connesso tra le stesse parti, ha emesso un'ordinanza interlocutoria di rinvio a nuovo ruolo per valutare la riunione dei due procedimenti, senza decidere nel merito la questione della litispendenza.
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Competenza territoriale avvocato: il caso Pinto
Un avvocato, creditore delle proprie spese legali in virtù di un provvedimento di distrazione, ha agito per ottenere un indennizzo per l'irragionevole durata del procedimento di esecuzione da lui avviato. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 14420/2024, ha stabilito un principio chiave sulla competenza territoriale avvocato in questi casi. Ha chiarito che, quando l'avvocato agisce in via esecutiva per recuperare i propri onorari, egli assume una veste autonoma. Di conseguenza, il 'processo presupposto' ai fini della Legge Pinto non è il giudizio originario, ma il procedimento di esecuzione stesso. La competenza territoriale spetta quindi alla Corte d'Appello del distretto in cui si è svolta l'esecuzione.
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Competenza fideiussione antitrust: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 14185/2024, ha risolto un conflitto di competenza tra un tribunale ordinario e una sezione specializzata in materia di imprese. Il caso riguardava un'opposizione a un decreto ingiuntivo basata sulla presunta nullità di una fideiussione per violazione della normativa antitrust. La Corte ha stabilito che la competenza del Tribunale delle Imprese sussiste solo quando la nullità è fatta valere con un'azione principale, e non come semplice eccezione difensiva. Di conseguenza, ha dichiarato la competenza del tribunale ordinario per la causa in esame, in cui non era stata proposta una specifica azione di nullità per violazione delle norme sulla competenza fideiussione antitrust.
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Competenza territoriale minore: la residenza prevale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 14121/2024, ha risolto un conflitto di giurisdizione tra tribunali, affermando un principio fondamentale: per le cause che coinvolgono un minore, la competenza territoriale minore spetta al giudice del luogo di residenza abituale del bambino. Questa scelta, basata sul principio di prossimità, prevale su altri criteri come il luogo di nascita o di registrazione dell'atto, poiché garantisce una migliore valutazione degli interessi e delle esigenze del minore.
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Regolamento di competenza: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il regolamento di competenza proposto da un debitore contro l'ordinanza del giudice dell'esecuzione. La Corte ha chiarito che i provvedimenti relativi alla gestione della procedura esecutiva non mettono in discussione la competenza del giudice e, pertanto, devono essere contestati tramite opposizione agli atti esecutivi, non con il regolamento di competenza.
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Competenza tribunale minorenni: la data di deposito
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 14104/2024, ha stabilito che per determinare la competenza tra Tribunale per i minorenni e Tribunale ordinario, nel regime transitorio della Riforma Cartabia, si deve fare riferimento alla data di deposito del ricorso. Se il procedimento è stato instaurato prima del 22 giugno 2022, la competenza del tribunale minorenni resta radicata, anche se un giudizio di separazione tra le stesse parti è iniziato successivamente. La nuova 'vis attractiva' del tribunale ordinario non ha effetto retroattivo.
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Sospensione facoltativa: quando il giudice sbaglia
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di un Tribunale che aveva disposto la sospensione facoltativa di un giudizio di opposizione a cartelle esattoriali. La sospensione era stata motivata dalla pendenza di un altro processo d'appello relativo al credito originario. La Suprema Corte ha chiarito che i presupposti per la sospensione facoltativa non erano soddisfatti, in quanto il giudice non aveva adeguatamente motivato la sua decisione e mancava un reale rischio di conflitto tra giudicati, data la diversità di parti e oggetto dei due procedimenti.
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Competenza territoriale: conta il deposito del ricorso
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 14058/2024, ha chiarito un punto cruciale sulla competenza territoriale nel procedimento per decreto ingiuntivo. Una società creditrice aveva ottenuto un'ingiunzione dal Tribunale di Bologna. La debitrice, nel frattempo trasferitasi a Grosseto, si opponeva eccependo l'incompetenza territoriale. Il Tribunale le dava ragione. La Cassazione, ribaltando la decisione, ha stabilito che la competenza si determina al momento del deposito del ricorso monitorio, e non alla successiva data di notifica, consolidando un principio fondamentale della procedura civile.
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Competenza territoriale fusione: vince la nuova sede
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di fusione per incorporazione, la clausola contrattuale che designa come foro competente la sede legale della banca deve essere interpretata con riferimento alla sede della società incorporante al momento dell'azione legale, e non a quella della società estinta. La controversia nasceva da un decreto ingiuntivo emesso da una banca post-fusione, opposto per incompetenza territoriale sulla base del contratto originale. La Corte ha chiarito che la competenza territoriale in caso di fusione segue la nuova struttura societaria, rendendo competente il tribunale della sede della società che ha incorporato l'altra.
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